La sceneggiatura,con tutti quei flashback e quelle voci fuori campo, è didascalica fino alla pedanteria. E poi, il tono: troppi birignao per un film drammatico, troppe lacrime per una commedia avventurosa, troppe domande per una pellicola per ragazzi, troppi leziosismi per un film a tutto testosterone. A parte queste pippe cinebrivido, però, "Life of Pi" funziona: per la essenzialità molto hemingwayana del plot tratto dal romanzo di Yann Martell. Per un paio di digressioni non banali sul divino. E per quella manciata di sequenze alla marinara che scongelano i peli ascellari ormai intirizziti dal gelido inverno, brrr. Per fare un salaam felino che si rispetti, ci vuole altro. Ma Esso, il tigre nel motore, ci ha sempre il suo bel perché.
giovedì 3 gennaio 2013
mercoledì 2 gennaio 2013
U FU
E immediatamente dopo il decesso, Gerry Anderson si è ritrovato lassù, circonfuso di cherubini tutti pettinati come Ed Bishop. Era il minimo.
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Se ne vanno sempre i migliori
martedì 1 gennaio 2013
Buoni propositi
Diventare un bravo papà restando un bravo marito. Sembra un equilibrio scontato, ma non lo è: la paternità, come dicono, modifica tutte le leggi fisiche geometriche matematiche della vita. E quando uno più uno comincia a fare tre, tutto, ma proprio tutto diventa relativo.
Esercitarsi nella comida mexicana. Preso atto che un taco e un taco dorado son due mondi diversi, apprezzati il queso adobero e il queso cotija, scoperta la sottile differenza fra il chile de arbol, il jalapeno e l'habanero, assaporati il jicama e la guayaba, che altro fare se non continuare su questa strada? Ormai la mutazione è in atto, inutile resistere.
Crescere. O imparare a decrescere, che a questo punto è lo stesso. Inventarsi tempi e modi di lavoro nuovi, perché quelli vecchi they are a-changing, piaccia o meno. Imparare a non avere paura di osare. Imparare a far quadrare i conti, sempre e comunque. Non sono più tempi da anime candide. (Ma questo, da un bel po' di tempo a questa parte, me lo ripeto tutti gli anni).
Continuare a fare fumetti. E qui ci fermiamo, perché la scaramanzia non guasta mai.
Votare. Non dico votare bene, che ormai in quel senso Boh. Dico farsi violenza e accompagnarsi al seggio a calci nel sedere. Colà giunti, trovare la forza di tracciare una croce sulla scheda elettorale. Servirà? Boh. In caso di emergenza, tener presente che trattasi di un diritto, ma anche di un dovere.
Riscoprire l'Italia. Dopo tre mesi in una città in cui gli shopping mall sono considerati attrazioni turistiche, con tanto di trenini panoramici e scorci privilegiati per le foto, non dubito di tornare a guardare sotto una nuova luce anche el dòmm la galeria e i navigli. Però ho pure voglia di Sardegna. Di Piemonte. Di Toscana. Di Umbria. D'altronde, alla creatura bisognerà pur mostrare qualcos'altro oltre al dòmm la galeria e i navigli.
Accettare serenamente i primi (secondi) capelli bianchi. I primi (primi) sono già agli atti da un paio d'anni. Ora la mia fabbrichetta di perossido di idrogeno sta entrando a pieno regime, e quindi, voilà, capelli d'argento a iosa. Ma finché i miei ottimi geni mi permettono di dimostrare qualche lustro in meno, fa niente.
Leggere qualche buon libro. L'anno passato è trascorso senza lasciare tracce apprezzabili, a parte forse "la ballata del re di denari" di Yuri Herrera e "The Barbary Coast" di Herbert Asbury. Deludentissimo, ma me lo aspettavo, l'ultimo Winslow, di cui però devo recuperare "la lingua del fuoco". In fatto di fumetti, mi vengono in mente l'ultimo "John Doe", il Salgarone di Bacilieri e la deliziosa operina dark della Ghermandi. Di americano, solo ristampe.
Corollario: rileggersi tutto Andrea Pazienza, che sta lì a prender polvere da troppo, troppo tempo.
Tornare a innamorarmi dei pochi amici veri affidati agli almanacchi, coltivando meglio rapporti che la distanza geografica e mentale ha un po' sfilacciato. Annaffiare un paio di piantine che son lì, ma insomma, anche se il terreno sembra buono faticano un po', e non si capisce bene perché. O forse sì.
Imparare a scrivere meglio. Non stancarsi di scavare. Non smettere di cercare di tenere in equilbrio occhi, cervello e frattaglie varie. Non smarrire l'ossessione. Non perdere, mai, la sincerità.
Ricordarsi di sorridere di più, che qualche ragione per farlo c'è sempre. Feliz 2013.
Esercitarsi nella comida mexicana. Preso atto che un taco e un taco dorado son due mondi diversi, apprezzati il queso adobero e il queso cotija, scoperta la sottile differenza fra il chile de arbol, il jalapeno e l'habanero, assaporati il jicama e la guayaba, che altro fare se non continuare su questa strada? Ormai la mutazione è in atto, inutile resistere.
