Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post

mercoledì 24 giugno 2015

Vendesi buona musica un tanto alla libbra

Dormando preoccupato

Hai voglia a raccontare al pischello medio odierno cosa ha rappresentato per il medio pischello Anni settanta l'avventura del rock progressivo. Hai voglia a spiegargli la differenza fra gli impasti vocali marca Beatles degli Yes, le dissonanze gamelan dei Crimson e le fughe jazz-rock dei Genesis. Hai voglia a contrapporre ai fiumi di parole e parolacce disinfettate degli Emis Killa di turno canzoni che con quarant'anni di anticipo già parlavano di vecchi pedofili, mignotte o di una inghilterra che già lasciava presagire lo sfascio punk del Thatcherismo. Meno male che c'è la nuova iniziativa editoriale del gruppo Espresso-Repubblica: una collana di 21 Cd in uscita ogni martedì messa insieme per riassumere l'avventura musicale di unn genere che ancora oggi, con gruppi come Porcupine Tree, Gazpacho, Radiohead o Muse mostra di avere ancora parecchio fuoco nelle vene. Si comincia con quello che forse è il miglior disco dei Genesis con Peter Gabriel, cioè Selling England by the Pound. Buona musica all'aroma di cuoio, birra scura e pioggia, a soli euro nove e novanta. E la intro assolutamente enorme di Firth of Fifth. Roba che resta, come la copertina illustrata da Betty Swanwick qui sopra. Un eterno, insinuante autunno dell'anima da sentire addosso in ogni stagione.

venerdì 24 ottobre 2014

guarda che rock

Fra Rockwell e Tamburini
È uscito.
Il libro che racconta la storia di Hypgnosis, la fucina di idee che fra gli Anni 70 e gli Anni 80 ha convinto tanti piselli ad ascoltare i dischi in uscita già in vetrina, a berseli prima con gli occhi che con le orecchie. Storm Thorgerson, Aubrey Powell e Peter Christopherson. Un grafico, un fotografo e un factotum con tante idee che la metà sarebbero bastate, e i budget per realizzarle, perché ai tempi una Cover poteva arrivare a costare decine di migliaia di euro, a patto di portarne a casa milioni. E così sono nati il prisma di The Dark Side of the Moon, i mondi alieni degli Zep di Houses of the Holy, i bianchi e neri stranianti di The Lamb Lies Down on Broadway dei Genesis e decine di altre cover ironiche, rarefatte, assolutamente magiche. Un moderno vaudeville nato a partire dalle tele di Magritte, dagli eccessi spesso molto consapevoli della Londra di Syd Barrett e da un incontestabile talento per un ready made tutto fatto a mano, ma già capace di anticipare le raffinatezze delle odierne Creative Suites.
Un libro di quelli che non ci son santi, bisogna proprio averli in casa. Tutte le info, qui.

venerdì 27 giugno 2014

Aprire le orecchie

AAAHHH, la nostalgia
Io, a pensarci, vado subito in confusione: difficile scegliere fra Selling England e The Lamb dei Genesis, In the Court e Red dei Crimson o, per dire Acquiring the Taste dei Gentle Giant. E le chicche Anni '80 fra Marillion IQ e Twelfth Night, le vogliamo buttare? E dischi della madonna come Kid A dei Radiohead o Deadwing dei Porcupine Tree non contano?
Com'è, come non è, qui è possibile votare i 100 dischi progressivi più importanti di sempre. La musica, intendo, perché per la cover più bella non ci sono cazzi: è questa qua sopra. E se ci riuscite, dimostratemi che sbaglio.

