mercoledì 28 dicembre 2011

Mi ricordo Cita

Il che fra l'altro mi riporta alla mente un pomeriggio estivo molto molto giovanile, nella penombra di una cucina nuorese, seduto sul pavimento freschetto di fronte a un televisore in bianco e nero, l'occhio torpido su Johnny Weissmuller che fa i puccini nella cascata sotto casa e io a sognare il mare così vicino eppure così lontano.
Il giornale precisa che Cita in realtà era maschio, si chiamava Jiggs e "amava le partite di football americano e ascoltare musica religiosa". Ennesima dimostrazione, casomai ce ne fosse bisogno, che Desmond Morris ha sempre ragione.
E posto che Cita è defunta di fresco, mi ricordo anche che se ne vanno sempre i migliori.

Update delle 11,44: Badtaste precisa che la notizia della morte di Cita è stata ampiamente esagerata.

martedì 27 dicembre 2011

Guardate che figate

È tornato.
Guardare le figure, imprescindibile guida agli illustratori italiani per l'infanzia fra ottocento e novecento scritta nel 1972 per Einaudi da Antonio Faeti è di nuovo in libreria.
La nuova edizione, pubblicata da Donzelli, aggiorna il tutto ai nostri tempi con una poderosa intro lapalissianamente titolata "Quaranta anni dopo".
Il resto è qualità purissima, apprezzata a suo tempo anche da Italo Calvino himself.
418 pagine, 32 euro. Approfittare, che secondo me prima della prossima ristampa toccherà aspettare altri quaranta anni minimo, visti i tempi che corrono.

E in tempi di Real Life Super Heroes...



Uno come Danny Trejo fa la sua porca figura.
Cazzo, io me lo trovassi di fronte così sui due piedi smetterei di delinquere all'istante.
Qui tutto sui Real Life Super Heroes.

Tales From an Adoption: una autentica autentica autentica

L'inizio della fine del percorso che precede l'adozione è un oceano di scartoffie.
Si comincia dal mandato, cioè dal permesso scritto che gli aspiranti papà e mamme danno all'ente adottivo che hanno scelto per la gestione del discorso all'estero.
Stringi stringi la morale è: ci fidiamo, fate voi.
Per dire all'ente ci fidiamo fate voi devi scrivere nome cognome codice fiscale data di nascita indirizzo di residenza su dieci moduli diversi. Prima di consegnarli, tocca fare autenticare le firme. Tecnicamente, sarebbe ciccia dell'Anagrafe. Almeno a dar retta al centralino del Tribunale dei minori e allo 020202, efficientissimo call center del Comune di Milano.
Così stamattina sul molto prestino, perché poi l'ufficio chiama, gita all'anagrafe. io e la Ele.
"Buongiorno, avremmo qui un modulo con delle firme da autenticare..."
"Faccia vedere."
"..."
"..."
"Mmmm. Sì. Però, veda, noi non facciamo questo genere di autentiche. Deve andare al tribunale dei minori."
"Veramente noi arriviamo proprio dal Tribunale dei Minori. Abbiamo chiamato anche il numero verde del Comune per sicurezza."
"Sì, be', allo zeroduezeroduezerodue raccontano sempre un sacco di favole."
"Ah, occhei, perfetto. E quindi?"
"E quindi non lo so. Aspetti, chiedo al mio superiore.


p
a
s
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m
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n
u
t
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"Eccomi qui, scusate l'attesa. Sì, effettivamente il superiore mi conferma che qui al massimo possiamo rilaasciarvi una copia conforme, cioè una fotocopia del documento che certifichi l'autenticità delle firme."
"E par una autentica autentica?"
"Per una autentica autentica potete provare al Tribunale di Milano o da un notaio."

In tribunale, stanza 460, 5° piano, repeat at will. Cioè fino a qualche tempo fa l'ufficio autentiche autentiche c'era, poi l'hanno tolto quindi cazzi nostri, detto solo un po' più gentilmente di così da un'impiegata resistente e passiva come un citofono.

Alla fine con la Ele abbiamo fatto irruzione nello studio di un notaio che per soli 10" e 70 euri ci ha elargito una autentica autentica autentica. Che unita all'autentica autentica delle firme dei giudici del Tribunale di Milano ci conquisterà il diritto di fare un autentico autentico tuffo nell'oceano di scartoffie di cui sopra.

Update delle 23,23: mi casca l'occhio sulla autentica autentica del notaio. Incredibile ma vero: è riuscito a sbagliare il mio cognome, quindi temo sia tutto da rifare. Domani, perché adesso sto mangiandomi il cuscino del divano, e sono molto, molto lontano dalla mia forma olimpica.

(E come nella migliore tradizione, continua...)

domenica 25 dicembre 2011

Bocca chiusa

Un grande giornalista e grande partigiano ha deciso di passare un Natale bruttissimo.
O bellissimo, chissà: dopotutto, il dopo è solo una questione di punti di opinioni separate dai fatti.

giovedì 22 dicembre 2011

Pino Silvestro


A questo giro, un buon Natale Horror: Treevenge, un piccolo film che però dài in fondo fa anche pensare con il suo retrogusto di feroce critica sociale sui guasti del consumismo e relative fregnacce. Occhio che fa brutto veramente!
Io che ho un autentico finto abete di plasticaccia realizzato in qualche scantinato cinese da manovalanza sottopagata sono ecologico quindi vado tranquillissimo.
Se avete acquistato un pino organico so' cazzi vostri.
Poi non dite che non vi avevo avvertito.
Buon Natale a tutti!

Mi ricordo Reiser

Al secolo Jean-Marc Reiser, satiro fransé di gran talento di cui non so gli altri ma io personalmente ogni tanto sento una gran mancanza.