lunedì 30 novembre 2009

Il dilemma


Meglio i minareti o i minorati?

(Parentesi tonta)


Lunedì.
Clima quaresimale.
Tanto da fare.
Niente da dire. Niente, almeno, che valga la pena.
Meno male che c'è l'archivio cazzate.

giovedì 26 novembre 2009

Fratelli!


Nel novembre 2008, avevo scritto un post sui Freak Brothers di Gilbert Shelton, lamentando lo scarso interesse degli editori italiani per uno dei migliori fumetti americani mai arrivati sugli scaffali.
Alla Magic Press mi hanno dato retta.
Domani, in edicola, c'è questo.
Se ve lo fate scappare, vi meritate una vita di fumetti sui caramba, strip mosce e manga finti.
Poi non venite a dirmi che non vi ho avvertito, eh.

Molleindustrians Do It Better


Uno spettro si aggira per la Rete: quello di Mass-We Pray, il gioco bigotto che non si sa bene se è vero o finto che tutti vedendo il sito dicono che è vero ma invece io penso che no perché per dirne una nonostante il lancio per la primavera del 2010 sul sito ESRB e altrove si dice altrimenti e tutto questo mi puzza ma vabbe'.
Comunque: provocazione salutare, in questi tempi cupi.
Il che mi porta a Molle Industria. Nel tempo. questo sito di Flash game satirici di cui avevo già scritto un tot di tempo fa ha arricchito la sua arcade con una serie di scherzacci da prete da fare impallidire Don Zauker.
Non solo il celeberrimo Papa Parolibero, che ormai, essendo powered by Wojtila, suona un po' datato. Ci sono pure Faith Fighter, una specie di Tekken interreligioso, e Operazione Pretofilia, un divertissement a base di sabbiature e scandali sessuali. E poi c'è tutto il resto della gallery: una miniera di videogames con cui ci si diverte da Dio. Patria e famiglia compresi.

mercoledì 25 novembre 2009

R U Experienced?


ROMA - La commissione Sanità di Palazzo Madama ha approvato, a maggioranza, con il voto favorevole di Pdl e Lega e quello contrario del Pd, il documento finale dell'indagine conoscitiva sulla pillola abortiva RU486 presentato dal presidente e relatore Antonio Tomassini, nel quale si chiede di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola abortiva in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 e la RU486. (Ansa)

martedì 24 novembre 2009

Sentirsi fortunati


Ricevo e volentieri pubblico il link a Autocomplete Me. Il sito che racconta quello che succede quando Google azzarda conclusioni a capocchia sulle chiavi di ricerca inserite dagli utenti. Semplice, folle e assolutamente addictive: il classico viral da sfruttare nelle lunghe giornate di pioggia. Un grazie contagioso a Riccardo per la dritta.

lunedì 23 novembre 2009

Per qualche copia in più


Come tutte le riviste autenticamente di tendenza, Rolling Stronz ha eletto Silvio Banana a rockstar dell'anno. Niente dietrologie, per carità: Silvio ha ottenuto l'onore e l'onere della copertina "per la sua strabordante vitalità", e guai a pensar male.
Trattasi di una provocazione estetica. Come quando Sid Vicious se ne andava in giro con la canotta nazi, ecco.
A essere maliziosi, verrebbe da pensare che gli atteggiamenti di Silvio B. fanno tutto meno che rockstar. Penso al suo amore per la canzone napoletana. Alla sua ossessione per l'aspetto fisico. Alle tecniche di seduzione da cumenda. Al disprezzo per l'anticonformismo.
Ma dopotutto, Rolling Stronz è una rivista che non parla di nulla.
Quindi, a certe cose, non ci fa caso.

Lo fanno! Lo fanno! Lo fanno!



