giovedì 15 dicembre 2011

Ritorno a Belleville

Molto prima che Daniel Pennac si installasse armi e bagagli a Belleville con le sue risciaquature nel lavello di Queneau Perec e soci, la realtà degli immigrati francesi era già stata passata al tritacarne da Romain Gary. La vita davanti a sé è il ricordo acido, convulso e febbricitante di quella visita: un sorridente e disperato tour anni 70 ai piani bassi di un'umanità fatta di vecchi arabi ciechi, puttane, pugili, ex galeotti, sciamani, travestiti. La storia d'amore materno fra il piccolo Momò e l'anziana prostituta Madame Rosa usa il linguaggio bambino come un manganello: sono bastonate, ma salutari. Fra incubi che "sono sogni quando invecchiano", disperati che "si guadagnano la vita col culo" e sale doppiaggio dove si riesce "a far andare il mondo all'indietro", il romanzo rotola verso l'atroce, inevitabile, bellissimo finale. E una morale solo apparentemente consolatoria: "Non si può vivere senza nessuno da amare, ma non vi prometto niente". Da Neri Pozza a 11,50 euro.

3 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Era proprio la persona che avrebbe voluto essere - ed in parte è stata - Ian Fleming.
Nascondi l'albero in una foresta. Gary era ufficialmente un diplomatico, cosa che gli permetteva di zerozerosettare. Si lascia sedurre dal pensiero marxista poco prima di arrivare nella cosa, la California come diceva Jacovitti. O forse subito dopo, propruio perchè era lì, quien sabe ?
Frequenta artisti, modelle e pubblicitari. Conosce Jim Steranko ad una festa di Martin Balsam e lo convince a piantarla con i commercials e provare con i comics. Gli riempe la capoccia di prestigiatore playboy di necrovisioni della fine del capitalismo incipiente che il ns sublima in alcune pagine del suo Captain America. Le legge Bob Rafelson, le fraintende ( o le capisce anche troppo ) e dirige il Re dei Giardini di Marvin. Romain non riesce ad uscire dal suo pessimismo cosmico. Un terapista - che curiosamente assomiglia al doctor Faustus che spesso tenta di lavare il cervello di Steve Rogers e della sua band - gli consiglia un downgrade verso una teoria complottista vagamente cajellica.
Come curare la dipendenza da eroina con l'assunzione di LSD.
Quando muore la sua ex moglie Jean Seberg, il ns decide che si tratta di un omicidio perpetrato dalla CIA per punire la vicinanza della diva alle Pantere Nere.
RG scrive un romanzo in cui racconta la sua teoria, ma non sa dei microfoni che Mosca ha messo nel suo studio. Uno scambio di favori ed il nastro è nelle mani di quella gente che stipendiava Bill Devane nel Maratoneta ( What do you do ? chiede Dustin - We provide risponde Devane ). L'effrazione è condotta da Don Mc Gregor - frelance alla Marvel che arrotonda lavorando per l'Agenzia - che legge il dattiloscritto prima di bruciarlo. Riciccia il tutto in un ciclo di Black Panther che la Casa delle Idee ha la bella idea di interrompere xchè foriero di polemiche. Il King ha appena lasciato la DC e ci mette, inavvertitamente, una pezza portando T'Challa a spasso con alcuni ineffabili collezionisti freak a caccia di rane millenarie. Gray si sente il fiato sul collo e finge la sua scomparsa x poi sostituirsi all' attore Alberto Lionello che lascia baracca e burattini x ritirarsi in una lamasseria a tradurre la bio di Pietro Germi in esperanto per i posteri. La storia recente lo vede, dopo un calvario di plastiche e di trattamenti medici degni del dr Erskine, nei panni dello showman Fiorello. La febbre è ancora alta. L'obiettivo è lo stesso di sempre: svegliare le masse. Rimaneggiano i suoi testi e, proprio per quello, il suo share è altissimo. Scrive uno email ai suoi vecchi amici Joe Simon ed Ed Barreto perchè lo aiutino a partorire un graphic novel in cui il mondo è retto da un elite di demoni felini. Non gli rispondono. Ci resta malissimo. So goes life.

Lanterna ha detto...

È stato uno dei primi libri che ho letto, tra i suggerimenti di "Come un romanzo" di Pennac. L'edizione della biblioteca era ancora attribuita allo pseudonimo Ajar. Mi è piaciuto tantissimo, è un libro che spero leggano anche i miei figli, quando verrà il tempo.

Andrea V. ha detto...

Verso i venti, venticinque anni.