lunedì 29 marzo 2010

Kaiju Lega


Inutile continuare a ripeterci che è solo un disaster movie. Il disastro politico è tutto vero. Ed è il risultato di dieci anni di compromessi, politiche al ribasso, rapporti politici contronatura e cantonate strategiche come quella del partito liquido, evaporato sotto il respiro radioattivo delle tv di Silvio.
Ora non resta che aspettare che il mostro rada al suolo la città e rimboccarsi le maniche. Partendo da qualche ragionevole certezza.
Primo: dove la sinistra dice cose di sinistra, la sinistra vince. Nichi Vendola docet.
Secondo: gli accordi elettorali con l'Udc non portano da nessuna parte.
Terzo: otto elettori su cento sono scappati sulle colline, e tocca riacciuffarli. Magari, insieme con quelli che hanno regalato il proprio voto al movimento Cinque Stelle.
La parola d'ordine è: ripartire dal territorio. La speranza è che chi deve capire, capisca. Altrimenti è davvero la fine.

3 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Continuate così e noi discepoli del partito dell'amore vinceremo sempre, ogni volta in modo più schiacciante. Come disse il tale, è importante cosa dice di me il mio amico, ma è fondamentale cosa pensa di me il mio nemico. O avversario, termine più consono a chi predica l'assenza di odio.
Non sono quelli che ascoltano il canto del Grillo a portarvi nelle fauci del mostro. E nemmeno quelli che credono Casini - indovinato il suo soprannome tombeur de nonne - un brizzolato portatore sano di buon senso centrista.
Qualcuno si ostina a considerare Bersani qualcosa di più e di diverso dallo zio di un cantautore sosia di Mastroianni - quelli li avete già in saccoccia e sono come quel giapponese che si ostinava a combattere la sua guerra per l'imperatore, nella giungla, a pochi passi dal set di Lost in Translation. Vi siete persi e non avete una mappa perchè non siete in grado di capire che quello che il ns leader teme è un richiamo ale regole. Sono quelli come me che lo voteranno sempre, imbevuti da trent'anni di bombardamento via tv, a consentirgli ( quanto gli piace questo verbo ) di sentirsi il Verbo indiscutibile. La deriva plebiscitaria si costruisce annullando i fondamentali della democrazia ( divisione dei poteri, rispetto per le autorità di garanzia, legge uguale per tutti ).
La mia generazione temeva la pubblicità del Mulino Bianco, quella precedente ha finto di interrogarsi sulla pasoliniana differenza tra progresso e sviluppo. Tutto questo è stato superato da ettari di casa Vianello, il gioco dei nove, Supercar ed Amici di Maria.
Viviamo nell'ovatta che allontana anche solo la possibilità di essere sfiorati da dubbi - per noi il conflitto di interessi riposa insieme alle domande che si pone Salinger su dove svernino i pennuti quando i laghetti ghiacciano.
Non prendetevela. Better be luck next time. Maybe.

Michele Petrucci ha detto...

Passi Formigoni (passi un cazzo mi vine da dire) ma… il trota no! Cazzo, il trota NO!

Andrea V. ha detto...

Formigoni? Passi un cazzo.
Ma passi un cazzo anche Penati, perdente in partenza, e mutatis mutandis altrettanto furbino.
In quanto al trota: schifo, schifissimo. Ma, ripeto: se è arrivato fin lì, è anche colpa di chi ce l'ha lasciato arrivare, Michele.
Ricordiamoci che Vendola in Puglia ha stravinto nonostante il PD. E meditiamo sulle macerie, che la strada fino alla prossima fermata è ancora lunga e perigliosa.