giovedì 5 settembre 2013
Mi ricordo Bozzetto
Bruno Bozzetto, figo assoluto, e molto ben rappresentato sul tubo, dove c'è un sacco di roba sua. Tipo questo delirio à la Monthy Python Flying Circus.
martedì 3 settembre 2013
Sul pezzo, again
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| Ho scritto mano sulla sabbia |
Pensierini sparsi al ritorno delle vacanze. A un passo dalla vita, cioè quello che capiterà da oggi in poi mentre facevo altro, come direbbe John Lennon.
Location, Location
Che ne è della meravigliosa West Coast sarda che tanto decantebbi in altri post estivi? Come le magnifiche sorti e progressive de Il grande Gatsby, it's History. Clima di scazzo palpabile fra chiringuitos e restaurantes, bagnini che guardano affogare i turisti all'orizzonte nelle giornate di mare grosso, e guai a farglielo notare, che si irritano (cfr. Capo Mannu, mar 20 c.m.), monnezza a metri cubi a profumare l'ambiente anche in posti come Piscinas, spiaggia unica al mondo per le sue dune di sabbia. E prezzi aggiornatissimi al costo della vita smeralda, con bottigliette d'acqua da mezzo litro a un euro e cinquanta. Sembra di stare in quei ristoranti di antica nobiltà che a pochi mesi dal fallimento tentano di inchiappettare gli scarsi avventori rimasti aggrappandosi al blasone e agli avanzi della dispensa. Follia pura, considerando il costo dei traghetti e degli affitti. Se continua così, rimarremo in pochi irriducibili. Quelli che hanno la fortuna di una casetta da tenere in ordine.
Sotto l'ombrellone
Fino a questo fatidico 2013, l'estate serviva soprattutto per leggere. Con la creatura a carico, è servita anche a rispolverare attività ormai dimenticate: camminare sul bagnasciuga, cercare conchiglie, fare a chi regge di più fra verticale e sabbiature varie, scegliere tatuaggini glitterati e occhieggiare riviste sugli One Direction, che mannaggia, fra l'altro a giorni mi tocca pure il film, mi sa. Incredibilmente, fra una roba e l'altra, sono riuscito anche a leggere e scrivere un po'. Consigli ancora profumati di sole e crema protezione 30: Eroi convocati di Paco Ignacio Taibo II, divertentissimo frullato di dramma, ironia e romanzo d'appendice; La Guerra De Los Z di Diego Enrique Osorno, un'ottima scusa per allenare lo spagnolo e scoprire come gira il fumo fra Nuevo Laredo e Tamaulipas; Figlio di un preservativo bucato di Howard Cruse, letto a suo tempo nella nuova edizione Magic Press e riletto con calma e con enorme diletto; Le grandi battaglie di Roma antica, con l'ultima battaglia di Marco Licinio Crasso, custerizzato dai Parti sulle rive dell'Eufrate nel 53 d.C. Basta? No, c'è anche qualcosa di light: Il lungo inverno di Di Gregorio/Ripoli, freddissimo LeStorie agostano vagamente Dennis Lehane scritto e disegnato con mente lucida e solidissimo mestiere.
Family Life
Formula di commiato ricorrente di mia figlia per me e la Ele dell'estate 2013: È il momento del vostro quarto d'ora di coppia. lusingati o affranti? Ai posteri eccecc.
Lo Zen e l'arte del Bodyboard
Okkei, è ufficiale: i (prossimi) 48 si sentono tutti. Sotto il peso del maestrale, e nonostante la ginnastica, fra i marosi reggo al massimo quanto la gomma fracica delle mie pinnette Churchill vintage 1998. Un'oretta o giù di lì. Ho bisogno di un altro paio di pinnette.
E di una spina dorsale nuova di zecca.
Cinema
Dice che Monster University è bello quasi quanto l'originale. Sarà. Qui, il seme del dubbio alligna: visto Brave-Ribelle (brutto, fiacco, grande odore di diludendo) e in attesa di Planes (brutto, fiacco e in odore di diludendo), l'impressione è che John Lasseter & Co. abbiano perso il quid che rendeva le produzioni Disney/Pixar degli irrinunciabili must see.
Qualcuno provi a convincermi che mi sbaglio.
In cambio, posso provare a convincere chiunque che L'Uomo d'acciaio sia il miglior cinecomic della stagione. E che l'imminente Batman Vs. Superman stia nascendo sotto i migliori auspici. Apprezzabile, invece, la sorpresa di Ben Affleck come prossimo Batman. Non tanto per il character design à la Jim Aparo, quanto per la (eventuale?) possibilità di un Bat-Film scritto e diretto da Affleck medesimo. Visti Gone Baby Gone e Argo, la cosa potrebbe anche funzionare.
