lunedì 4 ottobre 2010

La proposta che Conquista


Ultimo giro di drink per La Conquista, la miniserie in tre fascicoli sul risorgimento in edicola ogni martedì con il manifesto.
Oggi esce l'ultimo fascicolo. Tanta storia, tante storie, e tre tavole autoconclusive firmate dal Rrobe, Sergio Ponchione e Michele Petrucci. Cinque euro ben spesi, per molti motivi.

20 commenti:

saldaPress ha detto...

5 euro senza nemmeno spiegare che non sto ovviamente pagando il giusto prezzo ma sto versando un obolo (l'ennesimo) al Manifesto?!??!!

A breve sul mio blog un post su un quotidiano che mi sembra che è da un po' che abbia perso la direzione.

Andrea V. ha detto...

Posta, posta, che leggo, leggo.

Le critiche sono sempre ben accette.

Poi, però, uno di questi giorni mi spieghi perché consideri 5 euro un prezzo esorbitante per un'opera pensata, curata ed editata con grande attenzione verso il lettore.

Ah: le spiegazioni, ottime e abbondanti, erano sul giornale di oggi. Così, giusto per raddrizzare i libri di storia.

saldaPress ha detto...

Perché sono obbligato. Non mi viene concesso di spendere 1 euro e mezzo per il giornale scegliendo se mettercene altre 3 e mezzo per l'allegato.
È 5 euro prendere o lasciare.

Perché nemmeno nel pezzo che citi tu e che ho letto si collega questo specifico allegato a 5 euro coatti ad una campagna di finanziamento del manifesto (che cmq ci preannunciano già che sarà obbligatorio fare).

Perché mi fa molto incazzare chi non ha soldi per fare, chi si lamenta per questo e poi, quando sfogli il suo giornale, ti rendi conto che non ha mai nemmeno considerato seriamente una vendita di spazi pubblicitari ad altre realtà imprenditoriali che potrebbero anche essere in linea con il giornale e che, se invitati (chiaro, tramite l'ausilio di un ufficio che dentro ha la parola proibita: marketing), porterebbero comunque qualcosa in più dello zero che viene portato ora.

Tradotto: quotidiano comunista 'sto cazzo.
Vorrei vedere quanti dei compagni a mille euro al mese sono felici di essere obbligati di spendere 5 euro per il loro quotidiano.

Tu prima mi dai la libertà di comprare il tuo allegato e poi, solo dopo, parliamo di tutto il resto.

Andrea V. ha detto...

Andrea, oggi gli unici quotidiani che ancora si permettono inserti ad acquisto opzionale sono quelli dei grandi gruppi editoriali.

Quelli che godono delle agevolazioni che il nostro premier ha disinvoltamente mantenuto per Mondadori e le altre major che sono care ai grandi inserzionisti, togliendole alle cooperative editoriali. Tutte, e indistintamente.

Quelli che peraltro mantengono nella loro programmazione settimanale una media di due supplementi non opzionali, foraggiati da una maggiorazione nel prezzo di copertina che incide in media per un euro a settimana, ma anche da ulteriori prebende pubblicitarie.

E in media, questi supplementi in acquisto opzionale superano abbondantemente i cinque euro "una tantum" di iniziative come "La Conquista".

Pensi che il manifesto non voglia vendere pubblicità per principio? Sei in errore: la verità è che chi potrebbe approfittarne non approfitta. Per motivi ideologici. O di convenienza. O di tiratura.

Certo, poi ci sono errori marchiani di gestione, e non intendo minimizzarli. Ma credo che un supplemento non vada giudicato sulla scorta di un pregiudizio negativo a prescindere, ma sulla base di quello che riesce a offrire al pubblico. E in termini di qualità del prodotto, i cinque euro siano ben spesi. In questo, come in altri casi.

Scusami, ma il tuo commento mi sembra superficiale, becero e qualunquista: una terza via fra il cronico tafazzismo della sinistra e la povertà argomentativa di Berlusca (o Grillo).

Vogliamo entrare nel merito? Facciamolo.

Ma prima, tocca informarsi. Non basta andare a naso.

saldaPress ha detto...

Ma che tafazzismo!
C'è un folto gruppo di lettori del Manifesto che 5 euro non glieli può e vuole dare (io non appartengo al primo gruppo, al massimo al secondo).
E questo appartiene al problema della sfera "quotidiano comunista".

Me ne sbatto se suono SB&Q: io 5 euro al Manifesto come a chiunque altro mi interessi glieli do (e glieli ho dati) ma sia ben chiaro per che cosa glieli sto dando: per contribuire al salvataggio di quel giornale.

