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mercoledì 9 aprile 2014
Pesce lesso
martedì 7 maggio 2013
Lo sguardo spento
Il nuovo Carosello è la fotografia nitidissima di un Paese morto: un'idea geniale ma vecchissima, realizzata cinicamente al risparmio, ricicciando immagini di repertorio vecchie di decenni con la scusa del vintage, buttando lì un teatrino Flash che vorrebbe rievocare il minimal-chic di Armando Testa ma senza la sintesi o i guizzi surreali dei bei tempi che furono o recuperando un'estetica filmica che però senza le maschere di vari Calindri, Manfredi ecc. ecc. non serve a un cazzo.
Una tristezza bestiale, soprattutto pensando che sì, molti protagonisti di quella stagione sono ormai passati a miglior vita. Ma i loro eredi non hanno i mezzi, le energie, le risorse per provare a reggere il paragone. Perché quella era l'Italia del Boom. E questa è un'Italia scoppiata. Una piccola sfumatura, che però fa una grande differenza.
lunedì 29 aprile 2013
Pedalino Stagionato
Eric Clapton ha trovato un titolo ideale per il suo ultimo, ehm, lavoro discografico - la canonica collezione di "cover dedicate ai brani della mia gioventù"che segna la carriera di quelli che musicalmente non hanno più un cazzo da dire, ma necessitano argent de poche.
Il disco è argutamente titolato Old Sock, Vecchio calzino, perché Clapton è autoironico, ah ah ah, e ovviamente è la solita pippa à la slowhand, che parafrasando l'immenso Zappa potremmo sottotitolare altrettanto argutamente A small eternity with Eric Clapton.
Contestualmente, Clapton trova anche il tempo di aggiornarci sul fatto che in realtà i Led Zeppelin non gli sono mai piaciuti.
Eric, potevi dirlo trent'anni fa, quando Jimmy Page & friends ti avrebbero cancellato dalle carte geografiche a calci nel sedere.
Eric, ecchiccazzosenefrega. Metti su When The Levee Breaks e pèèèntiti, misurando la distanza siderale fra una cover e una Cover, un fighetto e un Chitarrista, un pallone gonfiato e un dirigibile.
Eric, gli Dei del rock ti castigheranno a dovere in separata sede, e con raffinatezze di crudeltà. Io ti mando la Tessera. Per posta aerea. Via Zeppelin.
venerdì 29 marzo 2013
Sgasato
Ci hai provato, Piggi. Dio sa se ci hai provato. Hai lavorato duro, mediato con l'abilità consumata di un vecchio democristo, lottato come un giaguaro smacchiato contro i frondisti del tuo stesso partito, inseguito i grillini, e dopo i grillini i montiani, e dopo i montiani i forzisti: tutto pur di offrire al pubblico l'immagine di un politico credibile, responsabile, affidabile. L'immagine di un buon Presidente del Consiglio. Ma tu, Pierluì, non sei stato progettato per vincere. Proprio come il tuo partito, nato per un matrimonio di convenienza dopo una scopata senza trasporto, senza allegria, senza amore. Una roba fatta così, per dovere coniugale. Ma il poppolo italiano, di fottifotti, se ne intende: per questo, dovendo scegliersi un presidente, si butta sempre su chi scopa nuovo, e soprattutto meglio. Ci vediamo ai giardinetti, Pigei. Tu porta la birretta. Io ti porto la tessera. Presidenziale.
domenica 3 febbraio 2013
Calcio nel sedere
"Voglio restare cinque anni", dichiarava qualche giorno fa Simpatia a reti unificate.
Ieri la Rometta si becca quattro pappine dal Cagliari, e la nuova company ammericana di Jimmy il fenomeno o comesichiama lo accompagna alla porta senza tanti complimenti.
È che a te, Simpatia, non ti capiscono, come diceva Frengo in una spettacolare intervista di qualche anno fa. Quindi, ciao ciao al calcio totale, allo schema con undici attaccanti, ai saltoni sui gradoni e ai giudizi sferzanti sul calcio che conta. Resta appunto la simpatia. Ma quella, per portare a casa la pagnotte, non basta. Peccato.
Ieri la Rometta si becca quattro pappine dal Cagliari, e la nuova company ammericana di Jimmy il fenomeno o comesichiama lo accompagna alla porta senza tanti complimenti.
È che a te, Simpatia, non ti capiscono, come diceva Frengo in una spettacolare intervista di qualche anno fa. Quindi, ciao ciao al calcio totale, allo schema con undici attaccanti, ai saltoni sui gradoni e ai giudizi sferzanti sul calcio che conta. Resta appunto la simpatia. Ma quella, per portare a casa la pagnotte, non basta. Peccato.
giovedì 24 gennaio 2013
Corona extra
martedì 16 ottobre 2012
The Walking Dead: la nuova stagione
Nel caso a qualcuno fosse sfuggito: Domani, su Canale Pingue, ricomincia Dallas.