Lo dice Variety, quindi c'è da crederci: UFO sta per diventare un film.
Pazzo di gioia, e sperando in un'overdose di trottoloni, magliette traforate e parrucche viola, mi riguardo la sigla.
Gerry Anderson spacca!

domenica 22 novembre 2009

Patisserie


Manco finito di gridare al mondo la mia antipatia per Topolino, che mi ritrovo in pugno il quinto numero di Disney Anni d'Oro e quasi mi rimangio il panettone.
Nell'impasto, molta roba Anni 80, ma uvette e canditi non mancano. Il must è un inedito di Romano Scarpa amorevolmente recuperato riveduto e corretto dal gran pasticciere Luca Boschi. Poi, in ordine sparso, De Vita, Scala, Bottaro, Cavazzano, Pezzin, Carpi e una gattata d'antan di Al Hubbard.
Sei euri e novanta ben spesi, inzomma.
approfittare.

venerdì 20 novembre 2009

E passa 'sto cult



Sembra una delle migliori storie brevi dei Freak Brothers, The Truth About The Killer Weed Marijuana. Invece, è Evil Weed, il mio nuovo film preferito di sempre a prescindere.
Peccato che in Italia non uscirà mai: Noi, al massimo, ci tocca stupefarci coi film su Valentino.

giovedì 19 novembre 2009

L'isola di Lilith


Domani, su "Alias", Luca Enoch racconta il "making of" del terzo numero di Lilith, più un tot di altre cosette su se stesso, i fumetti e tutto il resto.
In più c'è tutto il resto: musica, arti ozio e molto altro.
A soli due e cinquanta euri con "il manifesto".

mercoledì 18 novembre 2009

La musica è finita


Ok, adesso estradatemi anche i Negramaro, gli Zero Assoluto e la Pausini e poi siamo a posto.

Mostri in mostra



Tim Burton al MoMa di New York: ecco una mostra che mi spiace perdermi.
Mi toccherà rifarmi col catalogo, "The Art of Tim Burton": un mattone da oltre 400 pagine e 1.000 illustraz. molto fricchettàun.
Qualche esempio qui.

martedì 17 novembre 2009

La lunga marcia di Daniele


Daniele Amanti ha un problema: una forma di distrofia muscolare che si mangerà le sue fibre muscolari di qui a qualche lustro, prima costringendolo su una sedia a rotelle, e poi uccidendolo lentamente.
La sua storia è qui.
Personalmente, mi unisco all'appello della famiglia Amanti, invitando quanti possano a contribuire alla causa.
In casi come questi, anche un piccolo investimento può fare una grande differenza.

Goccia a goccia


Certi giorni, vergognarsi di essere italiani è più facile: basta leggere notizie come questa, questa o quest'altra.

lunedì 16 novembre 2009

domenica 15 novembre 2009

Il topo che amo odiare


Nell'ambiente lo sanno tutti: tolto quello autenticamente pulp dei fumetti di Gottfredson, Topolino è uno dei pochi personaggi disneyani a starmi veramente sui coglioni.
Odio tutto di lui: il fatto che non si faccia mai i cazzi propri. la sua weltanschauung da delatore maccartista. I suoi modi borghesucci ucci ucci. Il suo amore per lo status quo. La sua fidanzatina così ciellina. La sua auto. Perfino il suo cane.
Se c'è una cosa che odio più del Topo, però, è l'idea che la Disney abbia deciso di renderlo più smart, più sgamato, più astuto, più "in sintonia con i gusti della nuova generazione", come negli ultimi giorni stanno scrivendo un po' tutti.
La prova generale nell'imminente videogame Epic Mickey.
Ma trasformare Topolino in Bugs Bunny, Daffy o Speedy Gonzales proprio non si può. Il ragazzo, come si dice, non ha la stoffa.
Al massimo, rendendolo più stronzo, puoi tirarci fuori un Titti, ecco.
Non mi sembra poi 'sto gran miglioramento.

