martedì 31 maggio 2011


La cassazione ha deciso: il 12 e il 13 giugno si voterà anche per il referendum sul nucleare. Gli altri quesiti riguardano il legittimo impedimento berlusconico e la privatizzazione dell'acqua. Per dire di no a tutto bisogna votare Sì.
Quattro volte.
Vale solo se vota il 50% degli italiani più uno: per quello Silvio Banana non ha voluto accorpare amministrative e referendum. Spera che il 50% per cento più uno degli italiani dica uff che palle tutte le domeniche a votare, sai che c'è a questo giro me ne sto a casa.
Sarebbe bello dargli un dispiacere.

Vecchio detto anglosassone: if it ain't broken, don't fix it.
Cioè: "se non ha niente di rotto, non stare a ripararlo".
Un principio che alla DC Comics non sembrano aver interiorizzato a dovere, a quanto pare.
E poi: lo vogliamo capire o no che Jim Lee è una superpippa?

The Day After


Il giorno dopo ha il gusto ricco e complesso di un caffè fatto con la moka. Nonostante il salto della cena e le poche ore di sonno. E nonostante la sveglia causa gita sociale dal commercialista. Sarà l'aria che sa già d'estate, saranno i manifesti Milano Buongiorno che sfarfallano ammiccando sui tabelloni elettorali. O che il commercialista risponde alla mia Fred Perry rossa rossa con una Lacoste arancione arancione che la dice lunghissima su come la pensa.
O forse, è un'altra cosa: la consapevolezza che per la prima volta da 17 anni a questa parte, a franare non sia stato solo un candidato sbagliato. Ma un immaginario. Uno spirito dei tempi fatto di ostentazione, superficialità, povertà di linguaggi. L'ideale per un mondo dominato dalla tv, ma tragicamente inadeguato alla logica del social networking. Prima di parlare di fine del berlusconismo, meglio specchiarsi nei limiti di un'offerta politica ancora troppo fragile e barcollante per rappresentare un progetto di futuro. Ma al di là dei meriti e dei demeriti dei singoli uomini, dei singoli partiti, a sinistra sembra spirare davvero un'aria nuova. Non resta che aprire le finestre, sporgersi fuori, e ricominciare a respirare a pieni polmoni. Insieme.

lunedì 30 maggio 2011

Sapessi com'è strano


Milano volta pagina. Ma sarà vero? Vado a controllare.


Ostia, sì: Piazza Duomo trabocca di komunisti. Ci sono anche Finardi, Cornacchione, Oreglio, Salvatores, Lella Costa, Capossela... non essendo un watusso, più che ammirarli li intuisco.


Machissenefrega. Come si dice, siamo a cavallo.


Le donne della sinistra non perdono occasione per dimostrarsi più belle che intelligenti. D'altronde, se avessero un cervello, non avrebbero votato Pisapia.


I soliti facinorosi dei centri sociali si abbandonano al gesto dell'ombrello.


E c'è addirittura chi stappa lo spumante. Ferrari, per la precisione.


Non c'è rispetto neanche per il Milan.


E alla fine, là in fondo, un puntino rossoverde: il nuovo sindaco di Milano.

La seconda buona notizia in pochi giorni. Non sarà troppo?

Partita chiusa


Un bel gioco dura almeno un lustro.
Ci vediamo in Duomo tipo sette sette e mezza.
Io sono quello con la maglietta arancione.

giovedì 26 maggio 2011

Ognuno a casa sua


A Palazzo Marino, chi ci vogliamo mandare?