Berlusconi è sempre il solito Berlusconi. O forse anche no: le foto di questa estate 2013 ce lo restituiscono sempre più impastato di lifting, fard e tinture, sempre più Kimiljunghiano, sempre più grottesco. Gli unici a non notarlo sembrano i suoi supporter. Passi per quelli che gli danno il voto, che lì non c'è speranza, sentirlo chiamare 'O presidentebberluscone tutto attaccato è già durissima. Ma visto che dai e dai Silvio finirà per schiattare per sopraggiunti limiti d'età, cosa faranno i suoi tanti corifei? Si porteranno in giro il suo corpaccione comatoso come passepartout, stile Week-end con il morto? E come regolarsi con chi dirà che la faccenda puzza? Saperlo.
Nel frattempo, mentre si parlava di papi Silvio, tutti i quotidiani nazionali nessuno escluso si sono persi per strada il nono anniversario della morte di Enzo Baldoni, che il 26 agosto del 2004 moriva ammazzato per la sua idea di mondo, cosa che il medio votante forzitalico non farebbe mai, figurarsi i suoi sostenitori a tassametro. Dài, che l'anno prossimo ricorre il decennale. Si potrebbe organizzare qualcosa al Billionaire. Sempre che nel frattempo non comincino a volare atomiche fra Israele ed Iran.
Gol
Neanche il tempo di dire "Serie A", e la mia Juve si porta a casa la Supercoppa rifilando tre pere alla Lazzzio. Poi ricomincia il campionato a mille all'ora. Bello. Però, però, però. Conte, che a livello simpatia si piazza subito dopo Mourinho e subito prima di Ahmadinejad, dice che la Juve si è indebolita, e le dirette concorrenti rinforzate. Vero: il Napoli, nonostante le tendenze sadomaso di Higuain, fa paurissima. La Fiorentina di Montella è una signora squadra, che non ci ha neanche venduto Jovetic, grrr. Anche l'Inter di Mazzarri sembra tornata in pista, e vendere Matri al Berlusconian Football Club è la cazzata del secolo. Aggrappiamoci a Vidal, Pogba e Tevez, e speriamo che Llorente non sia un pianto di nome e di fatto. Ma come dice l'uomo con il toupet, visto da qui il terzo scudetto pare una prospettiva agghiacciante. Vediamo come va.
E per concludere, un po' di narcisismo
Parto per le ferie con AVSL al centotrentaseiesimo posto nella classifica ebuzzing. Scompaio dalla Rete per un mese, e al ritorno mi ritrovo qualche scalino più su. Mi pare che l'annosa questione mi si nota di più se non vengo o se vengo e sto in disparte di morettiana memoria abbia trovato una risposta. Bentornato, bentornati.
sabato 27 luglio 2013
Vacanza!
Anche i combattenti più tenaci meritano una vacanza.
No, aspetta, rifaccio: io merito una vacanza. Fra 2012 e 2013 mi sono sbattuto come pochi. Sul lavoro, con la necessità di far fronte a una crisi che sembra aver eletto gli scribacchini a capri espiatori di tutti i privilegi odiosi. Di cui, per inciso, il sottoscritto non ha mai goduto. In famiglia, con una new entry che sta piacevolmente sconvolgendo otto anni di tranquilla vita di coppia. Nel poco, pochissimo tempo libero che resta fra una pettinata a un cartone animato, una marchetta pubblicitaria e una corvé cucina. Il che, ovviamente, ci porta anche a questo blog. Anche lui pronto per una bella vacanza, anche perché dove sto andando non c'è uno straccio di connessione internet. E diciamolo: va bene anche così.
Ci rivediamo a settembre? Sarebbe bello. Soprattutto, sarebbe bello ripartire con slancio, come Adam West sulla sua tavola da surf. Nel frattempo: libri, qualcosa su Los Zetas, qualcosa sull'Area 51, quattro romanzi sudamericani. Un costume nuovo da fare sbiadire sotto il sole e la salsedine della Sardegna. Qualche foglio di carta e una penna su cui appuntarmi le idee che stanno sobbollendo nella mia scatola cranica. Salsiccia, vino fresco, pecorino e un po' di altra ciccia. Auguro la stessa cosa anche ai miei quattro follower. E gli altri, 'fanculower. Ci ritroviamo fra un mese.
