giovedì 27 gennaio 2011

Zombie alla diavola


Funzionerebbe a meraviglia su rivista, Gli zombi che divorarono il mondo della strana coppia Jerry Frissen e Guy Davis: stampato bel grosso e frullato insieme ad altri odori/sapori, il mix humour surreale/melanconia/horror/fantascienza molto fransébelgic di queste short stories farebbe faville, come le pizzette su un banco aperitivi. Ma se invece di spizzicare ci si abbuffa, come succede con i due volumi appena sfornati da Saldapress, il rischio è quello di satollarsi troppo e troppo in fretta. Capita, con i divertissement. Anche nel fumetto, ci sono casi in cui tocca distinguere fra indispensabile e superfluo. E questo prodottino degli Umanoidi Associati rientra appunto nel superfluo: una lettura leggera, piacevole, friccicosa, ma troppo speziata per convincere fino in fondo, perché le spezie soffocano tutto il resto.
Da prendere a piccole dosi: un assaggino prima di dormire basta e avanza.

5 commenti:

saldaPress ha detto...

Accidenti, piaciuto proprio. ;-)

A meno che definendolo "superfluo" non ti volessi riferire alla famosa citazione di Oscar Wilde.

Cmq il secondo volume con la storia lunga secondo me funziona meglio (ho adorato l'approccio anticlericale del Belga), anche se con gli episodi precedenti di 8/12 pagine gli autori riescono a delineare un mondo zombie con delle proprie regoli coerenti declinate in commedia (ma non troppo: vedi l'episodio dei razzisti che pestano a morte la tizia) che poi utilizzano bene per imbastire delle vicende che raccontano storie diverse da quelle a cui siamo abituati con gli zombie.

Andrea V. ha detto...

Quando dico "superfluo", dico "superfluo" rispetto all'indispensabile (fumettisticamente parlando).
Questo senza togliere niente al lavoro degli autori, che vista la media resta comunque interessante.

saldaPress ha detto...

Beh, certo non è Watchmen (e nemmeno The Walking Dead, chiaro) però a me è piaciuto assai (e infatti l'ho pubblicato) e credo che il mix tra zombie, commedia e grottesco non fosse per niente facile (direi impossibile senza il tratto di uno come Guy Davis).

Andrea V. ha detto...

Innegabile. Ora però vediamo cosa combinano Grant e Biz.

CREPASCOLO ha detto...

Non andremo da nessuna parte se continiamo a far paragoni imbarazzanti.
Fabio Concato ci avrebbe dato i versi immortali di Guido Piano se non avessimo smesso di ricordargli che aveva composto Dean Martin ?

Porto il mio umile esempio.
Lezione di guida sportiva. Non potevo vincere un millino di euro come la signora di Pavia ?
La Smart taroccata è lanciata contro un muro che termina di marcire dietro Porta Genova. Il mio trainer è pallido e rigido come lo zombie di Breccia. Freno a pochi millimetri dalle tracce di un vecchio poster di Harley D. & Marlboro Man. Ho una idea x una storia, scendo mentre il mio co-pilota giura solennemente che tornerà nella scorta del Premier dove si corrono meno rischi.
A casa scrivo di Glenn Grant e ''Combo'' Biz. Lei una virago nana con un volto di lolita come una Ruby vista da Alan Davis, lui un mix di Bob ''Cuore & Batticuore'' Wagner e Donald Trump come li vedrebbe Phil Davis, ma senza quei capelli mutanti. Cacciano zombies. Poi li scritturano per feste private.
Lo porto ad un service che lavora per uno stampatore che conosce un editor che una volta ha prestato un euro ad un traduttore della Saldapress ed il verdetto è: superfluo e non lontanamente comparabile con i primi lavori di Concato ( copertina di Paz ndr ) !
C-A-T-T-I-VI !