martedì 28 settembre 2010

Un medico in famiglia in meno


Ciao Crocittone, ci mancherai.

Il vangelo secondo Paul


C'è vita dopo la DC Comics? Sembra di no, almeno a vedere quello che combina Paul Levitz. L'ex presidente della ex National Periodical, scacciato dal tempio per lasciare il posto alla tenera Diane Nelson, è tornato alla sua vecchia professione di sceneggiatore. Ma nel tempo libero ha trovato spazio per fabbricare il librone illustrato qui sopra, di cui va giustamente orgoglione.
Ecco, se qualcuno cercava delle idee per il mio compleanno, questo mi piacerebbe davvero. Cominciare a collettare, please.

Foppa Pedretti

lunedì 27 settembre 2010

Pausa di riflessione


La prima influenzina della stagione e e un sacco di roba da fare tutta insieme: troppo per un solo super-eroe. Torno subito, o quasi.

domenica 26 settembre 2010

Rivoluzione!


Domani con il manifesto, a cinque eurelli, il secondo volume di "la conquista".
Ci sono su un sacco di belle cosine sui moti rivoluzionari fra il '20 e il '48. le figu della penisola dei famosi e due tavole autoconclusive firmate da Luca Enoch, Antonio Solinas & Matteo Scalera.
Chi lo compra fa benissimo all'informazione indipendente e un po' anche al mondo del fumetto. Dài che è importante.

Non è che pretenda Escher, però...


L'annuncio lo farei più o meno così: cercasi disegnatore di fumetti esordiente per importante progetto "indie".
La persona che cerco deve saper passare da un tratto realistico a uno più grottesco-caricaturale.
E deve avere nelle gambe abbastanza muscoli per il gran salto nel mondo del professionismo.
Se ci piacciono i fumetti popolari, meglio.
Se sta dalle parti di Milano, meglio.
Chi volesse contattarmi può mandarmi una mail, e magari due/tre tavole, all'indirizzo andrea_voglino@tiscali.it.
Io mi siedo sulla riva del fiume e aspetto.

giovedì 23 settembre 2010

Videoburrito pedofilo



Nina de mi corazòn della Arrolladora Banda El Limòn: la risposta grupera ad Aqualung dei Jethro Tull. Feat. Baffo Moretti.

Piangete, bastardi


(il post che segue ha più di un anno, ma è uno dei migliori che abbia mai scritto in vita mia. Lo dedico a Zero, con una carezza. E la certezza che nel grande canile celeste avrà di che divertirsi).

A quattordici anni suonati, il cuore del nostro cane pompava ancora come un orologio svizzero.
A tradirlo è stata la testa. La stessa testaccia sbirola che a tre mesi l'aveva spinto a farsi fuori un pacco di crocchette da cinque chili, lui che di chili ne pesava otto, lasciandomelo panza e zampe all'aria sul pavimento della cucina. La stessa testaccia matta che in gioventù gli aveva suggerito di buttarsi nel Ticino, mollandomi sulla riva in preda al terrore di vederlo sparire nella corrente limacciosa, o che gli permetteva di percepire lo scrocchio goloso di un pacchetto di biscotti a chilometri di distanza.
Dai sintomi sembra un tumore al cervello, dice il veterinario. Se volessimo, potrebbe provare a rimetterlo in sesto. Ma vedendolo in coma, con la lingua inerte fra le mascelle e le zampe rattrappite dagli spasmi delle crisi epilettiche che hanno squassato la sua ultima notte su questo pianeta, non ce la sentiamo di accanirci.
Il dottore gli rasa l'avambraccio, mentre io e mio padre continuiamo ad accarezzarlo piano. Poi, con un gesto delicato e deciso, punta un ago a farfalla nell'arteria. Tre piccole gocce di sangue schizzano sul lenzuolo con il quale l'abbiamo trasportato fino all'ambulatorio.
La prima iniezione è Penthotal. Appena entra in circolo, il respiro di Vito si fa più regolare, e in pochi minuti i tremori cessano. Finalmente si è addormentato. Bravo, cane, bravo.
Poi viene il turno della seconda iniezione, quella che blocca il cuore e le vie respiratorie.
Non mollare, mi ripeto, non mollare, non è la prima volta che ti tocca, è un film che hai già visto, non puoi metterti a frignare come una mezzasega, cazzo, hai quarantatré anni, guarda tuo padre, guarda come è bravo, non fa una piega, guardalo.
Capisco che il cane non c'è più perché all'improvviso molla gli sfinteri e se la fa addosso. Pffft.
"Mi sa che è andato", sussurro, sempre continuando a far scorrere i palmi sul torace, su e giù.
Il dottore tira fuori lo stetoscopio, lo appoggia sul pelo color miele e fa sì con la testa.
"Se volete restare un po' soli con lui...". Sì, grazie, solo qualche minuto.
Guardo il mio cane e il mio cane guarda me, senza vedermi. Gli sfioro il muso. Ha un labbro fuori posto e un canino che spunta fuori e nella morte gli dà un'aria stupida e feroce.
Tento di sistemare il tutto, mentre lui continua a guardare fisso davanti a sé con l'occhio velato. Non ci riesco.
Il tempo di un paio di singulti strozzati, e comincia a raffreddarsi.
Quando io e mio padre torniamo in astanteria, i padroni di un micio dall'aria sconsolata che stava lì ad aspettare il suo turno ci fanno le condoglianze.
"Tanti auguri", dicono.
Fuori piove di brutto, come l'ultima volta che abbiamo dovuto far sopprimere un labrador agonizzante, quindici anni fa.
Torno a casa e guardo questa foto che tengo incorniciata nel soggiorno.
Qui Vito ha due mesi e mezzo, e sembra un po' infelice, perché me lo sono appena portato a casa dall'allevamento dove l'ho comprato.
Era l'unico della cucciolata che mi cagava zero, e forse gli manca un po' la mamma.
La foto gliel'ha fatta quella matta della mia coinquilina.
Lui ancora non lo sa, ma insieme ci divertiremo un sacco.
Gli voglio un bene folle, e gliene vorrò sempre.