giovedì 27 marzo 2014

Maledetti, vi amerò


Primavera progressiva. All'orizzonte si intravedono gli IQ di Peter Nicholls, con l'imminente The Road of Bones. Nel frattempo, out of the blue, ecco Demon dei norvegesi Gazpacho. Chi pensava che Jan Henrik Ohme e i suoi biondi vichinghi avessero in tasca l'ennesima manciata di caramelle sonore alle erbe dal gusto fruttato e dalla consistenza gommosa può mettersi il cuore in pace: tolto il singolo The Wizard of Altai Mountains - che però compensa la saccarina con un video found footage dalle insospettabili venature strizzaculo - Demon è un disco piuttosto dark. Riff piacioni pochi, e assai diluiti. Voci e chitarre distorte. Suoni scarni, essenziali, dissonanti, con sentori di gospel e musica Yiddish. E per chiudere in bellezza, una bella spalmata di mellotron, che quando ci vuole ci vuole. Il tutto, per ripercorrere in quattro movimenti il diario dell'inquilino di un appartamento di Praga infestato da - be', da qualcosa di brutto. Da un soggetto del genere, una band di metallari ci avrebbe tirato fuori uno di quei dischi che ti prendono a pizze in faccia. Chi conosce i Gazpacho, sa che con loro non si corre questo rischio. Il problema è quella sensazione che ti prende ascoltando e riascoltando il disco in solitudine: la sensazione di avere fra le scapole gli occhi di - be', di qualcosa di brutto. Ma son brividi d'amorrr, come cantava quel tale. Su iTunes e in Cd Kscope.

giovedì 5 dicembre 2013

Riscoprire i classici

Fatti, non parole
A parte coppe e coppette, ogni mercoledì sera c'è un ottimo motivo per parcheggiarsi davanti alla Tv: la serie di "rockumentari" che Sky Arte sta dedicando alle icone del rock inizio Seventies. Finora sono passati Lou Reed, i Pink Floyd degli inizi-inizi (fino a Syd Barrett, tanto per capirci), più lo strepitoso Bowie alieno e androgino dello Ziggy Stardust Tour. Perché non perderli? Risposta per gli over 30: per la canonica lacrimuccia legata all'attuale penuria di enzimi art rock d'alta classifica e non parliamo dei Muse, por favor. Risposta per gli under 30: perché i classici non passano mai di moda. Collezione completa su Sky on Demand. Not to be missed.

lunedì 9 settembre 2013

Vento e tempesta: l'autunno secondo i Genesis del 1978


I primi brividi di freddo che sgomitano per affacciarsi alle finestre aperte la mattina presto. Il blobloblop del bollitore, preludio al profumo ambrato dell'Earl Grey che sale dalla ceramica dello staffordshire accanto al camino acceso. Le foglie ingiallite che scricchiolano sotto le scarpe, in sintonia con i sentori di erba bagnata che riempiono l'aria frizzante. L'abbraccio ruvido di una giacca di tweed. E dallo stomaco, una specie di piccolo languore sconsolato, quell'inquietudine che anticipa le lunghe notti dell'inverno, il rimpianto per la bella stagione che finisce, la tensione per quella che verrà. A trentotto anni dall'uscita, incredibilmente, Wind & Wuthering resta la miglior trasposizione possibile su Cd dei colori dell'autunno, un palmo sopra le ballate intimiste di Mark Hollis e soci, la malinconica compostezza dei Gazpacho o le nevrosi dei migliori Radiohead. Musica pura, non adulterata, complessa ma incredibilmente orecchiabile, creata da una band che stava incominciando ad affrancarsi dall'ombra del mattatore Peter Gabriel, e per l'occasione aveva affidato la regia a un piccolo maestro di rock melanconico come Tony Banks. Sotto la copertina, un frullio nebbioso di corvi firmato dall'illustratore Colin Elgie, gli ultimi brani epici del gruppo, liberamente ispirati alle atmosfere di Cime tempestose: episodi à la Braveheart come Eleventh Earl of Mar, fughe jazz-rock del calibro di Wot Gorilla o Unquiet Slumbers for The Sleepers, e le fiabe in musica All in a Mouse's Night e Afterglow. Presto, Steve Hackett avrebbe tolto ai Genesis gli ultimi scampoli di autentico lirismo, lasciandoli al pop-rock acido e leccato degli Anni 80. Presto, il punk avrebbe scalzato il prog dalla scena, relegandolo in un angolo. Presto, l'apparenza avrebbe assestato la zampata fatale alla sostanza, in una esplosione glitterata di paillettes e ciuffi laccati. Presto, ma non ancora: immersi nel paesaggio crepuscolare di Wind & Wuthering, sciarpa al collo, restava ancora un po' di tempo per sognare.