Relazione da Tiffany


Adesso tutti quelli che ci sono stati vicini durante tutta quest'avventura genitori amici vicini e lontani colleghi zii semplici conoscenti ci si stringono intorno dicendo che era ovvio che la ASL ci avrebbe rilasciato una relazione positiva, perché siamo due così brave persone. Vista da questo lato della barricata, effettivamente, sembra facile. Difficile spiegare quanto sia stato duro arrivare fin qui. O quanto sia stato complicato smettere di pensare che siamo due così brave persone, e confrontarsi con le mille realtà oltre il quadretto consolatorio della adozione for dummies vista in tv o letta sui giornali: lampi di documentari in cui bambini istituzionalizzati si dondolano per supplire alla fame di coccole, storie di piccoli uomini dimenticati in angoli del mondo di cui non riusciamo a immaginare l'esistenza, cibo e affetto rifiutati con ostinazione per mettere alla prova la pazienza di papà e mamme adottive, tonnellate di domande senza risposte. E l'ansia, l'ansia di fronte ai propri limiti, agli sguardi indagatori degli psicologi, degli assistenti sociali, del commissario di PS, dei medici, di te stesso. Un anno e mezzo di culo, e il nodo si scioglie in quattro righe che nella asetticità un po' trombona di tutti gli Atti con la a maiuscola mi danno la certezza assoluta e incrollabile di aver fatto bene a seguire la panza, ad aver rifiutato la strada degli ormoni delle iniezioni e delle scopatine programmate per condividere con Elena questo viaggio mozzafiato, imprevedibile, fantastico verso un figlio che se arriverà arriverà da un polpettone d'amore e botte di culo, come dovrebbe essere: Si ritiene che i coniugi Voglino abbiano saputo mostrare il loro desiderio di genitorialità e abbiano acquisito una sincera e consapevole motivazione a diventare genitori attraverso l'adozione. Andrea ed Elena possiedono risorse individuali e di coppia che ben li predispongono a rappresentare un adeguato contesto familiare per l'accoglienza di un bambino in stato di abbandono.
Prossima puntata: la finalissima delle finalissime. il colloquio con il giudice del Tribunale Minorile. Fra un mesetto o giù di lì.
Sorry, ma oggi tutto il resto passa in secondo piano. Tutto, tranne la bottiglia di torbato che ho messo in frigo. Ti voglio bene, mondo.

mercoledì 25 maggio 2011

Arancio Maccanico


Noi drughi di Giuliano siam così: di notte si fa questo e altro.
Dalle 12 in poi su Sevincepisapia.

martedì 24 maggio 2011

Quarantotto


Esaurito il ciclo di Nuovo Krypton, con un irriconoscibile James Robinson alla chitarra e voce, con questo numero 48 Superman mensile riprende quota. Se sia vera gloria, non è ancora dato saperlo: però La guerra dei Supermen comincia consumando in una autentica esplosione planetaria il fiacco mcguffin di Krypton Bis, e lascia il lettore appeso a un cliffhanger come non se ne vedevano da quel dì. I disegni sembrano sempre eseguiti da una fotocopiatrice senza guizzi né languori né autentica voglia di graffiare, non dico da rimpiangere Kirby o Byrne ma anche imbrattacarte come Jon Bogdanove. Però, almeno, sono funzionali alla storia e non stancano l'occhio. Gradevole space opera de suore e de mena', e buon punto di partenza/ripartenza per chi non legge Nembo Kid da un po'. Su, su e via. Tutti a votare G. Pisapia.

Vuol dire fiducia


Non vogliamo certamente immaginare un’Italia governata da una sinistra e condizionata dalla sinistra estrema con gli estremisti, i cattocomunisti, i giustizialisti e i verdi, soprattutto in un momento delicato per l’economia come quello che stiamo vivendo.
E infatti, tra un'ora o giù di lì. fiducia sul decreto omnibus.
Con tanti saluti al referendum no nuke del 12 e 13 giugno.

lunedì 23 maggio 2011

Sucate, Milano.


Da buon ultimo, mi inchino di fronte all'anonimo genio che ha gettato nel piatto ricchissimo della Moratti la polpetta avvelenata della grande moschea di Sucate.
Difficile dire come andrà a finire la disfida, vista la campagna shock and awe messa in piedi in fretta e furia da Silvio and His Bananas. Qualche pirla che abbocca, di fronte alle perline elettorali, si trova sempre. Ma una cosa è certa: a saperla usare con lucidità, finezza e humour, la Rete è un formidabile antidoto alla propaganda.
Thank god for the Internet, come cantava Steve Hogarth in Interior Lulu.