giovedì 12 novembre 2009

Lo zen e l'arte della manutenzione degli orologi


Luca Enoch è decisamente un autore interessante.
Non solo per il suo linguaggio narrativo facile e disimpegnato solo in apparenza, ma anche per quello che riesce a infilare dentro le sue opere: inquietudine, finezza, tonnellate di documentazione e di duro lavoro.
Cose un po' d'altri tempi, insomma.
E proprio il tempo è lo spunto di Liilith, la sua ultima creatura fumettistica. Una "crononauta" assatanata che aggiorna il mito di grandi cattive del fumetto italiano come Satanik, Zakimort e C. ai nostri tempi molto cupi e molto transgender.
Nel terzo numero, in uscita a giorni, la nostra strega si ritrova a Caporetto, e attraversa una delle più grandi vergogne della storia d'Italia a modo suo. Vale la pena di stare sul pezzo. Magari, dopo aver letto l'intervista che Enoch ha rilasciato ad "Alias" per il numero in uscita sabato 21 novembre. Ma il gioco continua anche sul sito ufficiale di Sergio Bonelli editore. Enoch, infatti, ci ha aperto uno spazio tutto suo dove approfondire gli spunti narrativi accennati sugli albi della collana.
Per esempio, riscrivendo l'Iliade.
Non è da tutti, bisogna ammetterlo.

mercoledì 11 novembre 2009

Lust for Lustig


Fra i tanti primati della Torre Eiffel, ce n'è uno abbastanza gustoso: quello legato all'attività di Victor Lustig - il gran fidiputt che a metà degli Anni 20 tentò di voltarsela a prezzo di realizzo.
La storia della Torre la sapevo. Sulla vita di Lustig, invece, non sapevo nulla.
Per fortuna, Wikipedia mi ha permesso di colmare questa indecente lacuna. Regalandomi una bio da romanzo.

martedì 10 novembre 2009

Luis Leterron



Primo trailer di "Scontro di Titani" versione 2.0.
Yuk yuk yuk.

lunedì 9 novembre 2009

Come Grangola conobbe la meravigliosa intelligenza di Gargantua dalla invenzione di un nettaculo


Sulla fine del quinto anno d'età, Grangola, tornando d'aver disfatto i Canarrii, andò a vedere suo figlio Gargantua. E ne fu tutto allietato, come poteva essere un tal padre vedendo un tal figlio; e, baciandolo e abbracciandolo, lo faceva parlare con domandine adatte all'età, su una cosa e sull'altra. E bevve anche un gotto con lui e con le sue governanti, alle quali domandava con gran cura, tra l'altro, se l'avevano tenuto ben netto e pulito. Al che fece risposta Gargantua che ci aveva provveduto lui in tal modo che in tutto il paese non si trovava un ragazzino più netto e pulito di lui.

- Ah, sì, e come mai? - disse Grangola.

- Ho inventato, - rispose Gargantua, - con lunghe e diligenti esperienze, un mezzo per pulirmi il culo, il più nobiliare, il più eccellente, il più attinente che mai si vedesse.

- E quale? - disse Grangola.

- Questo, che vi racconterò subito, - rispose Gargantua.

Provai a pulirmi una volta con la mascherina di velluto di una damigella, e trovai che andava bene, perchè la soavità della seta mi procurava davvero un gran piacere al fondamento;
un'altra volta, con un cappuccio della medesima, e col medesimo risultato;
un'altra volta, con una sciarpa da collo;
un'altra volta, con una cuffietta di raso cremisi; ma la doratura di tutte quelle sferette di merda che c'erano su mi scorticarono tutto il di dietro: che il fuoco di Sant'Antonio arda il budello culare dell'orefice che le ha fatte e della damigella che le portò!

Guarii quel male pulendomi con il berretto di un paggio, con su un bel piumetto alla Svizzera.

Quindi, cacando dietro una siepe, e trovandoci un gatto marzolino, provai a pulirmi con lui, ma le sue grinfie mi ulcerarono tutto il perineo.