venerdì 17 maggio 2013

Figl Collins



Chi sarà quel tizio che sembra un po' Phil Collins, pesta sui tamburi un po' come Phil Collins e canta un po' come Phil Collins?
Centro: si chiama Simon Collins, e di mestiere fa il Collins. Dopo qualche esperienza solista non malaccio, Simon si è messo insieme a baldi giovani come John Wesley (Porcupine Tree), Hanna Hobart (Wishing Tree) e Dave Kerzner (Giraffe) per portare una ventata di aria freschetta al mulino del prog. Il disco si chiama Dimensionaut, sa di Space Rock e dai primi assaggi suona di brutto, anche grazie alla produzione levigata e frillosa di Nick Davis. Qui il sito ufficiale della band. Tante angurie.

venerdì 15 marzo 2013

Risate a denti stretti

Essere un fan dei Genesis e degli Yes, alla fine degli Anni settanta, era dura.
Il prog era ancota al riparo dalle infiltrazioni metal o dai virtuosismi citazionisti di Porcupine Tree o Transatlantic, i King Crimson sembravano aver appeso i distorsori al chiodo, e anche uno come Peter Gabriel era ancora solidamente attaccato alle sue radici pulitine. Nel frattempo, nel mondo reale, un casino della Madonna, con i primi fuochi di Sex Pistols, Clash, Ramones e compagnia cantante. Io, data la mia istintiva allergia ai partiti presi, soffrivo come una bestia, tentando di conciliare "Selling England by the Pound" con "Anarchy in the U.K.". Lavoraccio. Soprattutto per un tredicenne presuntuoso.
Qualche annetto dopo, mi avrebbero salvato la new wave malinconica dei Joy Division, quella più pazzariella degli Xtc o il post-rock essenziale dei Talk Talk.
Ma nel frattempo, ecco i Killing Joke.
Chitarre come rasoi sulla pelle irritata, un suono acido ma ricchissimo, e dei singoli con un tiro davvero impressionante. Come "Love Like Blood", unica autentica hit di una carriera trentennale. O "Eighties", scopertamente citata dai Nirvana in "Come as You Are".
E insomma, roba buona.
Che oggi torna in circolo nella raccolta qui sotto.
Sotto questa bella cover, un sacco di bei pezzulli, disponibili anche in una "collector's edition" da 3 Cd in vendita sul sito ufficiale www.killingjoke.com. Abbinamento ideale, Paco Roca o Ulli Lust: ma di loro parliamo su Nuvoletta Rossa.

domenica 24 febbraio 2013

Zepparella!

Sono quattro, sono fighe, suonano benissimo la roba dei Led Zeppelin.
E non c'è nient'altro da aggiungere.
La ciccetta bella è sul sito ufficiale www.zepparella.com o su Youtube.

giovedì 14 febbraio 2013

L'era dell'ottimismo

E insomma, per chi si stesse chiedendo cosa combini ultimamente Steven Wilson, l'animaccia oscura dei Porcupine Tree: sta lavorando al suo nuovo album solista.
Prossimamente in uscita su etichetta Burning Shed, "The Raven that Refused to Sing (and Other Stories)" promette tanti nuovi motivetti all'insegna del buonumore e della spensieratezza. Sul canale ufficiale YouTube del nostro scoppietta il videoclip animato del brano che dà il titolo all'album. Avvertenza dedicata ai depressi latenti: i Looney Tunes sono un'altra roba. Per chiudere bene il post, la cover: sentori di Edvard Munch, il Necronomicon di "The Evil Dead" e "in absentia" dei PT. Allegher.