Sono ben conscio che esiste il problema che dici tu e che c'era scritto anche sul Manifesto ieri ma non può essere sempre così.
Tu dici che il problema è che quegli spazi pubblicitari non vengono acquistati: bene, ora incassano "Zero" (=c'è solo pubblicità di roba del manifesto) quindi a qualunque prezzo venissero venduti aiuterebbe a risolvere qualcuno dei problemi che elenca l'editoriale di ieri.
Permettimi di esagerare (anche con il qualunquismo) ma il giorno che in uno di quegli spazi ci vedrò "trattoria da luigi - cucina a prezzi proletari" crederò che il marketing de Il Manifesto le ha provate tutte ma non c'è stato niente da fare.
Fino ad allora oscillerò tra "è inutile che vuoi vendere a 10 se non ti acquista nessuno: prova a 5" e "chiaro che se a te il marketing fa schifo per principio ed è meglio morire duri e pur, allora non andiamo mica tanto lontani...".

Tornando al prodotto in sè, mai detto che 5 euro erano troppi per quel fascicolo ma -e lo ribadisco - è l'acquisto coatto al Manifesto che mi fa girare le scatole. A 2 euro (guarda, pure 3) mi puoi obbligare. A 5 euro voglio poter scegliere qualunque sia la tua storia.

Andrea V. ha detto...

Puoi darglieli per la causa, se vuoi, o perché ti porti a casa un prodotto fatto bene.

Oppure puoi non darglieli.

Però prima di scatenare tutti i tuoi cavalli sulla strada del "comunisti 'sti cazzi" e sui "trattoria da gigi" dovresti informarti meglio, credimi: solo oggi, sul giornale, di moduli del genere ce n'erano tre. Gli unici, per inciso.

Altrimenti il rischio che corri è di cadere nel pressappochismo.

saldaPress ha detto...

Vabbè Andrea, così non si va da nessuna parte ma facciamo che va bene lo stesso.
Ho acquistato "La conquista". Mi sembra un bel progetto, interessante e fatto bene. I miei complimenti a tutti coloro che ci hanno lavorato.

Andrea V. ha detto...

Non mi sembra che tu volessi andare da qualche parte, se non a dimostrare la tua tesi.

Qui non si è mai cercato l'applauso, e tu dovresti saperlo, conoscendomi.

Però contestare un'iniziativa per principio ribattendo a delle argomentazioni col sarcasmo non mi sembra granché costruttivo.

Questo, senza nulla togliere a problemi di gestione che sono incontestabili.

Dopodiché: pietra sopra.
Per fortuna, non si vive solo di giornali e giornaletti.

saldaPress ha detto...

Ma scusa, cosa c'è di strano a separare il progetto de La Conquista (che ritengo ben fatto) dalla gestione dell'allegato che ne ha fatto il Manifesto (che, secondo me, denota un difetto di fondo?
Lo dici anche tu che i problemi di gestione sono incontestabili. Io ci ho solo messo il carico da 11 (su quelli, non su La C.) arrabbiandomi perché sono la perfetta rappresentazione dello smarrimento politico della sinistra che quel giornale vorrebbe rappresentare.
Io non sono d'accordo che dire questo sia tafazzismo, qualunquismo e tutto quello che mi hai detto tu.

Andrea V. ha detto...

Andre, mettiamola così.
Se qualcuno scrivesse sul tuo blog che Saldapress ha una politica editoriale truffaldina e classista perché offre al pubblico un albo in bianco e nero di 144 pagine a 12 euro, quando Bonelli ti offre 132 pagine a 3 e cinquanta, probabilmente ti incazzeresti un po' anche tu.

Perché ti verrebbe il dubbio che questo qualcuno sfrutti surrettiziamente un dato fattuale per farti passare per disonesto. Il tutto, basando il discorso non sulle economie o diseconomie di scala del caso, ma sui propri pregiudizi.

Il mio punto è che cinque euro sono un prezzo equo, perché chi li caccia si porta a casa un buon prodotto e sostiene l'informazione indipendente.

Il tuo punto è che si tratti di un'espediente per fottere i lettori.

È qui che non ci capiamo.

Poi, dei problemi si può parlare.

saldaPress ha detto...

Però con questi presupposti finisce che non si può parlare di niente che riguardi le cose di cui ci occupiamo. E ciò non è bene.

Tu in quello che scrivo ci vedi un attacco al progetto (e quindi anche al tuo lavoro) ma io questo non l'ho mai fatto.