mercoledì 22 settembre 2010

Persona non Grant


Dopo aver ammazzato Batman e tutto quel che segue, Grant Morrison si appresta a mettere in pratica un'altra iniziativa che mi fa venire tanta voglia di Maalox: questa. Non me ne vogliano Antonio, Smoky e compagnia cantante: detto inter nos, me pare proprio 'na strunzata.

martedì 21 settembre 2010

Bye, Bye, Byron



Prima era semplicemente Byron.
Ora possiamo chiamarlo Lord Byron. Meglio: Drug Lord Byron.
Augurandoci che il narcoslettico ecuadoriano diventi al più presto la fidanzata del carcere!

Spirulino

lunedì 20 settembre 2010

Dream project


Inception è il primo film in 3D metaforico. Si guarda senza gli occhialini, ma funziona alla grande lo stesso. Gli effetti speciali sono tutti nel trailer: il film ci aggiunge un cast ben assortito tranne Ellen Page, un crescendo rossiniano di due ore e poco più e tonnellate di grammatiche e riferimenti visivi, da Escher a Kubrick ai film di Zerozerosette a Philip Dick. Inception parte fingendo di non essere niente de che e poi si rivela non un classico, ma un magnifico giocattolo per cinefili adulti che fa il culo al 99,9% degli actioner usciti negli ultimi due anni. Inception va visto, e va visto al cinema, perché certe cose vanno fatte a modino, e perché è fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni. Come dice la pubblicità. Che, probabilmente, ne farà il film più citato dei prossimi anni.
La recensione estesa è qui.

domenica 19 settembre 2010

Tanti auguri, cara Holly!


Cento di questi anni, cara Holly. E grazie per Tempi Moderni, Citizen Kane, Casablanca, E.T., Frankenstein Junior e tutte l'ati sturiellet.
Un piccolo appunto: lo so che a una certa età si comincia a perder colpi e ripetere gli stessi concetti fino alla nausea.
Però qualche spunto nuovo non guasterebbe, eh.

giovedì 16 settembre 2010

Whodunit


Da quando Flaviano ha compiuto il gran rifiuto, rimbalzando Massimo Caviglia del Male sul principio che chi cerca braccianti per vigne e vignette dovrebbe pagarli, nel cortiletto del fumetto è tutto un frullare di stracci. Le posizioni interessanti abbondano, e per passarle in rassegna basta scavare fra blog e siti specializzati. Finora, però, l'impressione è che gran parte degli aventi diritto abbiano concentrato le loro attenzioni su autori ed editori, lasciando sullo sfondo chi fa materialmente girare il mondo dell'editoria a strisce dettando la linea, selezionando le proposte, contattando gli autori, suggerendo filosofie e spunti creativi.
Parere puramente personale: in Italia c'è (anche) un gran bisogno di editor con i controcazzi. Editor cioè che oltre alla professionalità vantino creatività, tenacia e argomentazioni che vadano al di là della mera sopravvivenza.
Certo, nelle piccole case editrici, spesso l'ufficiale pagatore porta anche i galloni di direttore editoriale e curatore redazionale. Ma al di là dei rischi del superlavoro e dei limiti oggettivi di chi se la canta e se la suona in beata solitudine, in Italia a spartirsi il mercato sono una manciata di editori con le spalle larghissime. E in quel contesto si potrebbe e si dovrebbe far di meglio.
Quando gli editor con i controcazzi pascolavano felici nelle redazioni, si tentava di differenziare autori e testate, non di omologarle al best seller del momento. Quando gli editor con i controcazzi cercavano spunti, non si fermavano al cinema o ai serial tv, ma battevano il terreno a 360°: a volte era merda, a volte tuberi, a volte diamanti. Quando gli editor con i controcazzi erano razza padrona, si lavorava gomito a gomito con gli autori, non con i marketing manager e contro gli autori. Quando gli editor con i controcazzi battezzavano un libro a fumetti, i nomi anglo tipo Thomas David Lee o Graphic Novel non contavano. A fare la differenza era la ciccia. Quando gli editor con i controcazzi colavano a picco con le loro testate, salutavano educatamente i lettori, pronti ad affondare con onore, invece di dire che è tutta colpa del pubblico che non capisce, della congiuntura internazionale, del buco nell'ozono.
Potrei continuare a parlare di editor con i controcazzi, ma credo di aver reso l'idea. Sarebbe bello capire se le Compagnie delle indie e i cacciatori di giornalini che bazzicano edicole e librerie li stiano ancora cercando, o preferiscano considerarli estinti. Come le tigri dai denti a sciabola, le mezze stagioni e le buone maniere.
Una cosa però l'ho capita: chi scrive o disegna fumetti continua a scrutare l'orizzonte.
È già qualcosa.

