giovedì 6 novembre 2008

Desaparecidos: The Fabulous Furry Freak Brothers


Parlando di fumetti Made in Usa, super-eroi a parte, c’è in giro un sacco di bella robina. E questo è un fatto.
Il guaio è che non. Se. La. Fila. Nes. Su. No. E anche questo è un fatto.
Inutile tirare in ballo tutti i piccoli e soprattutto i grandi editori che si riempiono la bocca con le paroline magiche “graphic” e “novel”: oggidì, inserire in catalogo qualche libro a fumetti fa molto cool, indipendentemente dalla qualità intrinseca del prodotto. Così, accanto a ottime storie come “Verso la tempesta” o “Maus” o “Re in incognito”, passano esercizi di stile come “Palestina” o “Persepolis”– opere che dal fumetto hanno mutuato l’apparenza ma non i linguaggi e tantomeno il sense of wonder. Lungi da me parlare male di Joe Sacco o della Satrapi, anche se leggendoli mi son fatto due palle così: ma quando mi viene voglia di fumetto indie, l’occhio mi casca su altre cose.
Il che mi porta a dedicare un po’ di spazio ai fumetti di cui al titolo di questo post.
Comincio dai Freak Brothers di Gilbert Shelton. È dai tempi della Play che rompo urbi et orbi perché qualcuno si prenda la briga di pubblicare decentemente capolavori come “Mexican Odissey” o “Grass Roots”. E invece, a parte qualche tavola sparsa su XL o altre riviste un sacco alterna, zero spaccato. “Sono troppo fumati”. “Sono troppo vecchi”. “Sono troppo scritti”. E ciccia per l’incredibile mano di Shelton, capace di disegnarsi mattone per bullone i castelli scozzesi e le vecchie Oldsmobile. Ciccia per le infinite citazioni barksiane delle sue storie, indubbiamente tossiche, ma ricche di invenzioni irresistibili. Ciccia per la bellezza di un fumetto che applica alle strip gli stessi principi che Frank Zappa applicava alla musica.
La volta che ci siamo andati più vicino è stato qualche mese fa con Saldapress, che è arrivata a tanto così da “The Idiots Abroad”, arrendendosi solo di fronte all’improba fatica di dover letterare tutto a mano causa irriproducibilità tecnica del lettering originale. Ma nonostante tutto, io non demordo.
In attesa che qualcuno decida di metterci una pezza, chi non conoscesse i Freak Brothers può farsi una cultura qui, qui o qui. Chi si fida della Rip-Off Press può anche comprare i fumetti di cui sopra o lo splendido Omnibus con tutte le strip dei Freak per corrispondenza. Ne vale la pena, garantisco.

martedì 4 novembre 2008

Obamatopia!


See you in 2015, guys!

Buone notizie


A quante pare, il nuovo presidente Usa ha tutte le carte in regola per cancellare dalle nostre retine li l'orribile immagine di George W. Che sia una svolta? Chissà: noi intanto ci teniamo Silvio III, perché va bene il titolo di questo post, ma tutto dalla vita non si può avere.

Da qualche notte non faccio altro che sognare che il Rrobe mi inviti a cena a casa sua. Visti i 600 km che ci separano, non capita. Ma se dovesse capitare, porto da bere. Tutto, purché non salti fuori l'accappatoio rosso fuoco che sfoggiava nel mio sogno della scorsa notte - un capo francamente imbarazzante.

Dice che domani il tempo dovrebbe cominciare a migliorare. Speriamo.

Fabio Graziano, il mio pusher ufficiale di fumetti, serpenti di gomma e altre sciocchezzuole giovanili, mi informa che finalmente sono usciti i primi 2 numeri di "La rosa di Versailles", il manga di Lady Oscar in edizione definitiva. A sentire i soliti ben informati, dovrebbe valerne la pena. Io compro.

Dopo un paio di mesi di mumble mumble, ho finalmente trovato l'idea giusta per la rubrichina con la quale dovrei esordire su Glamazonia. Ne riparliamo presto. Nel frattempo, a sorpresa, pare che De:Code sia vivo e lotti insieme a noi, con un ricco reportage su Lucca prossimamente in arrivo. Era ora, come direbbero i supporter di Barack Obama.

lunedì 3 novembre 2008

Privilegi


Abbonamento Internet: € 20/mese con MasterCard.

Canone Tv: € 106/anno con MasterCard.

Quotidiano: € 1 con MasterCard.

Non sentire più parlare di questa intollerabile testa di cazzo e della sua posse di banditi: non ha prezzo.

(Peccato doverselo tenere altri 75 giorni: sembra incredibile, ma può ancora far danni).

Portofinezze


Fra Zoagli, Lavagna e dintorni si ride a fumetti. L’idea è dell’inossidabile Ferruccio Giromini, espertone di comics, arti visive & affini, che ha sparso fra ridenti localià liguri 6 mostre grafiche dedicate a grandi nomi del comicdom internazionale e un ilare spettacolo teatrale. Si comincia il 6 novembre. Questa è la locandina: per saperne di più, basta cliccare qui. Buon pro (nella speranza che il meteo migliori).

sabato 1 novembre 2008

Super Super Supergulp

All’epoca della prima messa in onda, nel 1972, si chiamava “Gulp!”. Poi, nel 1974, diventò “Supergulp”.
Era il programma dei fumetti in Tv. Un’invenzione tutta italiana, tanto folle da far convivere Stan Lee, Jack Kirby e Pino Zac, i Fantastici Quattro e Corto Maltese, le classiche animazioni a ventiquattro fotogrammi al secondo e i balloons delle strip. Guido De Maria, che aveva dato vita al progetto insieme con il dirigente Rai Giancarlo Governi, ne era talmente fiero che nel 1981, in piena invasione manga, decise di chiudere baracca e burattini, perché “Non potevamo subire l’onta di essere cacciati da Ufo Robot”.
Da allora sono passati ventisette anni. E all’inizio del 2009, “Supergulp” tornerà sul piccolo schermo in una collezione di Dvd allegati alla “Gazzetta” con dentro il meglio della mitica trasmissione Tv e un succinto ma succoso apparato redazionale curato da un sacco di maniaci del fumetto tipo Fabio Licari Luca Boschi Claudio Varetto e muà mèm. Se tutto va bene, si parte da gennaio. Incrociare le dita e preparare i dindi, please.