Crescere. O imparare a decrescere, che a questo punto è lo stesso. Inventarsi tempi e modi di lavoro nuovi, perché quelli vecchi they are a-changing, piaccia o meno. Imparare a non avere paura di osare. Imparare a far quadrare i conti, sempre e comunque. Non sono più tempi da anime candide. (Ma questo, da un bel po' di tempo a questa parte, me lo ripeto tutti gli anni).
Continuare a fare fumetti. E qui ci fermiamo, perché la scaramanzia non guasta mai.
Votare. Non dico votare bene, che ormai in quel senso Boh. Dico farsi violenza e accompagnarsi al seggio a calci nel sedere. Colà giunti, trovare la forza di tracciare una croce sulla scheda elettorale. Servirà? Boh. In caso di emergenza, tener presente che trattasi di un diritto, ma anche di un dovere.
Riscoprire l'Italia. Dopo tre mesi in una città in cui gli shopping mall sono considerati attrazioni turistiche, con tanto di trenini panoramici e scorci privilegiati per le foto, non dubito di tornare a guardare sotto una nuova luce anche el dòmm la galeria e i navigli. Però ho pure voglia di Sardegna. Di Piemonte. Di Toscana. Di Umbria. D'altronde, alla creatura bisognerà pur mostrare qualcos'altro oltre al dòmm la galeria e i navigli.
Accettare serenamente i primi (secondi) capelli bianchi. I primi (primi) sono già agli atti da un paio d'anni. Ora la mia fabbrichetta di perossido di idrogeno sta entrando a pieno regime, e quindi, voilà, capelli d'argento a iosa. Ma finché i miei ottimi geni mi permettono di dimostrare qualche lustro in meno, fa niente.
Leggere qualche buon libro. L'anno passato è trascorso senza lasciare tracce apprezzabili, a parte forse "la ballata del re di denari" di Yuri Herrera e "The Barbary Coast" di Herbert Asbury. Deludentissimo, ma me lo aspettavo, l'ultimo Winslow, di cui però devo recuperare "la lingua del fuoco". In fatto di fumetti, mi vengono in mente l'ultimo "John Doe", il Salgarone di Bacilieri e la deliziosa operina dark della Ghermandi. Di americano, solo ristampe.
Corollario: rileggersi tutto Andrea Pazienza, che sta lì a prender polvere da troppo, troppo tempo.
Tornare a innamorarmi dei pochi amici veri affidati agli almanacchi, coltivando meglio rapporti che la distanza geografica e mentale ha un po' sfilacciato. Annaffiare un paio di piantine che son lì, ma insomma, anche se il terreno sembra buono faticano un po', e non si capisce bene perché. O forse sì.
Imparare a scrivere meglio. Non stancarsi di scavare. Non smettere di cercare di tenere in equilbrio occhi, cervello e frattaglie varie. Non smarrire l'ossessione. Non perdere, mai, la sincerità.
Ricordarsi di sorridere di più, che qualche ragione per farlo c'è sempre. Feliz 2013.
domenica 30 dicembre 2012
Slott Machine
Aaahhh, un'altra brillante soluzione creativa della Casa delle idee. Ma funziona un po' come col Berlusca, finché c'è qualche fesso che ci casca, avanti così.
Dio, che tristezza: quasi quasi comincio a farmi piacere qualche graphic novel delle ultime. Lì, almeno, non succede niente.
Dio, che tristezza: quasi quasi comincio a farmi piacere qualche graphic novel delle ultime. Lì, almeno, non succede niente.
giovedì 27 dicembre 2012
Spacco di Natale
Derivativo di bestia, e sicuramente non il capolavoro della cinematografia di cui si dice in giro, "Ralph Spaccatutto". Citazioni sparse extra videogame fra Shrek Speed Racer Monsters & Co più Alice nel Paese delle Meraviglie (quello vero, non l'obbrobrio in 3D di Tim Burton).
Però, scritto con diabolico savoir faire, divertente, commovente, insomma un bel Disney molto meglio delle ultime cose della Pixar, con qualche genialata a 8 bit che sicuramente ci ha il suo perché. Da non perdere il delizioso corto in finto dueddì che precede il film, un romance in toni di grigio molto Glean Keane a base di aeroplanini di carta e comicità surreale à la Buster Keaton: come spesso accade, da solo vale il prezzo del biglietto. Insert coin.
Però, scritto con diabolico savoir faire, divertente, commovente, insomma un bel Disney molto meglio delle ultime cose della Pixar, con qualche genialata a 8 bit che sicuramente ci ha il suo perché. Da non perdere il delizioso corto in finto dueddì che precede il film, un romance in toni di grigio molto Glean Keane a base di aeroplanini di carta e comicità surreale à la Buster Keaton: come spesso accade, da solo vale il prezzo del biglietto. Insert coin.
mercoledì 26 dicembre 2012
Medico legale
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sabato 22 dicembre 2012
Feliz Navidad
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