mercoledì 17 novembre 2010

I fichinghi


Sei mesi di astinenza, se un fumetto ti diverte davvero, sono un botto.
Purtroppo, ultimamente, capita. Non solo con The Walking Dead (Dottor Ciccarelli, non mi vuoi cchiù bene?).
Ma anche con Lilith.
Lilith, per i quattro che non lo sapessero, è la nuova miniserie Bonelli di Luca Enoch.
Sembra un fumetto di puro intrattenimento. E infatti lo è: lo dimostra il tasso di tette, azione sfrenata e balzi spaziotemporali che la testata garantisce al lettore in ogni uscita. Ma al contrario di altri fumetti a base di tette, azione sfrenata e balzi spaziotemporali, questa mini cambia ambientazione a ogni numero, offrendo al lettore autentici baedeker sul nostro passato.
Dall'antica Grecia, al West, alla Grande Guerra, Lilith affronta la sua battaglia contro cattivi che sembrano usciti dai vecchi film di Corman, scompigliando la parrucca -mai le idee- alla storia con la S maiuscola.
Ne esce una lettura agile, divertente e soprattutto stimolante: un piccolo grande miracolo, per un fumetto che non rinnega mai la sua anima genuinamente popolare, ma ne sfrutta le potenzialità al meglio.
In edicola adesso: a questo giro si parla di vichinghi.

lunedì 15 novembre 2010

Nuoce gravemente alla salute


Nuova emozionante puntata della disfida fra Marvel e DC Comics.
A guardare i teaser che stanno spuntando qua e là in Rete, si preannunciano altre finte morti eccellenti.
I prossimi candidati all'obitorio: Spider-Man, come da annuncio sull'ultimo Previews.
E poi, Superman. Già morto e resuscitato a suo tempo, ma ormai bello frollato dalla lunga e abbastanza scadente deriva neokryptoniana delle ultime run. Quindi, maturo per l'ennesima scazzottata fine di mondo con Doomsday, già Oscar® alla carriera come cattivo più scemo del multiverso DC. A parte Grant Morrison, s'intende, che con Batman, Inc. sta ponendo le basi per nuovi dissesti dell'universo Bat. Roba da eleggerlo segretario ad honorem del PD.
Tanto la pelata à la Bersani già ce l'ha.
Ecco, di fronte a certe puttanate mi chiedo perché ostinarsi a leggere fumetti in calzamaglia.
Sarà questione di abitudine, come con le sigarette.

domenica 14 novembre 2010

Sexy Monday


Continua la scalata al cielo dell'ineffabile Ale Giorgini: non contento delle sue scorribande fra XL di La Repubblica e la Rete, ora il nostro è arrivato anche in Tv. Da stasera sul tardino, disegnerà tette, culi e molto altro su Love Line, il programma che fu dell'insopportabile Camila Raznovich, e in questa nuova edizione si avvale del talento di Angela Rafanelli (Le Iene) e Immanuel Casto, meglio noto come il principe del Porn Groove.
Stasera alle 23 su Mtv.
Chi preferisce il sex talk ai morti viventi può accomodarsi.

Quarantacinque


Quest'anno per il mio compleanno mi regalo un sentimento nuovo.
Cinquanta per cento euforia, cinquanta per cento rabbia.
La gioia feroce di guardarmi indietro e rendermi conto di essere arrivato fin quassù. Di esserci. di aver realizzato qualcosa.
La rabbia di non aver potuto fare meglio di così. Di guardare oltre le mie mancanze, e vedere che il mondo intorno a me trabocca di furbetti, leccaculi, pavidi, infingardi, mezzeseghe, politichini, venduti, svenduti, yes-men. In una parola: di italiani. Nel senso peggiore del termine. Gente che ha costretto me e chi condivide la mia visione delle cose a vivere in un clima di antisemitismo esistenziale.
Da adesso in poi, ho deciso, devo essere un'arma. Un cannone.
Lucido, preciso, sempre pronto a difendere me, i miei amori, i miei amici, i miei fratelli.
Buon compleanno a me, quindi.
E attenti a voi. No, non voi voi. quelli nascosti là in mezzo, in fondo alla sala.

venerdì 12 novembre 2010

giovedì 11 novembre 2010

Omini coi baffi


Moustaches Make a Difference: ecco il bel motto che campeggia su una bella campagna TBWA dedicata -nientemeno!- a una raccolta fondi contro i tumori alla prostata.
E in effetti, senza baffi, baffetti, mustacchi, favoriti, riccioli, basette e altre pelose appendici molte icone dei nostri tempi non sarebbero nulla.
Ecco perché anch'io coltivo la mia peluria: l'Ego innanzitutto.
E poi, ovviamente, la prostata.

Il cabaret feroce


A questo punto manca solo la star della serata.
Personalmente, comincio a sperare che si sbrighi a entrare in scena.