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martedì 24 aprile 2012
Progressiva decadenza
C'era bisogno di un nuovo disco degli Asia di John Goodman, pardon, Wetton?
No che non c'era bisogno.
No che non c'era bisogno.
lunedì 26 marzo 2012
Adagio, col plagio
Furente polemicone sul social network più cliccato a proposito dei cattivoni che scopiazzano senza vergogna alcuna né riconoscimento di prebende le splash page altrui.
Stavolta, lo scettro dello scopiazzatore senza stile e senza ammmore tocca a Paolo Di Clemente, reo di aver ripreso para para la copertina dell'ultimo Nathan Never Gigante da una Bat-Cover di Jim Lee.
E in effetti, signori della corte, sì. Di Clemente ha scopiazzato. E visto che è pure recidivo, mal gliene incolga. Mentre scriviamo, probabilmente, il poveraccio starà firmando la lettera di dimissioni da la qualunque, e negli anni a venire sarà additato nelle pubbliche piazze come quel pirlantonio che scopiazzava da Jim Lee.
Neanche il tempo di gridare al plagio, ovviamente, e qualcuno tira fuori il cold case di Cronache del mondo emerso. E ci voleva, perché non ci deve essere pietà per chi scherza con i nerd. Dimenticando che il fumetto in quanto prodotto seriale vive di citazioni più o meno dichiarate. In particolare Nathan Never, derivativo di brutto fin dai primi numeri, con tutto quel suo rifarsi ai comic-book americani, senza dimenticare Gundam, H.R.Giger e compagnia cantante. Dimenticando le citazioni che hanno fatto la fortuna di best seller come Dylan Dog, che per inciso ci ha la faccia di Rupert Everett. Dimenticando che nel mondo del fumetto pop nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Come nella copertina incriminata. Che per conto mio, al di là delle ovvie affinità con l'originale, va comunque per i cazzi suoi. Magari non proprio cazzi originalissimi, è vero, ma comunque suoi. Magra consolazione, per Di Clemente: ma nel ballatoio del fumetto italiano, non si sfugge alla giustizia. Lo tenesse presente, quando si ritroverà a spazzare i pavimenti all'Esselunga.
Stavolta, lo scettro dello scopiazzatore senza stile e senza ammmore tocca a Paolo Di Clemente, reo di aver ripreso para para la copertina dell'ultimo Nathan Never Gigante da una Bat-Cover di Jim Lee.
E in effetti, signori della corte, sì. Di Clemente ha scopiazzato. E visto che è pure recidivo, mal gliene incolga. Mentre scriviamo, probabilmente, il poveraccio starà firmando la lettera di dimissioni da la qualunque, e negli anni a venire sarà additato nelle pubbliche piazze come quel pirlantonio che scopiazzava da Jim Lee.
Neanche il tempo di gridare al plagio, ovviamente, e qualcuno tira fuori il cold case di Cronache del mondo emerso. E ci voleva, perché non ci deve essere pietà per chi scherza con i nerd. Dimenticando che il fumetto in quanto prodotto seriale vive di citazioni più o meno dichiarate. In particolare Nathan Never, derivativo di brutto fin dai primi numeri, con tutto quel suo rifarsi ai comic-book americani, senza dimenticare Gundam, H.R.Giger e compagnia cantante. Dimenticando le citazioni che hanno fatto la fortuna di best seller come Dylan Dog, che per inciso ci ha la faccia di Rupert Everett. Dimenticando che nel mondo del fumetto pop nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Come nella copertina incriminata. Che per conto mio, al di là delle ovvie affinità con l'originale, va comunque per i cazzi suoi. Magari non proprio cazzi originalissimi, è vero, ma comunque suoi. Magra consolazione, per Di Clemente: ma nel ballatoio del fumetto italiano, non si sfugge alla giustizia. Lo tenesse presente, quando si ritroverà a spazzare i pavimenti all'Esselunga.
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mercoledì 18 gennaio 2012
C'era una volta Robert Carlyle
Tipo al venticinquesimo del primo tempo del primo episodio di C'era una volta mi viene come un petrificus totalus e sprofondo nel profondo fondo di un sonno inquieto misto risvegli bruschi e crampi da volo intercontinentale. Capita, quando ti abbiocchi sul divano. Nel frattempo, ho visto cose che voi umani. Perché il bello spunto intravisto nei trailer, cioè fiabe classiche in versione mishmash perturbante modernizzata in chiave jung-noir, che sulla carta funzionava benissimo, sullo schermo non funziona un cazzo. Colpa dei costumi da Melevisione, degli effetti digitali orendi e di un cast ricco ma malamente assemblato. To add insult to injury, Robert Carlyle nel ruolo di Tremotino: come assegnare il ruolo di Gandalf a Nanni Moretti. E, Robert, va bene fare il cattivo di James Bond, va bene fare il giovane Hitler, ma vederti aggirare nel fantabosco addentando mele avvelenate senza crederci neanche un po' fa proprio male al sospensorio dell'incredulità: la doppia tag con annessa iscrizione all'Albo praticamente vien da sé.