mercoledì 24 luglio 2013
Signor nessuno
Il mare come promessa e come condanna. Come metafora visiva dell'imprevedibilità della vita. Il mare come deus ex machina e come topos letterario. C'è tanta salsedine nel secondo LeStorie di Alessandro Bilotta, Nobody: quella dei classici di Conrad e dei romanzi d'appendice di Salgari. Quella delle lacrime di un "figlio del mare" perseguitato da creature mitiche emerse dalla profondità dell'inconscio, perso dietro una missione che evoca suggestioni letterarie fra l'Odissea, Il cuore di tenebra e Giro di vite di Henry James. Grasso che cola, esaltato dalle suggestioni xilografiche del disegnatore Pietro Vitrano; un incubo gotico alla marinara per ritrovarsi nerissimi anche sotto l'ombrellone più ampio del Mar dei Soncassi. Un vascello che scarroccia solo nelle citazioni cinematografiche (Il Settimo sigillo, Inception...) piccole increspature dissonanti rispetto al respiro sommesso del profondo blues di Bilotta e Vetrano. Certo, la simpatia per le cause perse aiuta molto: ma spesso, le storie più belle sono quelle tese. Tre euri e cinquanta da spendere senza pensarci su.
martedì 23 luglio 2013
Mi ricordo Don Martin
Il più genuinamente Mad degli artisti di Mad, l'autore della fenomenale Saga dei gorilla e di altre pirlate surreali à la Monty Python scritte e disegnate con sublime idiozia. Celeberrimo negli Stati Uniti, qui da noi è sempre stato un carneade tranne che nei favolosi seventies, quando Mr. Bunker lo pompò a tutto volume su Eureka. Ora è modernariato di lusso da recuperare nelle librerie dell'usato: saltano in mente almeno un paio di Eureka Pocket che a mente fredda suonano ancora di brutto, tipo quello dove Fester e Karbunkle fanno gli spaghetti col mocio lavapavimenti.
giovedì 18 luglio 2013
Dannati Forever
Ultimo giro di spadate nelle gengive per Spartacus-La guerra dei dannati, degna conclusione della saga messa in pista nel 2010 dalla premiata ditta Raimi-Cohen-Tapert. Da allora, ne è passato di sangue sotto i ponti. Ma piuttosto che replicare all'infinito lo schema narrativo del fuori-uno-avanti-un-altro, con boss romani di fine livello sempre più megalomani e potenti regolarmente castigati dal truce trace prima dei supplementari, stavolta Steven De Knight ha deciso di far saltare il banco con un po' di Storia con la esse maiuscola, quella che noi del liceo classico ricordiamo a grandi linee. Quindi: Crasso e Cesare a tirar mattina all'after hour di Gneo Pompeo, e gli spartachisti variamente impiattati - chi allo spiedo, chi alla brace, chi con contorno di crudité. Si salva solo uno sparuto drappello di donne, apolidi e ricchioni, vittoria altamente consolatoria nonché l'unica per i rispettivi gender da allora a oggi (Kalderoli docet, purtroppo. e sì che ne è passato di tempo). Ne valeva la pena? Ostia, sì. Scrittura zarra ma solidissima, con pochissimi episodi di raccordo e tanta bella ciccetta epica, anche al netto degli eccessi della versione uncensored. Una certa aderenza alla realtà storica, con qualche sapida zampata realpolitik. Attori sopra il sei politico, come gli effetti e le scenografie digitali. La pizza alla romana, così croccante, sottile e ben condita, regge anche alla distanza delle quattro stagioni, e il cofanetto spartachista è già nella mia wish list. Sfortunatamente, con Spartacuccio nostro la Starz si è giocata il jolly: ci resta solo il Da Vinci demente di David S. Goyer, uno che sta alla buona fiction come la Lega Nord al pensiero astratto. D'altronde, è arcinoto: gladio contro fioretto, non c'è storia. Ora non resta che Il trono di spade, sigh.
mercoledì 17 luglio 2013
Mi ricordo "Indagine"
"Indagine" è un'opera assoluta. Una di quelle creazioni che
una volta assimilate restano dentro, creano uno spartiacque fra un prima e un dopo, ti riformattano il cervello. Dal capolavoro noir anzi satirico anzi erotico anzi drammatico di Petri sono passati più di quarant'anni, ma è un film attualissimo, uno spettacolo che rivediamo ogni giorno nelle facce dei nostri politici, nelle scelte dei nostri governanti, nell'arroganza proterva di tutti i potenti. Che fanno quello che cazzo gli pare per la certezza di un unico diritto: quello all'impunità. Da vedere, ancora e ancora e ancora, finché non fa male. Cioè, sul presto.
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