
Sei mesi di astinenza, se un fumetto ti diverte davvero, sono un botto.
Purtroppo, ultimamente, capita. Non solo con The Walking Dead (Dottor Ciccarelli, non mi vuoi cchiù bene?).
Ma anche con Lilith.
Lilith, per i quattro che non lo sapessero, è la nuova miniserie Bonelli di Luca Enoch.
Sembra un fumetto di puro intrattenimento. E infatti lo è: lo dimostra il tasso di tette, azione sfrenata e balzi spaziotemporali che la testata garantisce al lettore in ogni uscita. Ma al contrario di altri fumetti a base di tette, azione sfrenata e balzi spaziotemporali, questa mini cambia ambientazione a ogni numero, offrendo al lettore autentici baedeker sul nostro passato.
Dall'antica Grecia, al West, alla Grande Guerra, Lilith affronta la sua battaglia contro cattivi che sembrano usciti dai vecchi film di Corman, scompigliando la parrucca -mai le idee- alla storia con la S maiuscola.
Ne esce una lettura agile, divertente e soprattutto stimolante: un piccolo grande miracolo, per un fumetto che non rinnega mai la sua anima genuinamente popolare, ma ne sfrutta le potenzialità al meglio.
In edicola adesso: a questo giro si parla di vichinghi.