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mercoledì 4 gennaio 2012
Esselingua
Epic fail del compagno Tornatore: un paghi uno prendi due di discutibile sfarzo nonché rara miseria creativa sponsorizzato da uno dei peggio arpagoni dell'imprenditoria nostrana. Diceva Gaber: qualcuno era comunista. Ora vende la propria dubbia virtù a tranci al banco gastronomia del Super.
Qui sotto, il nostro mentre tenta di arrampicarsi eroicamente sugli specchi che manco Tom Cruise in Mission: Impossible. Impagabile (in senso lato, s'intende).
mercoledì 23 novembre 2011
Tarattattattà
Incredibile ma vera l'arringa in difesa dell'Ordine dei Giornalai firmata da Barbara Palombelli su Il Foglio di oggi. Altro che arrampicarsi sugli specchi: pur di difendere la propria rendita di posizione, la Sig.ra Rutelli si produce in una performance da Cirque du Soleil. A lei l'invito a farsi un giro turistico ai piani bassi del mestiere, oltre all'impalpabile tessera dell'Albo: al contrario del tesserino, è gratis et amor dei, e ti rimane per tutta la vita.
martedì 8 novembre 2011
The party's over
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venerdì 4 novembre 2011
"I ristoranti sono pieni"
Ma basta, miserabile cialtrone. Basta. Per favore. Sul serio. Davvero. Basta.
La foto di Monterosso è di Miriam Rossignoli.
La foto di Monterosso è di Miriam Rossignoli.
mercoledì 26 ottobre 2011
Qui radio lorda
Negli ultimi tempi Giuliano Ferrara sta mandando completamente a puttane l'idea che ci eravamo fatti di lui: quella di un giornalista schierato ma onesto.
Cosa non si farebbe, pur di mantenersi uno strapuntino.
lunedì 3 ottobre 2011
giovedì 22 settembre 2011
E ora che sono splendidamente free, cari hardcore fans, puppatemi 'sta rigogliosa fava
Non si era nemmeno spenta l'eco dello scioglimento dei R.E.M., che Michael Stipe ha postato sul suo Tumblr questi gustosi autoscatti.
Conquistandosi un posto d'onore nell'albo dei morti viventi. Perché solo Bollito Oliva può permettersi di andare in giro col bengo di fuori alla sua veneranda età.
Conquistandosi un posto d'onore nell'albo dei morti viventi. Perché solo Bollito Oliva può permettersi di andare in giro col bengo di fuori alla sua veneranda età.
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Unnngh
martedì 6 settembre 2011
Lee mortacci sua
Dopo Johnny il marcione, ecco un altro inarrivabile role model che svende la propria immagine per una manciata di pistacchi. Ah che tempi, signora mia.
giovedì 1 settembre 2011
Nonead O'Connor
Tessera numero sette dell'Albo dei morti viventi a Sinead O' Connor. Non perché stia invecchiando male fuori, gonfia com'è di antidepressivi. Ma perché sta invecchiando male dentro: da una che ai bei tempi gorgheggiava tutta svenevole Nothing Compares 2 U si pretendono tecniche di acchiappo più consone del "a.a.a. uomo peloso cercasi" via web.
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giovedì 21 luglio 2011
Hai rotto il cazzo, Frank
Eh sì, Frank. Te lo dobbiamo proprio dire. Hai rotto il cazzo. Ne abbiamo fin sopra i capelli della tua ultraviolenza da coattone. Delle anatomie distorte. Del black & white spinto all'estremo. Della misoginia. Dei monologhi fluviali. Delle dark lady gnocche ma cattive. Di queste storie senza succo e senza palle che offendono la sensibilità di tutti quelli che ti hanno amato senza riserve.
La vita è stata generosa con te, Frank. Ti ha regalato dieci anni in stato di grazia. I dieci anni in cui hai salvato Batman, creato Ronin, rivitalizzato Devil ed Elektra. Ti concedo anche Sin City, almeno fino All'inferno e ritorno.
Ma poi, Frank, non ne hai più imbroccata mezza. È arrivato un momento che speravamo non dovesse arrivare mai. Il momento in cui sei diventato la caricatura di te stesso. E questo trailer, Frank, lo dimostra. Andiamo, bello. Alla DC hanno fatto bene a metterti alla porta.
Sei la Tessera numero sei, Frank. Benvenuto nell'Albo.
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