mercoledì 15 settembre 2010

Superclassifiche show


Rubrichina leggera e croccantina da Cracked.com: le solite classifiche. Rivedute e corrette in stile David Letterman. Quella sulle 9 più stupide identità segrete dei super-eroi vale già la visita, ma ce ne sono molte altre: I 6 modi completamente legali con cui gli sbirri possono fotterti, i 9 personaggi più amati sputtanati dai giapponesi, e molta altra robina interessante. Sorrisi garantiti, ma solo a chi mastica l'inglese.

martedì 14 settembre 2010

La storia siamo noi


Martedì 21 settembre è una data da segnare sui calendari. Il manifesto torna ad aprirsi al fumetto con le sei tavole singole che per tre settimane coloreranno i supplementi storici La conquista realizzati dal quotidiano comunista per celebrare molto sui generis il centocinquantesimo dell'Unità d'Italia.
Come da inveterata tradizione dei manifestanti, si parlerà di argomenti banalotti come Garibaldi, Cavour eccetera in maniera diversamente banale. Chi pensa a contributi soporiferi tipo Storia d'Italia a fumetti, quindi, è in errore. Qui siamo dalle parti dei Big Book of... della Paradox Press. Storie brevissime e fulminanti di un bel color dagherrotipo, partorite da un ottetto d'archi che comprende in rigoroso ordine d'apparizione Diego Cajelli & Davide Gianfelice, Luca Enoch, Antonio Solinas & Matteo Scalera, Sergio Ponchione, Roberto Recchioni e Michele Petrucci.
Il primo volume è gratis, per gli altri fanno 5 euro a botta, grazie.

Mi ricordo "Melt the Guns"


Mi ricordo

Melt the guns,
Melt the guns,
Melt the guns,
And never more to fire them.

Melt the guns,
Melt the guns,
Melt the guns,
And never more desire them.

lunedì 13 settembre 2010

Giorgio Clelio: quando un uomo ti guarda così...


Lo sprofondo fondo della politica italiese si vede tutto dalle figure e sopratutto dalle mezze figure che esprime.
Chi pensava che avessimo raggiunto il peggio con schifezza Schifani, la Gelmini e Capezzone può mettersi l'animo in pace: Giorgio Clelio Stracquadanio li batte tutti.
La perla di ieri sulla prostituzione non è che una delle tante infilate nella sua irresistibile ascesa da questo ex radicale ex portaborse ex antiproibizionista ex tutto che la nobile arte del traccheggio sembra conoscerla a fondo.
Qui un breve compendio di alcune delle sue dichiarazioni più impresentabili. Roba da avanspettacolo, ma di quello serio.
Piccolo memo per le prossime elezioni: Giorgio Clelio ci costa oltre 12mila euro al mese. Tenerlo presente non sarebbe male, eventualmente.

domenica 12 settembre 2010

Mark Waid ha sempre ragione


Scotto Kurtz, l'autore di PvP, entra a gamba tesa nel dibbbattito sullo status del fumettista medio. Interessante. Soprattutto perché se qui le cose vanno così così, a quanto pare non è che negli Stati Uniti vadano molto meglio. Almeno a dar retta a Mark Waid. Come nelle migliori storie a fumetti, ça va sans dire, (continua).

giovedì 9 settembre 2010

Mi ricordo Beba Loncar


Tutta colpa di Vincenzo che l'ha scambiata per Ursula Andress.
E dire che Beba non le somiglia nemmeno un po'.

Ma veramente?