giovedì 10 gennaio 2013

Gente che se non c'era era peggio: David Bowie

Mai avuto una gran passionaccia per il Duca bianco, troppo algido e pieno di sé per i miei gusti, troppo fighetto, troppo Berlinese. Però a standard art-rock strappacore come "Space Oddity" o "Ashes to Ashes", per non parlare di vacanzine intelligenti come "let's dance", proprio non si riesce a dir di no. E allora fa piacere rivedere un Bowie stagionato in botti di rovere dallo storico producer Tony Visconti ripresentarsi al pubblico con "Where Are We Now", un pezzullo che ha il gusto scarno e un po' fané delle sue gite berlinesi, tutto in levare e capace di arrivare dritto al corazon in tre accordi: dieci anni di silenzio non sono passati invano. Video essenziale con colpo di coda finale diretto da Tony Oursler, videomaker sui generis che qui piace molto. E un retropensiero: è il papà di Duncan Jones. Santo subito.

sabato 22 settembre 2012

Mi ricordo il Canterbury Sound

Per dire, quello di The Rotter's Club, il secondo e ultimo disco della madonna degli Hatfield and the North. Sul tubo c'è il full album. Godi, poppolo.

mercoledì 19 settembre 2012

Cimitero animato

It Bites, nuovo singolo ridondante di campanelli e schitarrate. L'ambiente sonoro è quello di sempre: un pop-rock-prog con qualche ruga, ma non privo di una ruspante efficacia. Qui il sito ufficiale. Enjoy.

martedì 31 luglio 2012

On the Air

C'è qualcosa di buono nell'aria: il documentario Queen: i re del rock, passato su History Channel il 25 giugno per celebrare i 40 anni della band più flamboyant degli ultimi decenni e in replica proprio in questi giorni. Belle interviste vecchie e nuove ai membri del gruppo, riprese inedite dei tempi di Sheer Heart Attack e un sacco di roba Anni 80 che rivista adesso, ad anni luce di distanza e alla luce di un suono sempre più arido ci ha sempre il suo bel perché. Fra l'argenteria da tirare a lucido, l'ultimo video con Freddy Mercury, girato fra maggio e giugno 1991: consumato dalla malattia, costretto a barattare ogni minuto di riprese con ore di riposo, trasfigurato in checca flou (fluo?) dal cerone e dai riflettori sparati sui guasti della malattia, la vitalità dei bei tempi distillata in due o tre mossette di maniera, il nostro aveva perso il pelo baffettoso ma non l'immenso carisma.
E gli occhi, quegli occhi: come dimenticare?

lunedì 23 luglio 2012

Potere inglese

Ultimo, ehm, singolo dei Marillion in attesa del nuovo album Sounds That Can't Be Made, in uscita a settembre 2012.
Solita produzione sontuosa tutta in levare, solita splendida voce di Steve H, solito crescendo finale. A orecchio, sembra un ritorno dalle parti di Afraid of Sunlight, che non sarebbe neanche male. I Marillioni post-fish d'altronde questo sono: epica melanconia inglese in confezione regalo, come un pomeriggio a guardarsi Eastenders bevendo Bewley's ben caldo con uno schizzo di latte mentre fuori piove.

