domenica 17 aprile 2011

A cappella



E ti pareva.

Via col vintage


Roberto Baldazzini in mostra? Sì, grazie. il miglior epigono di Stanton e Crepax, (not to mention John Romita Sr., idolo giovanile del giovine Baldazzini) si presenta in quel di Parma con un florilegio di pin-up dedicate a Sofia Loren. "Rapita dal cinema" - questo il titolo della mostra in programma alla Galleria delle colonne dal 21 aprile al 29 maggio - presenta al pubblico il lato più cinefilo e meno sporcaccione dell'autore di Casa Howhard, Beba eccetera: qui siamo dalle parti di Sexyrama, leccatissimo volume curato tempo addietro dal Baldazz per i tipi di Coniglio Editore, con le castigatissime cover vintage di Sogno Confidenze e altre rivistine un dì muy populares. Carne, poca, ma molto stile, come si evince dal disegno quassù. Il 21, a presentare il tutto in zona aperitivo, ci sarà l'ottimo Gino Scatasta. Non esserci sarebbe un peccato.

giovedì 14 aprile 2011

Non tutti i brianzoli sono uguali


Ogni volta che mi scappa di sentirmi uno che si fa il mazzo per dare un senso al proprio mestiere di scribacchino, il mondo reale mi riporta coi piedi per terra. È un'esperienza doppiamente atroce. Non solo perché la morte ti sbatte in faccia i tuoi limiti senza cerimonie. Ma anche perché spesso si porta via persone che la vita l'hanno spesa con una passione, una generosità, un'impegno, che visti da questa vita così terra terra sembrano sovrumani. Persone come Enzo Baldoni. O Anna Politkovskaya. O Vittorio Arrigoni. Ultimo nome di una lista che è allo stesso tempo troppo breve e troppo lunga. la storia di Vittorio è tutta qui. Leggerla è il modo migliore per dare un senso alla sua vita e alla sua colossale sfiga. E forse, chissà, anche alla nostra.

mercoledì 13 aprile 2011

Papino il breve


E io che ero convinto gli piacesse lungo.
Per inciso: fra questo, Castelli e Speroni, la Carlucci e i libri di testo comunisti, comincio a sentirmi un tantino disgustato.

martedì 12 aprile 2011

Se son Rosenz


Fosse un disco, Zigo Stella potrebbe essere Tommy. Fosse un film, il Rocky Horror Picture Show. Fosse un romanzo scritto, e qui la faccenda comincia a diventare complicata, potrebbe somigliare all'Ulisse di Joyce o a La colazione dei campioni di Vonnegut. Fosse un fumetto, cosa che effettivamente è, somiglia solo a Zigo Stella. Romanzo di formazione, pastiche fantascientifico, teen romance, sfogatoio personale, sketchbook, opera fantasy, concept album, fumetto erotico, libro da messa nerissima: con il suo spessore reale e metaforico, Zigo è lì a testimoniare l'irrequietezza di Rosenzweig, la sua personale sfida alle leggi della fisica fumettistica, la sua ricerca di un contesto altro rispetto a quello del fumetto mainstream. Però, però. Certi dettagli fanno tanta differenza, e distinguono il volume BD dalla quasi totalità delle pippe mentali disegnate che attualmente intasano le librerie. sì, Zigo Stella è tutto slanci, improvvisazioni, digressioni, quotes, strizzate d'occhio, sperimentazioni grafiche/cartotecniche, stratificazioni. Ma qui la ricerca sa di acido lattico e sudore, mai di pura speculazione, l'autore non guarda mai dall'alto in basso, al limite viceversa. L'attenzione richiesta a chi legge è quella complice e istintiva di un compare a briscola. E quando il libro finisce, ci si ritrova a chiedersi cosa succede dopo. Cosa che capita solo con i migliori eroi di carta. Ventitré euro: per un'abbuffata del genere, un prezzo più che accettabile.

Mi ricordo la mia borsa di Tolfa


Che, per inciso, ha un nome dialettale molto giappo: "Catana".

lunedì 11 aprile 2011

Rileggere "Laika"


Cinquanta anni fa, oggi, il compagno Gagarin compiva la prima orbita completa della Terra a bordo della sua Vostok.
Quattro anno prima, ad aprirgli la strada era stata una cagnetta chiamata Kudryavka. Una cagnetta passata alla storia con il nomignolo più pret-a-porter di Laika. Che in russo vuol dire tipo bau bau.
Incidentalmente, Laika è anche il nome di un fumetto. Realizzato, guarda un po' le coincidenze, proprio quattro anni prima di questo anniversario. Dentro c'è un sacco di roba buona: una sceneggiatura densa di reference, aneddoti e nozioni, ma intrisa di emozione autentica. Invenzioni grafiche che ricordano i vecchi comics Disney, ma anche Posy Simmonds e Mike Allred. E personaggi che non si dimenticano. È un buon giorno per rileggerselo, Laika. O per andarselo a cercare in edizione Magic Press o in originale.