domenica 22 maggio 2011

Tutti al mare


Calligrafica ma brutta no, l'ennesima miniserie Tv dedicata a Moby Dick. Niente a che vedere con il capolavoro di John Houston (1956). Ma comunque, un prodotto più che dignitoso, dominato dalla sagoma massiccia della Pequod e sorretto da un cast di livello su cui giganteggia l'Achab molto umanizzato di William Hurt. Nonostante l'approdo al digitale, la balena bianca non perde un pixel del suo feroce candore originario. Forse perché il potere di una bella metafora non sbiadisce di fronte a nulla. Nemmeno di fronte ai limiti di un budget da aurea mediocritas. Occhio al timing: prima e seconda parte in unica soluzione, dalle 21.10 alla seconda serata. Stasera su Sky Cinema + 24. Buon pro.

venerdì 20 maggio 2011

Cominciamo Bane


Prima immagine di Bane da The Dark Knight Rises.
Direttamente dal G8 di Genova.

giovedì 19 maggio 2011

Lunga vita al Re


Miracolo: dopo aver annunciato il ritiro dalla scena musicale, zitto zitto, Bob Fripp ha rimesso insieme la banda.
Nuovo il disco, nuova la formazione, nuovo il suono, molto più pop è accessibile che in passato, ma senza troppe concessioni easy: una specie di Sting circa Dream of The Blue Turtles solo un pelo più cervellotico/melanconico/frippertronico. Per avere un'idea, basta cliccare qui.
Non so voi, ma io mi prenoto.

mercoledì 18 maggio 2011

Mi ricordo gli eroi in azione


Mi ricordo che di faccia li trovavo bruttissimi.
E che masturbando la levetta alla base del piedistallo facevano cric crac.
Detto fra noi, la Mattel ha fatto molto di meglio.

martedì 17 maggio 2011

Dreaming of Dylan


Deliziosa chicca metafumettistica firmata edizioni if: il quarantanovesimo numero del redivivo Mister No. A 5 anni da "l'alba dei morti viventi", Tiziano Sclavi fa le prove generali per il suo personaggio più famoso raccontando le prove generali di un'opera lirica. Un Jerry Drake insolitamente lunare gioca all'indagatore dell'incubo. Intorno, tutta la poetica tizianesca ampiamente squadernata dallo sceneggiatore di Broni nel lustro a venire: mostri belli fuori ma brutti dentro, mostri brutti fuori ma belli dentro, indagini al confine fra realismo e meraviglia e una generosa manciata di comic relief. Dylan Dog prima di Dylan Dog: un'avventura seminale distribuita in tutte le edicole a un prezzo piccolissimo. Acquistare prima dell'uso.

lunedì 16 maggio 2011

Non tira più?


E quando meno te l'aspetti, trac: il Banana casca proprio giocando in casa, poche ore dopo l'ennesima replica del suo solito spettacolo di arte varia a base di dialetto meneghino, toghe rosse, ottimismo a trentadue denti e promesse messianiche. Frana la base pidiellina, con uno smottamento monstre delle preferenze verso il gran capo. Tiene, ma in calando, la Lega - un alleato quantomeno recalcitrante. Latrano in cori isterici gli aedi del centrodestra: è solo il primo tempo. Ma il contraccolpo psicologico è roba da Tekken 3. Non solo perché la politica marketing tutta giocata su spot e slogan, al confronto con la dura realtà, mostra la corda. Ma anche perché il virus di questa destra cialtrona, nel corso degli anni, ha incubato i suoi stessi anticorpi, esplicitando fino al parossismo la propria natura più intima: il mix maleodorante di avidità, affarismo, egoismo sociale squallore e ostentazione che ha partorito le Minetti, i Trota, gli Scajola, le Arnaboldi Brichetto in Moratti, i Formigoni. Ora, finelmente, l'occasione di cambiare registro è a portata di mano. La speranza è che le radici del mutamento non affondino in una generica sfiducia, ma in una nuova coscienza. Dopo vent'anni di cattiva politica, non sarebbe male.