Della qualcosa guarii l'indomani, nettandomi coi guanti di mia mamma, ben profumati di belgioino. Poi mi pulii con la salvia, il finocchio, l'aneto, la maggiorana, le rose, le foglie di zucca, di bietola, di cavolo, di vite, di malva, di verbena (che é come il rossetto del culo), di lattuga, e con foglie di spinaci - tutte cose che mi fecero un gran bene ai calli! - e poi con l'erba marcorella, la persichella, le ortiche e la consolida; ma me ne venne il cacasangue dei Lombardi, da cui fui guarito nettandomi con la braghetta.

Quindi mi pulii con le lenzuola, con la coperta del letto, con le tendine, con un cuscino, con uno scendiletto, con un tappeto da tavola, una tovalgia, una salvietta, un moccichino, un accappatoio.

E sempre vi trovai maggior piacere che non un rognoso quando gli grattan la schiena".

- Bene, - disse Grangola; - ma qual'è il nettaculo che ti sembrò migliore?

- Stavo per arrivarci, - rispose Gargantua, - e presto ne saprete il tu autem. Mi pulii col fieno, con la paglia, la stoppa, la borra, la lana, e la carta. Ma


"sempre lascia ai coglion qualche cosa
chi con la carta il seder si cosa."


- Come! - disse Grangola, - coglioncino mio, hai già imparato a baciar la bottiglia, che sei fare le rime baciate?

- E come no? mio re, - rispose Gargantua. - Rimo così e anche meglio; e adopero le rime come le rame. Sentite questa prosopopea del cesso ai cacatori:


Cacone,

Puzzone,

Pettone,

Merdoso,

La pappa,

Che ti scappa,

Si spappa,

Su di me,

Cacone,

Stronzone,

Merdone,

Che ti venga una brutta malattia,

Se i tuoi

Sporchi

Buchi

Non ti pulisci prima di andar via!

- Ne volete ancora?

- Sì, perbacco! - rispose Grangola.

- Allora, - disse Gargantua:

RONDO'

Cacando l'altro giorno ebbi a sentire

Quella gabella che al mio cul dovevo;

Ma l'odore non fu quel che credevo,

Ché dal puzzo credetti di morire.

Oh! se qualcun m'avesse in tal martire

Portata quella che sempre attendevo

Cacando!

Io certo avrei saputo a lei coprire

Il suo buco davanti, come devo.

E lei col suo ditino, in gran sollievo,

Il mio buco di dietro garantire,

Cacando.

E adesso andate a dire che non so nulla! Per la Merdonna!

Ma non li ho fatti mica io: li ho sentiti recitare qui dalla signora direttrice, e li ho conservati nel sacconcino della memora.

- Sì, - disse Grangola, - ma ora torniamo alla faccenda.

- Quale? - disse Gargantua, - cacare?

- No, - disse Grangola, - pulirsi il culo.

- Bene, - rispose Gargantua, - ma paghereste una mezza brenta di vin di Brettagna, se io vi mettessi con le spalle al muro sull'argomento?

- Sì, e volentieri, - rispose Grangola.

- Non ci sarà mai bisogno, - rispose Gargantua, - di nettarsi il culo, a meno che quello sia sporco; e sporco non può essere se uno non ha cacato: ergo se ne deduce, che sempre bisognerà cacare prima di nettarsi il sedere.

- Oh! - esclamò Grangola, - come sei fino, ragazzo mio! Uno di questi giorni ti farò laureare in Sorbona, per Dio, perchè hai proprio più cervello che anni. Ma continua un po' questo discorso nettaspeculativo, ti prego, per la mia barba; e invece di mezzabrenta te ne darò sessanta barili dico di quel buon vin di Brettagna, che poi non si fa per nulla in Brettagna ma qui nel nostro paese di Verron.

