Ivo Milazzo, Enrique Breccia, Peppe De Nardo e Daniele Bigliardo. E poi il regista Alessandro Rak, autore del lungometraggio MAD Entertainment L'arte della felicità, e l’animatrice giapponese Fusako Yusaki, firma dei leggendari spot Fernet Branca con la plastilina. E ancora il giornalista Vito Foderà, l'ex Bluvertigo Andy e un numero speciale di Dylan Dog ambientato a Cosenza… È davvero ricco il menu di Le strade del paesaggio, appuntamento autunnale dedicato al fumetto e all'animazione in programma dal 10 al 26 ottobre nel capoluogo calabro. Una buona scusa per passare da quelle parti, prima di andare a Lucca. Tutti i dettagli qui.
martedì 7 ottobre 2014
Primizie di stagione
Ivo Milazzo, Enrique Breccia, Peppe De Nardo e Daniele Bigliardo. E poi il regista Alessandro Rak, autore del lungometraggio MAD Entertainment L'arte della felicità, e l’animatrice giapponese Fusako Yusaki, firma dei leggendari spot Fernet Branca con la plastilina. E ancora il giornalista Vito Foderà, l'ex Bluvertigo Andy e un numero speciale di Dylan Dog ambientato a Cosenza… È davvero ricco il menu di Le strade del paesaggio, appuntamento autunnale dedicato al fumetto e all'animazione in programma dal 10 al 26 ottobre nel capoluogo calabro. Una buona scusa per passare da quelle parti, prima di andare a Lucca. Tutti i dettagli qui.
lunedì 6 ottobre 2014
Senza avvisare
Senza avvisare.
Grazie di aver partecipato, Lorenzo.
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venerdì 3 ottobre 2014
In bambola
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| L'orrore, l'orrore |
La vera storia della bambola Annabelle.
Quella sì, era genuinamente disturbante.
Il problema è che il film del carneade John R. Leonetti, già DP di un tot di film di paura serie tv e altre pinzillacchere, quella storia lì la risolve nel giro di un'inquadratura. E di storia ne racconta un'altra, che frulla insieme roba già vista e stravista da L'Esorcista a Poltergeist a Rosemary's Baby a The Ring fino al recente The Conjuring - L'evocazione, di cui questo Annabelle è uno spin-off. E on top of that, ci sono tutti, ma proprio tutti i luoghi comuni di ogni fumettaccio brutto che si rispetti: gente che si mette in casa bambole orrende dicendo va' che bello, gente che va in cantina nottetempo mentre fuori son tuoni e lampi, gente che affronta il Male con la emme maiuscola in rigorosa solitudine.
Ne esce un horror da sei politico, telefonato con mezz'ora di anticipo nella trama e nei momenti bù, decente sul piano della messa in scena e delle interpretazioni, raffazzonassimo nella scrittura, con personaggi presi e spostati qua e là ad minchiam come bambole di pezza, appunto, e spunti potenzialmente interessanti assolutamente sprecati. La sufficienza passa attraverso l'approccio tutto suspense (e niente gore) e all'idea di trattare l'orrida bambola come un incolpevole strumento del male, senza derive alla Chucky. Una trappola evitata con rozza eleganza.
In ogni caso, un film importante: non tanto per la qualità intrinseca, ma per il brivido involontario offerto dallo stato dell'arte del cinema horror Made in Usa. Un tempo, autentica fucina di terrori dal formidabile potenziale eversivo e oggi stanca masturbazione di organi sensoriali ormai irrimediabilmente ammosciati. Cercasi luccicanza disperatamente.
mercoledì 24 settembre 2014
Vecchia scuola
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| Questi fantasmi |
Ci aveva provato nel 2006 la Eura Editoriale, a riportare in edicola The Phantom, per gli amici L'Uomo Mascherato: e all'epoca, era stato un bagno di sangue, con una rivista molto pop malauguratamente schiattata nel giro di sei numeri per manifesta impraticabilità di campo. Gran peccato, perché la scommessa di rilanciare il primo eroe in calzamaglia dell'urbe terracqueo nonché il modello di praticamente tutti i vigilanti a venire avrebbe meritato miglior fortuna, non foss'altro che per la qualità delle storie (relativamente) recenti realizzate per il mercato scandinavo, dove il nostro alle soglie delle ottanta primavere resta un autentico best seller.
Otto anni dopo, a spezzare una lancia per l'ombra che cammina è Mondadori Comics. Si riparte dai bei tempi che furono, con le prime otto storie dell'eroe di Lee Falk & Ray Moore in formato pocket più una ricca introduzione vergata per l'occasione da Luciano Secchi. Il rapporto prezzo-qualità è ottimo e abbondante, con oltre 600 pagine di strisce vintage rimontate e stampate più che dignitosamente in verticale a quattordici euro e novantanove. Pochissimi i vizi di forma, uno su tutti la mancata citazione per traduttore e letterista: se, come pare, queste strip sono le stesse pubblicate a suo tempo da Comic Art, spendere qualche parola per Luciano Guidobaldi & C. sarebbe stato doveroso. Prossimi volumi in uscita: Mandrake, l'ipnotista in marsina, e Agente Segreto X-9 di Alex Raymond. E se oltre ai boh e i bah dei puristi del formato orizzontale dovesse cascare giù dal cielo qualche uuuh di meraviglia per il grande ritorno del fumetto vintage, chissà che non ci sia spazio per un prosieguo dell'avventura. Tenere presente: L'Uomo Mascherato avverte una sola volta.
giovedì 11 settembre 2014
Due metri e venti nell'alto dei cieli
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mercoledì 10 settembre 2014
Mi ricordo Mike Oldfield
Quanto talento, il buon Michele Vecchiocampo (A parte Moonlight Shadow, che ci aveva già rotto i coglioni all'epoca).
lunedì 8 settembre 2014
Principessima
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| Palpatine (sostantivo femminile plurale) |
O del sessuofobo.
O del... be', va be'.
E invece: l'ha scritto la Barbato. Alla sua quarta LaStoria dopo Il boia di Parigi (bello e basta). e La pazienza del destino (un po' sovraccarico, ma insomma grande mestiere). E dopo La Gabbia (divertissement, ma sempre bello). Insomma, quando scrive la Barbato, normalmente, tanta roba.
Qui, tantissima. Un po' per i disegni di un Nicola Mari molto, molto, molto in palla, e un po' per la storia in sé. Il gusto per il feuilleton è quello già intravisto in altri frangenti. Le ossessioni, pure: la marginalità, la malattia, la famiglia come innesco molto edipico di ogni respiro narrativo, a comprendere singhiozzi e rantoli, lo status quo come gabbia. Ci fosse spazio per un filo di humour, saremmo al nirvana. Ma anche nella sua dead seriousness, la signora le corde del cuore le strimpella con le unghie e con i denti. E con una padronanza di tonalità minori da fare invidia al Puccini lacrimogeno e perturbante di Tosca, un'opera che sta a questo numero della collana come un bicchiere di porto a una fettina di blue cheese. crinoline, tuguri dickensiani, grand guignol, amori irrealizzabili, mostri e per chiudere in bellezza il sesso come una roba che semplicemente non si fa. Presente il Verhoeven di Black Book? Presente Il labirinto del fauno di Del Toro? Presente Crash di Cronemberg? Ecco, ci siamo capiti.
E no, non si fosse capito quella roba con Jake Gyllenhaal non c'entra niente.
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