Muuuhhh


Stiamo manzi, va'.

domenica 15 maggio 2011

Conoscere il nemico


Dalle parti dei primi anni 90 Grant Morrison mi garbava assai.
Impossibile non amarlo, all'epoca: dopo due chicche come Animal Man e Gothic, e alla luce di un piccolo capolavoro di estetica punk come Arkham Asylum, il giovine Morrison sembrava foriero di insondabili delizie. Brrr.
Questo, ovviamente, succedeva prima che lo sceneggiatore scozzese si lasciasse prendere la mano dal suo status di autore molto molto molto ma davvero alternativo. O che lanciasse nell'empireo delle star una nullità assoluta come Mark Millar. O che Dan DiDio gli dicesse qui ci sono le chiavi di casa, io e mamma DC andiamo a farci un weekend per cazzi nostri, mi raccomando non fare troppo danno. Ecco, da lì in poi il nostro ha fatto di tutto per radere al suolo tutti i castelli in aria che avevo edificato nella zona residenziale del mio cervello. Un centro pieno, All Star Superman, peraltro funestato da continui stop and go. E una montagna di puttanate del calibro di Crisi Finale, culminate con quella clamorosa, bombastica, incomprensibile merdata di Il ritorno di Bruce Wayne.
Ma siccome il nemico bisogna conoscerlo bene, Grant Morrison All Star bisogna proprio comprarlo. Perché è scritto da tre critici che di fumetti ne capiscono un tot. Perché è il primo saggio al mondo che riesce ad andare alla radice del mito di Morrison. E perché a ogni pagina, ogni intervista, ogni tavola, ogni schizzo preparatorio, offre decine di buone ragioni per gettare una nuova luce sull'autore di Flex Mentallo, The Invisibles, Seven Soldiers eccetera. E casomai fosse necessario per amarlo - o anche odiarlo - un po' di più.
A 20 euro da Double Shot.

mercoledì 11 maggio 2011

Cartoline dall'inferno


Mi scrive Silvio Berlusconi. In doppia copia. Una per me, una per Elena.

Dentro la busta ci trovo tre santini elettorali col sorriso bonario di Silvio. A occhiometro, la foto ha almeno una decina d'anni. Qualche aggiustatina in fotoscioppe qua e là spiana le rughe, infoltisce i capelli radi, perpetua la bella presenza di Supersilvio, sempre giovane ingualcibile e cazzuto venditore porta a porta di se stesso.

Apro il 4 facciate allegato. Programmi a confronto.

A sinistra, su sfondo rosso malabolgia, la Milano della sinistra (e non di Giuliano Pisapia, hai visto mai che qualcuno ne ricordi il nome):

Introduzione dell'addizionale comunale sull'irpef

Aumento dell'ICI per tutte le attività commerciali e artigianali (Tutte, eh)

Aumento di tutte le tariffe e di tutti i tributi locali (Tutte, ma proprio tutte tutte tutte tutte, eh)

Liberalizzazione delle droghe leggere (Tutte, ma proprio tutte tutte tutte tutte, eh)

Moschee nei quartieri (Be the first in your neighborhood)

Milano città aperta ai clandestini e ai Rom (Tutti, ma proprio tutti tutti tutti, eh)

A destra, su sfondo azzurro Valium, La Milano di Letizia Moratti:

L'unica città senza addizionale Irpef

Nessun aumento del biglietto del tram e delle tariffe pubbliche

La tariffa dell'acqua più bassa d'Italia

Raddoppio degli anziani assistiti a domicilio

Completamento della chiusura dei campi nomadi irregolari

100.000 nuovi alberi in città e 5 nuovi parchi

Due nuove linee di metropolitana

Casomai nutrissi ancora qualche dubbio, zio Silvio mi spiega tutto nelle missiva allegata: l'amministrazione Moratti ha trasformato Milano in un fottuto paradiso tropicale: Niente nuove tasse, Expo 2015, liste d'attesa azzerate negli asili, spazzino di quartiere, due milioni di metri quadri di giardini in più. Con Letizia possiamo contare su una persona pragmatica, integerrima, rispettosa degli altri, generosa verso chi ha bisogno.

