venerdì 13 settembre 2013

La ballata di John e basta

Slurp, slurp

No, non è vero, in All You Need Is Love - John Lennon artista, attore, performer, la mostra che apre i battenti proprio oggi in quel di Modena, c'è anche tanta Yoko Ono. Ma per una volta, la multiforme e un tantino invadente presenza della signora Lennon resta, si fa per dire, ai margini del discorso: perché, come da titolo, qui si celebra l'altro Lennon, quello che fra un classico del pop e l'altro passava con nonchalance dal tavolo da disegno ai set fotografici, dal cinema alle gallerie d'arte, dai libri alla performance art. Una mostra stimolante, necessaria, imperdibile: all we need is John.

martedì 10 settembre 2013

Mi ricordo l'altro 11 settembre



Quello del 1973, con il suicidio di Salvador Allende, i bombardamenti al Palacio de la Moneda e l'inizio del regno sanguinario di Augusto Pinochet. Un undici settembre che a pensarci bene, non fosse finito così, forse nel lungo periodo non ci sarebbe stato neanche quell'altro, chi lo sa.

lunedì 9 settembre 2013

Vento e tempesta: l'autunno secondo i Genesis del 1978


I primi brividi di freddo che sgomitano per affacciarsi alle finestre aperte la mattina presto. Il blobloblop del bollitore, preludio al profumo ambrato dell'Earl Grey che sale dalla ceramica dello staffordshire accanto al camino acceso. Le foglie ingiallite che scricchiolano sotto le scarpe, in sintonia con i sentori di erba bagnata che riempiono l'aria frizzante. L'abbraccio ruvido di una giacca di tweed. E dallo stomaco, una specie di piccolo languore sconsolato, quell'inquietudine che anticipa le lunghe notti dell'inverno, il rimpianto per la bella stagione che finisce, la tensione per quella che verrà. A trentotto anni dall'uscita, incredibilmente, Wind & Wuthering resta la miglior trasposizione possibile su Cd dei colori dell'autunno, un palmo sopra le ballate intimiste di Mark Hollis e soci, la malinconica compostezza dei Gazpacho o le nevrosi dei migliori Radiohead. Musica pura, non adulterata, complessa ma incredibilmente orecchiabile, creata da una band che stava incominciando ad affrancarsi dall'ombra del mattatore Peter Gabriel, e per l'occasione aveva affidato la regia a un piccolo maestro di rock melanconico come Tony Banks. Sotto la copertina, un frullio nebbioso di corvi firmato dall'illustratore Colin Elgie, gli ultimi brani epici del gruppo, liberamente ispirati alle atmosfere di Cime tempestose: episodi à la Braveheart come Eleventh Earl of Mar, fughe jazz-rock del calibro di Wot Gorilla o Unquiet Slumbers for The Sleepers, e le fiabe in musica All in a Mouse's Night e Afterglow. Presto, Steve Hackett avrebbe tolto ai Genesis gli ultimi scampoli di autentico lirismo, lasciandoli al pop-rock acido e leccato degli Anni 80. Presto, il punk avrebbe scalzato il prog dalla scena, relegandolo in un angolo. Presto, l'apparenza avrebbe assestato la zampata fatale alla sostanza, in una esplosione glitterata di paillettes e ciuffi laccati. Presto, ma non ancora: immersi nel paesaggio crepuscolare di Wind & Wuthering, sciarpa al collo, restava ancora un po' di tempo per sognare.

venerdì 6 settembre 2013

Poverhoeven



Eccolo qua, il nuovo Total Recall. Clarence Boddicker, quanto ci manchi.

Per voi giovani: Rage Comics

Lollare, oh-oh

Y U NO GUY è riciclato dirattamente dal manga Gantz, dove a un certo punto fa bella mostra di sé un tizio con gli occhi strabuzzati: incredibile ma vero, per imprimerlo a fuoco nelle meningi di gente che Gantz non l'ha mai nemmeno letto, è bastato ritagliarlo da lì e appiccicarlo su un disegnino fatto a cazzo. È andata più o meno così anche per TROLLFACE, creato da tal Whynne nel 2008, e ben presto assurto a fenomeno della Rete: lì, il punto di partenza era Rape Rodent, alter-ego incattivito e laido dell'iconico Mighty Mouse, oggi dimenticato nell'angolo più buio di un server di Google. LOL GUY, occhio strabico à la Frankenstein Junior e bocca contratta a immagine e somiglianza di una grottesca trombetta, in origine era un osceno saggio di morphing su Photoshop: visto, piaciuto, ricicciato in un bianco e nero da fanzine punk Anni 70, dal 2010 è un beniamino dei più piccini. Benvenuti nell'universo dei Rage Comics, quelli che in molti chiamano memi -  sbagliando - e invece sono una versione riveduta e corretta delle vecchie maschere della commedia dell'arte. Un cast sterminato e in continuo aggiornamento di personaggi in cerca d'autore. Tutti basati sul gergo dei social, e tutti creati per dare il meglio di sé in una serie infinita di strip disegnate male perché realizzate solo e unicamente con MS Paint, programma di disegno pasoliniano targato Microsoft. Un universo compiaciuto, consapevole, sporco e divertentissimo di character che hanno la pulizia formale delle strisce di Beavis e Butthead e la vitalità brufolosa dei nerd che si ammazzano di seghe, il potenziale semantico dei glifi maya e degli ideogrammi cinesi e la sintesi dei segnali stradali, il potere ipnotico di certi loop dei Radiohead e il potenziale eversivo del Joker di Chris Nolan e Heath Ledger. Il sito di riferimento è questo. Buon pro.