- Provai a nettarmi in seguito, - rispose Gargantua, - con un copricapo, con un passamontagna, con una pantofola, con un carniere, con un paniere, ma quello era proprio un gran brutto nettaculo! Poi con un cappello di panno; e notate che di questi cappelli certi son di panno rasato, altri di feltro, altri uso velluto, altri uso seta, ed altri satinati; ma il migliore fra tutti è sempre quello di feltro perchè fa un'ottima abstersione della materia fecale.

Poi mi nettai con una gallina, un gallo, un pollastro; con la pelle di un vitello, d'una lepre, d'un piccione, d'un cormorano; con la servietta di un avvocato, con una barbuta, con una cuffia, con un cappuccio da falchi.

Ma, in conclusione, affermo e sostengo, che non v'è miglior nettaculo di Giovanardi. E potete credermi sulla parola. Perchè sentirete al buco del culo una mirifica voluttà: sia per la soavità di quel suo ciuffetto sgualdrino, che per il temperato calor naturale del Giovanardi, il quale facilmente si comunica al budello culare, e quindi agli altri intestini, risalendo così fino alla regione del cuore e del cervello. E vorrei credeste che la beatitudine degli eroi e semidei, che stanno nei Campi Elisi non è già nel loro asfodelo, o nell'ambrosia o nel néttare, come raccontano queste vecchiette; ma bensì, secondo il parer mio, nel fatto che si nettano sempre il culo con Giovanardi, e tale è altresì l'opinione del nostro maestro Gian Scoto.

Francois Rabelais - Gargantua e Pantagruele - (1542)
Libro primo, cap. 13

domenica 8 novembre 2009

Un sacco di Oaxaca


Peter Kuper lo conoscevo per Spy Vs. Spy - la strip di "Mad" dove la spia bianca e quella nera passano la vita a darsele di santa ragione come nei cartoni di Bugs Bunny e Yosemite Sam.
Quello che non sapevo che nel 2006 il nostro ha raccattato su baracca e burattini trasferendosi ad Oaxaca, capolouogo dell'omonimo Stato messicano, con moglie e figlio.
È l'abitudine tipicamente americana del sabbatico.
Un'ideina che non sarebbe male importare anche da noi, visto tutte le puttanate inutili che ci portiamo a casa purché Made in Usa.
Comunque sia: dati gli incoraggianti precedenti stabiliti da Oliver Sachs, Kuper si aspettava di traslocare in un paradiso tropicale tutto bouganvilles, decor lisergici mixtechi, onde da paura e mole poblano.
Invece, non aveva nemmeno finito di disfare le valigie che a Oaxaca è scoppiato un puttanaio terrificante: scioperi, dimostrazioni di piazza, morti ammazzati e Viva La Revolución compadres. Che i messicani, quando si incazzano, si incazzano sul serio.
A quel punto, già che c'era, l'ottimo Kuper ha tirato fuori carta e matita e ci ha fatto un carnet de voyage.
Che ora è diventato un gran bel libro.

giovedì 5 novembre 2009

Coscarelli!


Peccato davvero non avere il dono della bilocazione.
A Sulmona comincia "Sulmonacinema".
E a "Sulmona cinema" c'è Don Coscarelli.
Il regista di "Fantasmi" e "Bubba Ho-Tep".
Che presenta, appunto, "Fantasmi" e "Bubba Ho-Tep".
Cioè: un film di zombi all'incontrario dove i vivi vanno all'inferno a spalare cacca.
E uno dove Elvis Presley e un negro che si crede JFK se la vedono con una mummia che succhia l'anima ai vivi dal busdelgnao.
Vale la pena, credete a me.

