domenica 15 maggio 2011

Conoscere il nemico


Dalle parti dei primi anni 90 Grant Morrison mi garbava assai.
Impossibile non amarlo, all'epoca: dopo due chicche come Animal Man e Gothic, e alla luce di un piccolo capolavoro di estetica punk come Arkham Asylum, il giovine Morrison sembrava foriero di insondabili delizie. Brrr.
Questo, ovviamente, succedeva prima che lo sceneggiatore scozzese si lasciasse prendere la mano dal suo status di autore molto molto molto ma davvero alternativo. O che lanciasse nell'empireo delle star una nullità assoluta come Mark Millar. O che Dan DiDio gli dicesse qui ci sono le chiavi di casa, io e mamma DC andiamo a farci un weekend per cazzi nostri, mi raccomando non fare troppo danno. Ecco, da lì in poi il nostro ha fatto di tutto per radere al suolo tutti i castelli in aria che avevo edificato nella zona residenziale del mio cervello. Un centro pieno, All Star Superman, peraltro funestato da continui stop and go. E una montagna di puttanate del calibro di Crisi Finale, culminate con quella clamorosa, bombastica, incomprensibile merdata di Il ritorno di Bruce Wayne.
Ma siccome il nemico bisogna conoscerlo bene, Grant Morrison All Star bisogna proprio comprarlo. Perché è scritto da tre critici che di fumetti ne capiscono un tot. Perché è il primo saggio al mondo che riesce ad andare alla radice del mito di Morrison. E perché a ogni pagina, ogni intervista, ogni tavola, ogni schizzo preparatorio, offre decine di buone ragioni per gettare una nuova luce sull'autore di Flex Mentallo, The Invisibles, Seven Soldiers eccetera. E casomai fosse necessario per amarlo - o anche odiarlo - un po' di più.
A 20 euro da Double Shot.

7 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Voi matusa con la vs cingomma e le pagine a quattro colori !
Chi vi credete che noi siam / per i capelli che portiam?
Grant, Mark ed io siamo seduti sul bordo di un frattale, la luce livida di un sole mai sbocciato, un' alba di quelle che piacciono tanto ai Subsonica, e contempliamo la perfezione dell'equazione dell'anti-anti-Vita, cioè la prova matematica che dal caos si genera l'ordine di generare caos.
Morrison interroga uno schermo liquido senziente in cui sono mappate le coordinate del suo esserci nel tempo e nello spazio. Tocca un limitare entropico in cui la sua opzione futura è sul punto di rimpiangere di non essere la deriva umana di The Filth, si gira verso Mark e gli chiede quando la pianterà di infilare un cecchino infallibile in ogni cosa che scrive. Il suo sidekick sorride come il cantante dei Frankie Goes to Hollywood e allora Grant ed io realizziamo che il papà di Kick Ass è il cantante dei Frankie Goes to Hollywood! Tutto è collegato. Tutto ha senso. Un produttore l'aveva giurata a Sinatra che gli aveva rovinato una starlet. The Voice chiede aiuto ai goodfellas. Un tizio divide il letto con la testa di Furia. Sinatra non si ferma più , da qui all'eternità.
Praticamente Il ritorno di Bruce Wayne senza Bob Duvall.

CREPASCOLO ha detto...

Al crepuscolo, Dio lasciò le chiavi di casa al Nemico ed uscì, come in una storia di Ennis.
Considerato il tipo - un ribelle da canzone litfibica - ci si sarebbe aspettati che il creato sarebbe stato cambiato in piccolo capolavoro di estetica punk , ma il tempo passa per tutti e se Lino Banfi è Nonno Felice, anche la Stella del Mattino, quando il cielo è stellato, ripone il sorriso in un bicchiere.
E dimentica le cose. Perchè era tra quelli che dicevan no. Perchè ha passato il tempo a tentare re volte tanto come la Fiesta, in un mondo di corsa dove tutti preferiscono la Opel Corsa. Un flusso di pensieri da continui stop and go. Una crisi finale culminata nella risoluzione di uscire per la comune, la porta aperta come a dire che in casa non c'è motivo di rischiare il gabbio.
Immagina una cosa così, è facile se ci provi.

CREPASCOLO ha detto...

Il giovine Arkham non sopporta l'atmosfera della clinica pre Basaglia in cui sono marciti quei picchiatelli dei suoi avi ed esce per la comune sotto un cielo stellato.
A Gotham entra in contatto con the Invisibles Seven Soldiers - una setta esoterica con a moralità delle sette sorelle x l'oro nero che impegna i suoi iscritti in wargames che chiama Crisi allo scopo di stemperare l'adrelina in più, come il futbol all'oratorio -e li convince ad organizzare le Flex Conventions, sagre del materasso in cui ci si sparapolla a guardare il crepuscolo che s'addensa. Immagina una cosa così, è facile se ci provi.

Antonio ha detto...

Grazie della rece, Andrea!

Fatti sentire appena hai un attimo di tempo!

CREPASCOLO ha detto...

Double Shot è l'ultima tessera del Millarverse. La storia di un cecchino infallibile che non crede nei silenziatori e spara sempre attraverso un materasso senziente che si porta appresso quando lavora. Flex, il suo complice foderato, è stufo di esser attraversato da proiettili esplosivi per 20 euro a prestazione e, dopo il crepuscolo, con la scusa di contemplare il cielo stellato, lascia la storia dell'altro shot e raggiunge il limitare entropico in cui sonnecchia il primo saggio al mondo, un tale che un tempo si era ribellato al Capo e poi si era ritirato da qualche parte a contemplare. attraverso uno schermo liquido senziente, i sorrisi nei bicchieri di tanti nonni felici nell'universo.
Flex chiede allora come interrompere la fiesta dell'altro shot. Il primo eccetera rispose che occorreva radere al suolo tutti i castelli in aria edificati nella zona residenziale del cervello del socio e sostituirli con una idea meravigliosa. Qualcosa come Cesare Ragazzi che dirige un coro di teste di cavalli che cantano come Sinatra.
Immagina una cosa così, è facile se ci provi.

Andrea V. ha detto...

@ Crep: ecco, mi ci mancava giusto Ennis.

@ Ant: facciamo Sardegna, mi sa...

Antonio ha detto...

Ci conto, dai!