Il lato buono della faccenda è che dopo 45 anni di vita in una città bruttarella, presuntuosa e classista come Milano le promesse elettorali di Silvio e Letizia mi nauseano molto meno di quello che vedo tutti i giorni guardandomi intorno. Solo pochi decenni fa Milano era un laboratorio culturale in grado di produrre artisti come Dario Fo, Lucio Fontana o Demetrio Stratos. Oggi, a dir tanto, produce l'Expo 2015. Solo pochi decenni fa, il centro di Milano ospitava pubblicitari e gattare, cinque stelle Michelin e bottiglierie senza pretese, polentòni e teròni. Oggi ospita edifici fighetti e locali fighetti for fighetti only. Solo pochi decenni fa, pensando alla milanesità, ti venivano in mente Gadda, Brera o Beppe Viola. Oggi, al massimo, Salvini.
Quando penso a Milano, mi viene in mente proprio la Moratti: una sciuretta arida, non bella dentro o fuori né particolarmente interessante che però, forte dei dané e delle amicizie giuste, se la tira da gran fica. E quando penso a Silvio e ai suoi, mi viene in mente quella magnifica scena di Batman: Year One in cui il Pipistrellone si imbuca al party dei corrotti per dir loro che la festa è finita.
Ma a pensarci bene, anche quel Batman lì è roba di qualche decennio fa: oggi, al massimo, la parrocchia ci passa Lele Moratti.

martedì 10 maggio 2011

Propaganda elettolé



Un candidato che si ritrova un nome che è praticamente un palindromo va votato di default. Soprattutto se è un super-eroe come il boy scout poi operatore sociale poi consigliere comunale poi docente liceale Lamberto Bertolé. L'unico difetto di Lamberto è che si candida per il PD. Ma non si può avere tutto dalla vita, e poi in fondo il PD sostiene Pisapia, che magari si lava poco come tutti noi sinistrati ma è un candidato sindaco di tutto rispetto. Bertolé ci ha anche un ricco sito personale con tutte le sue belle cosine a modino, visitabile qui: Chi vive nella zona 1 di Milano, fra il 15 e il 16 maggio, tenga presente. È facile, su, tutti con me: Lambertobertolé. Lambertobertolé. Lambertobertolé. Olé olé.

domenica 8 maggio 2011

Trillo di campane a morto


Signori, giù il cappello di fronte a uno dei migliori narratori a fumetti di tutti i tempi.
E, Carlos: non si muore così, senza avvertire.

sabato 7 maggio 2011

Ricomincio da treno


È bello intravedere delle costanti nel lavoro di un regista emergente. È bello vedere un po' di personalità.
In un mondo di videoclippari tecnicamente a bolla ma intellettualmente sotto vuoto spinto, un film d'azione che s'interroga su alienazione, identità e redenzione è un balsamo per gli occhi. È successo con Moon, il film d'esordio di Duncan Jones. E capita anche con Source Code, Sempre di Duncan Jones. Source Code è Speed più Ricomincio da capo più un certo super-hero movie tardi Anni 80 di cui non posso fare il nome per evitare spoiler. Realtà parallele spietate riflesse fra i binari di quel treno per Chicago che forse scoppia e forse anche no, un plot facile senza facilonerie, pochi botti e tutti funzionali allo scopo, e un Jake Gyllenhaal perfetto nel ruolo dell'eroe malgré soi. Da vedere senza se e senza ma, nella speranza che concluso il run di Nolan Duncan e Jake si facciano vivi dalle parti di Gotham City.
Ecco, quello non sarebbe affatto male.

Cicca cicca


La signorina Rottenmeier che governa Milano grazie alle laute prebende distribuite fra lobby palazzinare, ciellini, clientes eccetera si ripresenta alle elezioni forte di un budget intorno ai 20 milioni di euro. L'idea è quella di riconquistare la città. Salvo miracoli, missione compiuta: troppo grande la distanza fra la petroliera del bunga bunga e i fucili a tappo del principale candidato dello schieramento avverso.
E però, sarebbe bello riuscire a trascinare Letiziuccia nostra al ballottaggio, e chissà mai a darle qualche dispiacere. Fedeli alla linea, io e il Giorgini ci siamo dati alla propaganda elettorale. Evocando lo spirito anni 30 dei vari Dudovich, Boccasile, Depero eccetera per ribadire che la tizia nuoce gravemente alla salute. Demorattizzati o demoralizzati? ai poster l'ardua sentenza.

giovedì 5 maggio 2011

Onde corte


Scrive Mariachiara Alberton di EURAC, centro di ricerca ambientale di Bolzano:

Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell'acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.

È arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l'argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui "il servizio pubblico" viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre
riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.

Il referendum è evidentemente anche questo!


Non sentissi un gran puzzo di merda, mi verrebbe da dire che siamo con l'acqua alla gola.

martedì 3 maggio 2011

Rumore bianco


800.131.889.
800.131.889.
800.131.889.

Bisogna assolutamente segnarselo, questo numero.
Perché è quello gratuito che Altroconsumo ha messo a disposizione di tutti gli abbonati Rai per partecipare alla class action contro la Rai. Per le violazioni del contratto di servizio rispetto agli obblighi di una informazione "obiettiva, imparziale ed equilibrata".

In palio, un principio importante. E magari, la possibilità di un ritorno al giornalismo vero - roba che in Rai non si vede da un bel po', salvo isole felici come Gabanelli o Jacona.

Il 1 giugno si terrà la prima udienza. Nel frattempo, possiamo aderire e incrociare le dita. Non costa niente, e fa sentire meglio.

lunedì 2 maggio 2011

Con le mani nella martellata


A pochi giorni dall'uscita in Blu Ray delle Trilogia di Il Signore degli Anelli, sulla scorta dell'omerica incazzatura dei ringers de' noantri, alla Medusa Home Video hanno deciso di uniformare il prezzo di vendita del malloppo a quello di tutti i Paesi del mondo. Questo il commovente editto dei medusiani:

2 maggio 2011 - Medusa Film HE, a rettifica di quanto comunicato in precedenza, ha deciso, forzatamente, di rivedere il prezzo al pubblico del cofanetto in oggetto, ora fissato a 99,90€.

Nel corso degli ultimi giorni si sono rincorse errate riflessioni e deduzioni nei confronti dell’Azienda e di un’operazione commerciale giudicata negativamente, senza possedere le debite e corrette informazioni su una produzione complessa, in cui Medusa Film HE è coinvolta in qualità di detentrice dei diritti di distribuzione per il territorio italiano.

Vorremmo ricordare agli appassionati che il prezzo al pubblico era superiore alla media di mercato per alcuni motivi tra cui i diritti da riconoscere ai relativi detentori, l’impegno a offrire la totale localizzazione in italiano, per i sottotitoli non udenti e i dialoghi in italiano.

A tale proposito le tracce audio dei tre film nella loro versione estesa hanno richiesto un particolare sforzo onde essere tecnologicamente all’altezza di una così importante pubblicazione.
Limiti dinamici e imprecisioni affiorati nella fase iniziale di controllo hanno obbligato a fare passi indietro, rispetto ad altri Paesi, con nuove lavorazioni onde inserire nei 6 BD-50 la traccia DTS-HD Master Audio 6.1 ES.

Inoltre, teniamo a ribadirlo, Medusa Film HE era intenzionata a offrire un prodotto interamente localizzato in italiano, anche nel packaging e nei relativi testi, una aliquota dei quali, interni ed esterni alla confezione, passeranno invece in lingua inglese.

Rimane invariata l’offerta per l’audio in italiano e la sottotitolazione completa di tutti i 15 dischi.

A dispetto degli elevati costi di produzione, Medusa Film HE desidera così venire incontro ai fan della preziosa Trilogia estesa, abbattendo il prezzo al pubblico di un’edizione tecnologicamente all’avanguardia per il supporto Blu-ray.


Insomma, tocca abituarsi all'idea che presto dovremo cacciare i soldini anche per i requisiti minimi di sistema. Sarà colpa di quegli esosi dei traduttori, con quello che si fanno pagare.

domenica 1 maggio 2011