Concordi con me che parte dei lettori di quel quotidiano che è quello e non un altro quel quotidiano, oltre a volerlo ancora acquistare in futuro, fa fatica ad acquistarlo a 5 euro?
Mi spieghi che cosa c'è di male a dare una scelta alle persone?
Io credo che il Manifesto con una cosa del genere ci debba fare i conti. E invece, in questo caso specifico, io ho visto una certa leggerezza (che non vuol dire disonesta).

(l'esempio saldaPress/Bonelli spero concorderai che regge pochino. E comunque c'è chi periodicamente ci rivolge questa critica)

Andrea V. ha detto...

Altroché se si può parlare. Si deve. E sono il primo a discutere certe politiche editoriali.

Però, restando sul marketing, il pubblico del manifesto è abituato da anni a dare qualcosa in più per tenere in vita il giornale. Non a caso il giornale ha sfondato la barriera dell'euro già da diversi anni, in anticipo su tutti gli altri quotidiani.

Che ci sia un'emorraggia di lettori è incontestabile, molti hanno chiuso per stanchezza, molti sono passati al "Fatto" di Padellaro, pochi ma agguerriti lettori continuano a sostenere il giornale e le sue iniziative malgrado tutto, perché comunque riconoscono la qualità della proposta.

Ed è proprio su questo, a mio parere, che bisognerebbe discutere: su come far passare il fatto che il manifesto e i suoi collaterali esprimono qualità che altre testate si sognano.

Cosa che al manifesto non sempre si riesce a fare.

L'esempio Saldapress/Bonelli serviva semplicemente a dimostrare cosa si ottiene banalizzando un dato. E il fatto che qualcuno vi rivolga questa critica ne dimostra la validità, secondo me.

Comunque, come dicevo, pietra sopra.

saldaPress ha detto...

"E il fatto che qualcuno vi rivolga questa critica ne dimostra la validità, secondo me."

Devo dare anche valore alla signora che mi ha telefonato dicendomi che il prete aveva fatto un'omelia sui "Giorni perduti" (che lei, informandosi, aveva saputo che io pubblicavo) e che era uno scandalo che la libreria delle Paoline da cui andava lei non lo avesse?

Andrea V. ha detto...

Continua pure a girare la frittata.
Da solo.

saldaPress ha detto...

Sono serissimo e non sto girando nessuna frittata.

TWD a 12.50 non si deve confrontare con un albo Bonelli solo perché sopra ha i fumetti ma con i prodotti editoriali che vanno in libreria.

Ora, il libro in questione:

- avendo una buona carta (migliore di quella un albo Bonelli)
- avendo un formato abbastanza grande (più alto di un albo Bonelli)
- avendo una copertina plastificata e con delle bandelle (entrambe cose non presenti in un albo Bonelli)
- essendo rilegato in 12esimi con cucitura a filo refe (cosa che non ha un albo Bonelli)

con i 12,50 euro per 144 pagine è perfettamente in linea con gli standard della libreria (e, come qualità di confezione complessiva è comunque superiore ad un albo Bonelli).

Ne vendiamo 2000 copie invece che le tot mila di un albo Bonelli ma, con quelle caratteristiche, anche se ne vendessimo tot mila costerebbe cmq 12,50 euro perché quello è il prezzo giusto per quel tipo di prodotto che viene venduto in libreria.

O no?

Andrea V. ha detto...

Sì.
Ma questo, che scrive certe cose non lo sa.
O peggio finge di non saperlo.
Quindi, banalizzando sul mero "costo pagina", potrebbe sostenere che lo inchiappetti.

Un po' come se dicesse che uno speciale legato a una ricorrenza serve solo a sfilare quattrini in soprammisura ai lettori.

saldaPress ha detto...

Lui non lo sa, ma io glielo dico.
Poi, capiamoci, ci sarà sempre chi paventerà l'inchiappettamento (che, tradotto nell'altra domanda standard diventa, "eh, ma allora per farlo costare meno dovreste togliere tutta questa roba").

saldaPress ha detto...

(oggi a pagina 10 del Manifesto varie analisi di lettori -e una del direttore- a quello che sta succedendo, alcune condivisibili, altre meno ma comunque segno che questa esigenza di riflessione su ciò che sta accadendo e di cui stiamo parlando esiste. E stesa cosa sul sito. Come è giusto fare per tutte le cose che si vuole provare a capire, per una settimana diventerò lettore pagante del Manifesto e poi, se sarà interessante farlo, ritornerò con maggior cognizione di causa sull'argomento).

Andrea V. ha detto...

Colpirne uno per educarne cento! ;-)

saldaPress ha detto...

: )