martedì 28 giugno 2016

Perdersoli


Il destino a volte picchia duro. Ciao Bud, e grazie di tutti i pugni.


lunedì 6 giugno 2016

Videoburrito Aiazzone





L'electrobanda Anni Settanta nella munifica interpretazione dei Bronco

sabato 4 giugno 2016

Al tappeto



Alla fine, ha vinto il Parkinson. Ma la gloria resta tutta sua. Ciao Alì, e grazie di tutti i pugni.

venerdì 20 maggio 2016

Radicale libero



Ciao Marco, vai a insegnare agli angeli come si fa uno sciopero della fame

venerdì 22 aprile 2016

Purple Rain



Vai Principe di Minneapolis, insegna agli angeli che il viola porta sfiga

Capita in America: Civil War


Insomma, alla fine se ne esce un po' così
Recensire Captain America - Civil War con lo stesso criterio con cui si recensisce la qualunque sarebbe un esercizio sterile, e in fondo inutile. Perché in realtà, il terzo Capitan America è un oggetto cinematografico che diluisce gli ottimi enzimi complottardi del precedente The Winter Soldier nella rissa permanente di Avengers - Age of Ultron, irrobustendo il cocktail con un paio di pupazzetti nuovi. Con una dozzina di main characters sulla scena, più i personaggi di contorno, spazio per una trama vera e propria non ne resta: e infatti, il film corre dietro per oltre due ore e mezza allo schizoide Bucky Barnes, ambiguo super-soldato in odore di Hydra e Kgb ontologicamente inseguito da buoni, cattivi e cattivelli di ogni ordine e grado. Chi aveva apprezzato le ambizioni "alte" dell'episodio precedente o dei fumetti di Brubaker & C. può mettersi il cuore in pace: qui si torna al format del telefilm gonfiato con gli estrogeni delle solite produzioni Marvel Studios. Il che, va detto, non è necessariamente un male, vista la conclamata vocazione seriale dei cinefumetti e la capacità dei Russo Bros. di far convivere sulla scena dodici maschioni dodici (donne comprese) dando a ognuno il giusto spazio. Ma senza il background alla Lumet del film precedente e senza un vero villain a motivare la bagarre, che l'odiato Zemo è poco più che un McGuffin, l'effetto complessivo è un po' lo stesso che si prova osservando un ragazzino giocare con le action figures che hanno prontamente invaso i centri commerciali: si parte sereni e poi, man mano che la storia perde l'abbrivio garantito dalle vaghe premesse, inevitabilmente si rischia l'indigestione di cazzotti e tongue-in-cheek. Diabolica, sempre, la capacità tutta Disney di spremere ogni oncia di succo dalle property di Casa; fra un botto e l'altro, ci si concede il lusso di pubblicizzare Star Wars sfruttando la parlantina di Spider-Man, unica autentica sorpresa del mappazzone. Di fronte a questo, c'è da levarsi il cappello. Al resto penserà il core target: tredicenni che di fronte all'allegro Marvel Massacre sembrano essersi divertiti più che di fronte alla grandeur perturbante della distinta concorrenza. Il seguito, alla prossima puntata.

lunedì 18 aprile 2016

Videoburrito Cinderello





Come frequenta i bassifondi Pepe Aguilar non li frequenta nessuno.