Prendi una donna, trattala male e portala a fare la donna in un qualche angolo di mondo dove a nasometro corre il rischio di passarsela anche peggio. A leggerla con superficialità, la ricetta di Casalinghe veramente disperate - in onda su NatGeo Adventure ogni giovedì alle 21 - può far pensare a un giochino stile "vediamo come se la cava la donna in carriera media in un posto dove la condizione femminile fa veramente brutto". Sbagliato. il (bugiardissimissimo) titolo italiano è solo un giochino per solleticare gli istinti sadici dei maschietti, che altrimenti dovrebbero reggersi sessanta minuti di straniamento, riscoperta del sé, sorellanza, cordoni ombelicali recisi e ricomposti, semplicità, sogni agitati, etnografia spicciola, less is more. Tv verità vera, insomma, con il vago e irresistibile retrogusto à la Conrad delle migliori proposte del canale 404 di Sky.
Sono solo sei puntate, e quella di ieri sera è già andata.
Non c'è verso di perdersi le prossime.
Da grande voglio fare il casalingo disperato anch'io.

mercoledì 8 settembre 2010

Village People




Sono solo io, o il costume del Cap cinematografico più che retrò è deliziosamente queer?


martedì 7 settembre 2010

Videoburrito masochista


Lui è un prof di musica che ama l'arpa, la tintura per capelli e le hair extension.
Lei è una studentessa che non ama l'arpa, però ama il vino tinto e dormire truccata.
È subito ammore!

Mi ricordo "Caballero"



La moto e la rivista.
Più la rivista, però.

lunedì 6 settembre 2010

La paura fa settanta


Tante angurie a Dario Argento.

Politica spettacolo

Questo è P. Bersani, e non ha mai spaccato il culo a nessuno.



Questo è M. Ironside, e negli ultimi 20 anni ha spaccato il culo al gotha del cinema action americano.



Modesta proposta: data la straordinaria rassomiglianza, invece di P. Bersani, alle prossime elezioni candidiamo M. Ironside.



Bang! Biff! Pow! Vittoria assicurata!

Zerozerosettete


077, 177, 3S3, 002, 008, 009... chi volesse farsi una idea di tutti i James Bond de' noantri arrivati sul grande schermo fra gli anni sessanta e settanta può trovare pane per i suoi denti nell'ultima tentazione di Marco Giusti, autore Tv di vaglia (Blob, Stracult) e maniaco del cinema spaghetti.
La sua ultima fatica passa in rassegna il mondo delle super-spie protagoniste di film come 12 donne d'oro, Operazione Goldman o Missione Speciale Lady Chaplin. Con i suoi 35 euro, 007 all'italiana - Dizionario del cinema spionistico italiano con tutte le locandine più belle, edito da isbn Edizioni, è un piccolo lusso. Però vale tutti i soldini che costa, e anche qualcosina in più: l'effimero è un valore aggiunto a due, anzi a sei zeri. Chapeau.

giovedì 2 settembre 2010

Voglia di veglia?


Potrebbero scriverci direttamente for fans only, sulla nuova edizione di The Wake, piccolo, misconosciuto capolavoro prog firmato dagli IQ. L'edizione del venticinquennale, infatti, aggiunge a quest'operina plumbea ed elettrificata una quintalata di demo, provini, filmati e foto inedite. Roba, appunto, for fans only. Per il colto pubblico e l'inclita guarnigione c'è la scintillante versione remastered delle 7 canzoni che nel 1985 dimostrarono agli inconsolabili orfani dei Genesis, ormai venduti al demone del pop, che un altro prog era (ancora) possibile. Chi rimpiange ancora le tastiere sontuose di The Lamb Lies Down on Broadway, le atmosfere old england di A trick Of The Tail o le svisate assassine di Wind and Wuthering avrà pane per i suoi denti. Gli altri, ciccia. In concerto il 24 ottobre a Cusano Milanino: nel caso, si accettano adesioni.

Ok, questo sembra divertente


Gobble, Gobble, Motherfucker!

mercoledì 1 settembre 2010

Cicaré c'è


Come un fiume carsico, Mauro Cicarè appare e scompare dalla scena fumettistica. Un effetto collaterale di una schizofrenia che lo vede all'opera in vari ambiti artistici, in cui le nuvolette hanno uno spazio ben definito, ma tutto sommato non essenziale. Ed è un peccato, perché dall'epoca delle sue collaborazioni con Frizzer, Tempi Supplementari e Il Grifo l'autore abruzzese ha dimostrato di sapersi muovere come pochi altri nella terra di nessuno fra (neo)realismo grottesco à la Magnus e linguaggi underground. Ora Cicarè rientra prepotentemente in scena con una storia completa realizzata ad hoc per Alias: una bella occasione per riannodare i fili di un discorso mai interrotto. In edicola sabato 4 a 2,50 euro con il manifesto.