lunedì 15 marzo 2010

Appuntamento al buio


Stavo quasi per buttar giù un post sul prossimo imperdibile e carissimo Topolino in uscita dal 22 marzo con Gazzetta.
Poi ho pensato che il sorcio di Gottfredson non abbisogna di presentazioni.
E Valter Buio invece sì.
Nonostante una denominazione da brividi, la più orribile che abbia mai letto in vita mia, e sì che di fumetti ne leggiucchio, la nuova miniserie Star ha almeno un paio di frecce al proprio arco. I testi di Alessandro Bilotta, quello di La Dottrina, e i disegni di Sergio Gerasio, che da Trigger in poi sembra assai cresciuto in termini di stile, personalità e sicurezza di tocco.
Una squadretta mica male, per un fumetto che conferma la vocazione popolare della Star, insieme con la voglia matta di infondere nuova linfa e dignità allo scenario delle imitazioni Bonelli.
In edicola dal 17 marzo a due euro e settanta.
Proviamo e vediamo come va.

10 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Una rosa con lo stesso nome potrebbe comunque avere i pidocchi.
Frequentiamo la stessa bocciofila della Wertmuller - Lina ci ha detto più di una volta che i suoi bestsellers degli anni settanta non avrebbero avuto lo stesso successo se il titolo fosse stato rapido come una intramuscolare e diretto come un song di Fred Buscaglione.
Capone - che gioca sempre per vincere e non è mai ma proprio mai d'accordo con Lina - ci ha sorpreso perchè ha affermato che se la sua miniserie si fosse chiamata Innesco sarebbe arrivata al numero sei.
Noi - che abbiamo provato invano di far pubblicare dalla Star Comics un fumetto intitolato Dark Wa(l)ter sulle imprese di un vampiro anfibio che vive nelle fogne - abbiamo ribabito, con il cuore gonfio di bile, che la mini-serie ''sebbene '' di Bilotta e Gerasi, avrà successo perchè ha un titolo bellissimo.
L'uva non è ancora matura: non siamo noi che non riusciamo a piluccarla...

Fabrizio ha detto...

Ho visto la preview e i disegni sono davvero ottimi. Quell'inchiostrazione precisina ma non fredda, che cerco di trovare da anni al fondo del mio pennello

Andrea V. ha detto...

@ Crepascolo: io quando sento Valter Buio mi viene in mente Walter Nudo. E poi Valter con la V, zio carlo, è un nome da salumiere del ticinese, non certo da psicologo fantasmatico.

@ Fab: Gerasi è molto, molto cresciuto. Se trova un segno omogeneo, può fare molto, molto benissimo.

CREPASCOLO ha detto...

ho apprezzato x anni il lavoro del signor Voglino - mi sono anche alzato ad applaudire quando ha difeso Mark Badger su Bats, lasciando di sasso tutti gli altri internati che trovavano discreto anche l'ultimo Aparo - ma credo sottovaluti la sua vera natura di narratore - vedo già la storia: Valter Nudo è un salumiere ticinese al quale appare nottetempo il fantasma dello zio Carlo, che lo iniziò al lavoro per poi perire di indigestione da cicciolata.
Carlo - nella miglior tradizione delle varie Medium e Ghost Whisperer - rifischia a Valter indizi criptici sui delitti a la J.D. Carr mentre gli inquireti ''brancolano nel buio''.
Carlo chiama i suoi inputs '' le mie fettine fine fine fine '' citando il fantasma amico di Gianfranco Funari.
Testi di Andrea Voglino, disegni di Norm Breyfogle, copertine di Mark Badger.

Andrea V. ha detto...

@ Crep: Fanno due etti e mezzo. Lascio?

CREPASCOLO ha detto...

Solo se ne pago due.
Paolo Ferrari, inossidabile Archie Goodwin, ha chiamato il suo home ''Villa Fustino '' perchè alla pubblicità di un noto detersivo deve la sua tranquillità economica. Ha detto + di una volta che quando chiedeva alle sue vittime se avrebbero lasciato il fustino di Dixan per due fustini di ''un detersivo qualunque '' , ogni tanto, qualche massaia rispondeva di sì. Gag poi utilizzata dal ''ragazzo di campagna '' Renato Pozzetto.
Io sono stato per anni un campione nel gioco Six Degress of separation with comics ( solo i nerds giocano alla variante con Kevin Bacon ) e posso provarlo:
1) due al posto di uno 2) Fustino 3) ''fusto'' 4) Paolo Ferrari 5) Dixan 6) Chuck Dixon
La variante '' Archie Goodwin ( sia lo Watson di Nero Wolfe sia il Marvel- man che ha creato la Epic ) non è sempre accettata quando gioco con i miei compagni di merende perchè Archie era principalmente un editor. cattivi.

saldaPress ha detto...

Sono sincero: Crepascolo (oltre al Farennz, ma quella è un'altra storia) è l'unico per cui metterei mano al portafogli se mi dicessero che si deve pagare per leggerlo su internet.
Fortuna che su AVSL è aggràtis.

saldaPress ha detto...

(…però aspettavamo il tuo commento/recensione nel post sul film della Bigelow).

Andrea V. ha detto...

Giusto. È il caso di rimediare quanto prima.

CREPASCOLO ha detto...

Lusingatissimo - mi piacerebbe fare come Zavattini che scrisse reportage da Hollywood, raccontando di elefanti che attraversavano le strade di città di cartapesta, senza aver mai messo piede a Los Angeles, almeno in quegli anni, ma la verità è che non ho ancora visto il film. Ogni tanto mi imbatto nella pellicola che è in rotation sui canali trecento di Sky, ma ho sempre il mio cucciolo in braccio ( un anno e uno scampolo ) ed è lui a decidere se posso continuare a guardarlo. Se un film gli piace, si addormenta e dorme saporitamente fino alla fine: ha gradito immensamente La parola ai giurati di Lumet ( credo che la voce del doppiatore di Fonda lo rilassi ) e Testimone d'accusa di Wilder - forse diventerà un avvocato un giorno - ma è rimasto sveglio come un grillo davanti a Mr Brooks ( con William Hurt ) ed al premiato The Hurt Locker.
Ho il sospetto che la parola Hurt lo renda nervoso. E' ancora alla lallazione, ma capisce e teme termini inglesi. Non c'è male, se consideriamo che suo padre ci ha messo trent'anni per capire che Colgate e Carugate non sono uova dello stesso cesto. Una serena serata.