lunedì 25 giugno 2012

Furti tropicali

Un suono denso, atmosferica, molto vicino a certe cose dei Porcupine Tree ma più ottimista, come se Steve Wilson avesse scelto il lato chiaro della forza. Una produzione sontuosa, realizzata nei Real World studios di Peter Gabriel e impreziosita da cori, archi e cotillons; e come ciliegina sulla torta, la cover art di Storm Thorgerson, mente delle più belle copertine dei Pink Floyd. Ecco qualche buon motivo per ascoltare All the Wars, il nuovo Cd dei Pineapple Thief, allegro gruppetto di culto capitanato dal carneade Bruce Soord e già autore di un paio di chicche all'insegna di un prog metal leccato ma tutt'altro che inoffensivo. Per un assaggio, c'è il sito ufficiale Keyscope. Disco in uscita a settembre: prego accomodarsi.

martedì 13 marzo 2012

Storie di fantasmi


Nuovo disco per i norvegesi Gazpacho. Esaurito un discreto filotto di concept album come da ragione sociale progressiva, per il nuovo March of Ghosts i ragazzi di Oslo hanno cucinato una raccolta di storie di fantasmi in musica. Dal punto di vista del paesaggio musicale, poche novità: lo stile Gazpacho si è cristallizzato in un impasto di sonorità melanconiche che ricordano gli allegri motivetti di Talk Talk, Radiohead, Marillion e compagnia cantante. La sorpresa sta tutta nei testi. Storie di fantasmi, dicevamo, fra criminali di guerra haitiani, commediografi inglesi in odore di tradimento, G.I. Joe della Seconda guerra mondiale. E c'è anche la storia affascinante e terrificante della Mary Celesteche tanto mi affascinò e terrificò da ragazzino. La concept art del video è di Antonio Seijas, uno interessante. Brrr.

sabato 11 febbraio 2012

Nicchèrscio!


Tornano la Magnum, i capelli laccati e le abbuffate di sequencer con cui ci riempimmo occhi narici e panze nei favolosi eighties dell'edonismo reaganiano. Torna Human Racing, primo Lp di Nik Kershaw, per gli amici Nicchèrscio: nonostante il volo sotto quota radar, il cantantino che tanto garbacque a Elton John Eric Clapton e Jimmy Page è ancora in attività con la sua Shorthouse Records, e benché un tantino imbolsito e pelatino continua a produrre pop songs di ottima fattura.
Qui il sito.
Per il disco, ci si rivede dal 27 settembre nei migliori negozi del regno. Anche on line, certo.

mercoledì 7 dicembre 2011

il fumo e l'arrosto


Mary Jane Says segna l'uscita di Nick D'Virgilio dagli Spock's Beard.
Niente dietrologie: Nick rullante è uscito dal gruppo per motivi squisitamente alimentari. Perché anche se sei un session man fra i più richiesti sul mercato e militi in una fra le migliori prog band in circolazione, tenere famiglia in tempi di crisi impone scelte pragmatiche.
Come quella di fare il batterista del Cirque du soleil.
O di debuttare come solo artist.
L'EP, piuttosto belloccio, è su iTunes a prezzo di realizzo: meno di tre euro. Un piccolo prezzo, per un bel tot di ottimo artigianato.

domenica 28 agosto 2011

Botta di Kula

Nel settembre di 15 anni orsono usciva questo longpleing che io comprebbi unicamente per la cover disegnata da Dave Gibbons.
Poi sentendo Il disco mi dissi: Epperò!
I Kula Shaker erano una versione più acida psichedelica e prog-oriented della deriva brit-pop allora alquanto in auge. Meno loffi/derivativi degli Oasis, più sanguigni, complessi e pestati dei Blur, comunque piuttosto gustosi.
Dopodiché il leader Crispian Mills spara una cazzata che lo fa passare per un nazista, la stampa li massacra e il gruppo scompare dai radar per tipo una due ere geologiche. Avanti veloce a oggi: di nuovo insieme, gli Shaker buttano fuori il nuovo Strangefolk. E una edizione speciale di K, che i più accorti di noi compreranno unicamente per la cover di Dave Gibbons per restare poi stregati da gioiellini come Hey Dude! Govinda e Tattva.
Il grande ordine cosmico trionfa!