mercoledì 4 novembre 2009

Echi dal Bunker


Quando portavo i giornaletti corti, Max Bunker era in cima alla lista delle cose che avrei voluto fare da grande. Praticamente la mia personale rockstar del fumetto.
Poi ne ha scritte e fatte tante da farmi crollare il mito.
L'idea che ne ho oggi è quella di una persona drammaticamente piena di sé, molto indurita e un tantinello gretta. Una versione più realistica e canagliesca del suo Numero Uno. E questo approccio pesa anche su Alan Ford. Una testata che nonostante i quarant'anni di vita editoriale e gli innumerevoli coup de théâtre messi in atto dal suo deus ex machina ormai sembra una pallida imitazione dell'originale, come ho già scritto qui.
Provare, per credere, Alan Ford Story, nuova ristampa delle prime mitiche avventure del gruppo T.N.T.
Una collana fatta a immagine e somiglianza del Diabolik in vendita opzionale con la Gazzetta. Oltre che un'ennesima prova dell'eccezionalità di un Alan Ford scritto da un Bunker ironico ma non ancora inacidito dal mestiere e dal business. E disegnato -pardon: creato graficamente- dal Magnus che Bunker è riuscito a rimuovere dalla copertina, ma non dall'immaginario dei lettori.

martedì 3 novembre 2009

Sempre a proposito di fumetti digitali

Negli ultimi giorni Rrobe sta postando sul suo blog una ricca e interessante inchiesta sul fumetto prossimo venturo. Quello digitale.
Personalmente, alla allegra faccenda ci credo sì e no.
E non per luddismo snobismo o altre pulsioni vetero che pure covo da quel dì. Piuttosto, perché temo che linguaggio del fumetto e linguaggio binario - salvo casi rari tipo Coreingrapho - facciano un po' a cazzotti.
Per chiarire il punto, ricorro a un caso in cui invece il mix funziona piuttosto bene: quello della tipografia cinetica. Esercizio di stile agile, godibile, stimolante, purché in dosi da chupito, e senza pretese di "pari dignità" con i media originali - un'ambizione, questa, che i fautori del fumetto digitale non nascondono, e che in my humble opinion trovo uno zinzino eccessiva.

Un jeans bello vissuto


Claude Levi-Strauss avrebbe meritato un monumento anche solo per un titolo come "Tristi Tropici".
Figuriamoci tutto il malloppone di studi etnografici che il nostro ha prodotto dal 1930 in poi fra Amazzonia, Mato Grosso e altre ridenti località amerinde.
Passati i 100 anni, l'uomo chiamato come un jeans se n'è andato a infrattarsi nelle foreste dell'Eden.
Gran viaggione!

Jake, ti credevo una persona meglio



Primo trailer di La Mummia-incontra-Pirati dei Caraibi. Il film precedentemente noto come Prince of Persia-The Sands of Time.

lunedì 2 novembre 2009

Squilli di tromba d'aria


Otto anni dopo "Bridge Across Forever", e 7 anni dopo la conversione a "U" di Neal Morse, che ha mollato gli Spock's Beard per darsi al christian rock, ecco che si rifanno vivi i Transatlantic. Ovvero, Morse himself, Mike Portnoy dei Dream Theater, Roine Stolt dei Flower Kings e Pete Trewavas dei Marillion.
E sì, il disco è proprio quello che state pensando: 78 minuti di virtuosismi, controtempi, tastieroni, schitarrate, coretti e mellotroni vari. Una autentica saint honorè per le recchie di tutti gli amanti del pomp rock.
Se poi uno preferisce crostate, ciambelle o biscotti secchi, meglio passare.

domenica 1 novembre 2009

Rebootante Pinocchio


Volevo scrivere una bella recensione del nuovo Pinocchio di Alberto Sironi.
Poi ho visto la prima puntata. E dopo lunga e meditata riflessione, ho deciso di sintetizzare il mio pensiero con una battuta. Meglio: una domanda.
Ma che merda ci ha rifilato mamma Rai?
Stasera la seconda razione. Da evitare come la peste bubbonica.
O l'influenza H1N1. Fate vobis.

Alda classe


Colui che pesa
le sue parole
cade in miseria.