martedì 11 gennaio 2011

Care vecchie cose di cattivo gusto


Ripassino di storia.
Quando tocca scrivere di Unità d'Italia e dintorni, ci vuole.
Così, riaperto il sussidiario, scopro perché pensando al risorgimento mi viene sempre in mente quella battuta di Trainspotting sul fatto di essere talmente sfigati da non riuscire neanche a farsi invadere da gente seria.
Perché il 17 marzo festeggiamo un fatto epocale che a ben guardare è arrivato un po' così. Come per uno scherzo del caso.
Non certo per la spinta delle masse, che di fare la rivoluzione non gliene fregava un beneamato, e quando glien'è fregato l'hanno fatto per vendetta.
Non certo per volontà dei poteri forti, che fosse per loro si tenevano le proprie rendite di posizione e cicciaculo.
Leggi bene, e scopri che alla fin fine non è stata tutta 'sta gran rivoluzione.
(Tanto che poi l'Unità vera è arrivata dieci anni dopo il 1861, con la breccia di Porta Pia).
Com'è, come non è, ecco un'idea per ripassare divertendosi: due volumi di spigolature sul Risorgimento, scritte e disegnate da un sacco di bella gente: Artibani, Toppi, Milazzo, Frisenda, Tisselli, Nizzoli, Cavazzano, Mastantuono...
In edicola il 27 gennaio e il 3 febbraio con il Giornalino e Famiglia Cristiana.
(E tanto per dare un colpo al cerchio e uno alla botte: sono ancora in vendita i tre fascicoli risorgimentali usciti in autunno con il manifesto e decorati da Enoch, Cajelli & Gianfelice, Recchioni, Ponchione, Petrucci, Salinas & Scalera. Solo su ordinazione, e solo qui.

6 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Risorgimento. Con la maiuscola. Come Unità. Archie Goodwin ( il biografo di Wolfe, non il creatore della Epic ) diceva che l'uomo + duro che avesse mai incontrato aveva due guance tanto mollicce da aver bisogno di un reggiseno. Sicuramente un uomo senza mento. Stiamo parlando di maschi alfa. Alle elementari, nei dagherrotipi, erano sempre sfocati. Da adolescenti, la gente li descriveva attraverso gli addendi posticci con cui decoravano quelle torte di carne. Tizio ha i basettoni, Caio gli stessi occhiali di Elton Jay, Sempronio la mosca e l'orecchino catarifrangente. E intanto il loro astio montava come maionese impazzita. E il cinema scopriva prima Fernando Rey e poi Paul Giammati. Ed era il loro
mo-mento. Risorgimento. Minuscolo. Pensiero debole ?

CREPASCOLO ha detto...

Pia Porta avrebbe tanto voluto fare la mondina come la Marzotto per poi incontrare un pittore grafomane che le lasciasse financo gli abat-jours istoriati di danze tribali rivendibili in aste on line, ma la mamma non voleva e scelse per lei la carriera di prezzemolina negli shows del pomeriggio delle sei reti nazionalpopolate da prezzemoline non sempre pungolate da genitrici lungimiranti e ammirate in una stagione in cui la Vespa era il veicolo dei sogni di una gen-non-ICS perchè non è mai troppo tardi per perdere le catene dell'analfabetismo affettivo corollario di un Paese che non ti ama se non attraverso le lotterie.
Ma il corpo è un destino e Pia aveva tricipiti come i plumcake di Ciclope e nulla poteva tenerla lontana da Manganoville.
Sulla cosa si sono versati fiumi di inchiostro: chi non conosce la vicenda della Braccia di Porta Pia ?

CREPASCOLO ha detto...

La gente serie non invade.

Il supermercato è a dieci minuti di strada dal mio ufficio che è a due secondi di strada da casa mia.
L'ufficio di Crepascola è a cinque minuti dal supermercato, camminando piano e fermandosi davanti alla vetrina del risto cino/giappo/italiano profondo come il tunnel in cui finiscono i soldati in quel film di Kurosawa.
Non ha senso ordinare on line la spesa xchè ci sia consegnata a casa, quindi lo facciamo.
Io bevo venti tazze di caffè al giorno, l'ultima moka da tre intorno alla mezzanotte. Ordiniamo una confezione di arabica, tra le altre cose. Arriva puntuale. Palpeggio l'involucro e mi risponde una materia molliccia contaminata dall'ossigeno. In teoria dovrei raggiungere il negozio e pretendere un cambio. Ho pagato la consegna e devo comunque arrivare ''fino a là ''! Crepascola chiama un numero verde e le spiegano che con la prossima spesa riceverò una nuova confezione, secondo le specifiche che faranno di me un cliente soddisfatto e sorridente siccome centrato dallo Smilex.
Il vettore passerà domani al crepuscolo. Ho finito la polvere nera, anche il decca che tengo per mio suocero, ma non ho attraversato la strada per procurarmi la mia droga. Senza la mia Julie non bionda, passo le notti ripensando al fatto che ora l'ufficio informazioni si chiama punto d'accoglienza e mi perdo in una fantasia in cui dormo nel mio sacco a pelo di fronte alla cassa veloce - meno di dieci pezzi, please - ed aspetto che qualcuno mi regali un pocket coffee.

emo ha detto...

Solinas. E' la sua maledizione quella di essere scambiato per spagnolo, ma è sardo-sardo nonostante il periodo inglese e quello senese :))

Andrea V. ha detto...

Ah! Ah! Ah! Mi è scappato un bel lapsus. Antonio mi perdonerà, memore dei comuni quarti di sangue sardo e di quell'aperitivo a Porto Torres...

emo ha detto...

Anche nell'unica recensione di Xiola (n.100 di Blue) venne scambiato per iberico e la cosa ci regalò un tocco di esotico non da poco :)