mercoledì 9 dicembre 2009

(Continua)


Da un paio d'anni a questa parte, Grant Morrison sembra essersi votato a un'unica missione: demolire la leggenda di Batman.
Quello che decine di altri autori avevano costruito in 70 anni di storie belle, brutte, passabili o andanti, lui lo sta sfasciando con uno zelo degno di miglior causa.
L'ho già scritto in diversi post: trovo sleale, orrido, riprovevole, inaccettabile, disonesto insomma sbagliatissimo mettersi a cazzeggiare con il Dna degli eroi di carta. Soprattutto quando si supplisce alla carenza di ossigeno affastellando colpi di scena a gratis. Il Superman di John Byrne, il Flash di Mark Waid o il Batman del primo Morrison, quello di Gothic, sfuggivano a questa logica a suon di idee, soluzioni e linguaggi innovativi. Il run di Morrison la abbraccia a piene mani, riducendo l'Evento ad artificio retorico e la scrittura a mestiere.
L'ultimo tassello è -sorpresa, sorpresa!- l'ormai prossima resurrezione del fu Bruce Wayne. una svolta tanto telefonata da suscitare solo sbadigli, ma funzionale a un modo di intendere il fumetto popolare che non riesce a guardare al di là del proprio naso.
Meglio: del proprio portafoglio.

martedì 8 dicembre 2009

Killer Application


Un milione e seicentomila copie vendute in pochi giorni di release non si discutono.
Ma 'sto Assassin's Creed II varrà tutto 'sto hype?
Vale, vale. Senza isterismi, ma vale.
Il sistema di gioco ricalca, migliorandoli, gli stilemi di GTA, dando al personaggio una libertà di movimento sorprendente. Presente Devil Batman o l'Uomo Ragno? Ecco, roba così. Rapidi, intuitivi, belli agili e tranquilli.
Salti e saltelli anche nel plot, tutto sospeso fra presente e passato. Ma il rodaggio è rapido, e una volta accettate le premesse, il grande derby fra Assassini e Templari fila via che è un piacere.
Graficamente, lo spettacolo è garantito, soprattutto in alta definizione. Insomma, ci si diverte un bel po'.
Due sole probblemattiche.
Il doppiaggio bischero.
E il character design del protagonista, Ezio Auditore: va bene che nella vita a correttezza filologica non è tutto.
Ma un tamarrone rinascimentale con la collanina e il bavero alzato stile disco proprio non si regge.
Meno male che dopo il tutorial ci toccano mantello e cappuccio, altrimenti sarebbero guai.

Corsi e rimorsi


Ranieri


Ranioggi

giovedì 3 dicembre 2009

Rrobe e la Ver-Cola


Nonostante segua le sue avventure da quel dì, non ho mai capito esattamente di cosa soffra Roberto Recchioni.
A occhio, sembra un roba tipo morbo di crohn, ma potrebbe essere pure diverticolite - niente sorrisetti ebeti, please, non è affatto divertente - o qualunque altra rottura di palle intestinale.
Roba pesante, comunque.
Sta di fatto che ogni tanto Rrobe scompare dai radar e va a farsi riassestare l'ambaradan.
Tipo in questi giorni.
Ovviamente, l'augurio è che l'energumeno filiforme si ripigli al più presto, e torni ASAP alla maschia mischia.
Ci vogliamo bene, al Recchioni.
E non per i fumetti, che spesso a forza di gigioneggiare sbraga.
Ma perché sa essere più forte delle sue busecche matte. Tanto da riuscire a magnarsi la vita a morsi, e a vomitartela in faccia calda e fragrante come appena sfornata. Molto meglio di qualunque fumetto.
Morale: Forza Rrobe.
E la prossima volta, caro, niente supplenti sul blog: Se uno ha sete di Coca-Cola, rifilargli la Ver-Cola fa brutto veramente.

mercoledì 2 dicembre 2009

Temo cratico


Ieri, alla camera, mozione Pdl per dare carta bianca ai nostri baldi militi di stanza in Afghanistan.
Il Pd ha fatto finta di votare contro in commissione difesa, per poi far passare il tutto al Senato.
Il Pd non partecipa in modo ufficiale al No B Day, perché "Il problema è il lavoro" e perché "servono riforme condivise". Anche sulla giustizia, si capisce.
Il Pd ha appena eletto una squadra che un caro amico molto informato dei fatti ha rubricato alla voce: "Brutta gente".
Il Pd e io di queste e altre cosette riparleremo alle prossime elezioni.
O magari anche no.

Via agra


Chi sperava in una sorta di Boogie Nights de noantri si rassegni: con Moana non si va più in là di una mediocre fiction Tv delle più democriste, nel senso peggiore del termine. Sesso, poco. E fin qui ci siamo: l'idea era di raccontarci la vera Moana, non il personaggio che la Pozzi ha incarnato nei pornazzi. Il problema è che qui non c'è manco quello. A meno che non ci si accontenti di passare dallo stereotipo dell'oca giuliva a quello di gnocca stellare all this and brains, too.
Per il resto, poca ciccia da mordere: recitazione scadente, sempre e comunque sopra le righe; regia irritante e infarcità di ralenty e close-up stile Girls on Film dei Duran; colonna sonora Anni 80 invadente e didascalica - This Is Not a Love Song dei PIL uguale shooting a luci rosse, è matematico. Zero profondità, zero emozione, zero humour. Un po' pochino, dopo tutto il can can degli ultimi mesi.
Stasera la seconda puntata.
Molto perdibile.

martedì 1 dicembre 2009

WGSH: il ritorno


Il comunicato ufficiale era in giro dall'ultimo Comicon di San Diego, ma io me l'ero perso.
Ovviamente la grande notizia mi ha causato uno di quei soprassalti di nerdismo che non vi sto a dire.
Pronti?
Tornano i World's Greatest Superheroes della Mego.
Li rifà nientemeno che la Mattel, fresca di accordi con la EMCE Toys, che ha rilevato la baracca e l'expertise Mego dalla vecchia gestione e ha già in produzione delle action figate sul tipo di.
Mi sa tanto che ho una casa troppo piccola per tutto 'sto ben di Dio.