mercoledì 4 novembre 2009

Echi dal Bunker


Quando portavo i giornaletti corti, Max Bunker era in cima alla lista delle cose che avrei voluto fare da grande. Praticamente la mia personale rockstar del fumetto.
Poi ne ha scritte e fatte tante da farmi crollare il mito.
L'idea che ne ho oggi è quella di una persona drammaticamente piena di sé, molto indurita e un tantinello gretta. Una versione più realistica e canagliesca del suo Numero Uno. E questo approccio pesa anche su Alan Ford. Una testata che nonostante i quarant'anni di vita editoriale e gli innumerevoli coup de théâtre messi in atto dal suo deus ex machina ormai sembra una pallida imitazione dell'originale, come ho già scritto qui.
Provare, per credere, Alan Ford Story, nuova ristampa delle prime mitiche avventure del gruppo T.N.T.
Una collana fatta a immagine e somiglianza del Diabolik in vendita opzionale con la Gazzetta. Oltre che un'ennesima prova dell'eccezionalità di un Alan Ford scritto da un Bunker ironico ma non ancora inacidito dal mestiere e dal business. E disegnato -pardon: creato graficamente- dal Magnus che Bunker è riuscito a rimuovere dalla copertina, ma non dall'immaginario dei lettori.

martedì 3 novembre 2009

Sempre a proposito di fumetti digitali

Negli ultimi giorni Rrobe sta postando sul suo blog una ricca e interessante inchiesta sul fumetto prossimo venturo. Quello digitale.
Personalmente, alla allegra faccenda ci credo sì e no.
E non per luddismo snobismo o altre pulsioni vetero che pure covo da quel dì. Piuttosto, perché temo che linguaggio del fumetto e linguaggio binario - salvo casi rari tipo Coreingrapho - facciano un po' a cazzotti.
Per chiarire il punto, ricorro a un caso in cui invece il mix funziona piuttosto bene: quello della tipografia cinetica. Esercizio di stile agile, godibile, stimolante, purché in dosi da chupito, e senza pretese di "pari dignità" con i media originali - un'ambizione, questa, che i fautori del fumetto digitale non nascondono, e che in my humble opinion trovo uno zinzino eccessiva.

Un jeans bello vissuto


Claude Levi-Strauss avrebbe meritato un monumento anche solo per un titolo come "Tristi Tropici".
Figuriamoci tutto il malloppone di studi etnografici che il nostro ha prodotto dal 1930 in poi fra Amazzonia, Mato Grosso e altre ridenti località amerinde.
Passati i 100 anni, l'uomo chiamato come un jeans se n'è andato a infrattarsi nelle foreste dell'Eden.
Gran viaggione!

Jake, ti credevo una persona meglio



Primo trailer di La Mummia-incontra-Pirati dei Caraibi. Il film precedentemente noto come Prince of Persia-The Sands of Time.

lunedì 2 novembre 2009

Squilli di tromba d'aria


Otto anni dopo "Bridge Across Forever", e 7 anni dopo la conversione a "U" di Neal Morse, che ha mollato gli Spock's Beard per darsi al christian rock, ecco che si rifanno vivi i Transatlantic. Ovvero, Morse himself, Mike Portnoy dei Dream Theater, Roine Stolt dei Flower Kings e Pete Trewavas dei Marillion.
E sì, il disco è proprio quello che state pensando: 78 minuti di virtuosismi, controtempi, tastieroni, schitarrate, coretti e mellotroni vari. Una autentica saint honorè per le recchie di tutti gli amanti del pomp rock.
Se poi uno preferisce crostate, ciambelle o biscotti secchi, meglio passare.

domenica 1 novembre 2009

Rebootante Pinocchio


Volevo scrivere una bella recensione del nuovo Pinocchio di Alberto Sironi.
Poi ho visto la prima puntata. E dopo lunga e meditata riflessione, ho deciso di sintetizzare il mio pensiero con una battuta. Meglio: una domanda.
Ma che merda ci ha rifilato mamma Rai?
Stasera la seconda razione. Da evitare come la peste bubbonica.
O l'influenza H1N1. Fate vobis.

Alda classe


Colui che pesa
le sue parole
cade in miseria.