mercoledì 14 aprile 2010

Via nello


Resta Sandra.
Povera.

11 commenti:

saldaPress ha detto...

Ma, dimmi, come mai questa puntualità nel segnalare i decessi illustri?
Ocio che rischi di diventare blog di riferimento sull'argomento.

Andrea V. ha detto...

Non sono cattivo, è che mi disegnano così.

saldaPress ha detto...

Ma mica lo dicevo x la cattiveria.
Anzi, io in questo post (e gli altri) ci ho sempre letto una nota di affetto verso chi se ne era andato (x capire, ne leggo meno quando si parla della Juve).

Però se comincio a pensare "Vediamo se per caso è morto qualcuno di famoso oggi" e mi collego al tuo blog te lo dico, eh.

CREPASCOLO ha detto...

A volte basta poco, come diceva Spacey nei Soliti Sospetti.
Se tutti diciamo che gli asini volano, voleranno.
Io stavo leggendo '' La versione di Barney '' ed ero al penultimo capitolo quando si è spento Mordecai Richler. E stavo leggendo il sognatore quando Eisner ha smesso di sognare. Probabilmente non esiste correlazione, ma da allora mi dedico solo a Cicerone, Poe e Camilleri. Non sarò ben intinto nel latte dell'umana gentilezza - a differenza di J.J.Jameson che per primo mi ha rivelato questo motto USA - ma ''l'odore della notte '' è stato troppo per me - mi rendo conto che i suoi lettori ne apprezzino l'ingegneristico pastiche di italiano e siculo, ma non è accettabile una detective story così telefonata. Ho sentito distintamente Christie, Carr e Stout rivoltarsi nella tomba e non li avevo nemmeno stecchiti io. Non che con Camileri abbia avuto + fortuna. Chiedo scusa a Ray Vianello, ma qualche giorno fa girellavo per i canani SKY, un occhio al mio pargolo che ronfava siccome un angelo biondo ( come era Ray da piccolo, secondo quello che ho sentito ) , e sul canale storico RAI mi sono imbattuto in una sua intervista in un programma antologico condotto dal grande Harvey Luciano Dent Salce.
Scusami Ray, ti assicuro che non volevo. Ho amato il tuo imbarazzo quando ti sei ritrovato ospite di Minà con Tognazzi e Ferreri, perchè ho capito che negli anni cinquanta avresti voluto fare il grande salto in serie A , ma ti eri autoconvinto, non del tutto, di essere ''solo'' un animale da avanspettacolo. Ho plaudito una rispostaccia a Gabreila Golia ( gioco dei nove ) che ti aveva trattato da vecchio fossile. E devo a tua moglie la scoperta che tutto deve essere raccontabile con i termini migliori dallo show in cui Sandra si lamentava che un ventilatore ''spatasciava ''( milanesismo onomatopeico per appicarsi/aderire ) il suo costume alle gambe.
Grazie ancora. Torno a divorare
'' Gli arancini di Moltalbano ''.

Andrea V. ha detto...

@ Cic: un po' è affetto, un po' esorcismo, un po' retaggio della messicanità che ormai mi si è appiccicata addosso, un po' gioco all'accumulo fra Max Aub e Perec. Sta di fatto che sì, in effetti il pattuglione cadaverico si infoltisce di giorno in giorno.
Della juve non parlo più almeno fino a fine campionato. un Sighhh come lo scriverebbe Watterson.

saldaPress ha detto...

Crepascolo, non per sbrodolare per l'ennesima volta, ma l'aver avvicinato Harvey Dent a Luciano Salce è genio puro.
Ma tipo che se io trovo un volume salda da farti introdurre in stile Crepascoliano, tu lo introdurresti? Per me sarebbe un onore e io ne sarei molto più che orgoglioso (e via di nuovo di sbrodolo).

Andrea V. ha detto...

È che Crepascolo sa anche essere laconico, quando vuole.

saldaPress ha detto...

Nel senso di cittadino di sparta?

CREPASCOLO ha detto...

@ saldaPress. Quando e se riterrai che sia il caso, per me sarebbe un onore prefare o postfare.
@Andrea V. Uno dei miei soprannomi durante la leva era ''rumore di fondo'' e lo coniò un idraulico veneto, alpino nel DNA e costruito come Karloff, ma meno rassicurante, mentre portava il colpo in canna e sentenziava ''parla poco e parla ben''. Io ribattei che potevo essere laconico quando volevo - un colpo di moschetto è un ottimo deterrente alla logorrea compulsiva - e Boris mi rispose che la religione non c'entrava nulla e che era era ora che la piantassi ( tre del mattino, procura di Siracusa ). La guerra alla mafia lo innervosiva, credo.

Andrea V. ha detto...

@ Cic: a questo punto lo voglio ospite al Picnic Festival.
Davanti a un microfono.

@ Crepascolo: Alpini? A Siracusa? Guerra alla Mafia? Uno sviluppo degno di un Mel Brooks d'annata. Prima dei film di/con Ezio Greggio.

CREPASCOLO ha detto...

Mel era con noi a Comiso - non è tanto strano - Harris assistette al processo Pacciani - un creativo plasma quello che trova in giro come diceva la Shelley.
Io avevo letto che il signor Brooks aveva lavorato a Vegas insieme ad Allen come ghost writers di un comico e credevo che, live, fosse una combinazione di Joe Pesci e Dean Martin. Nulla di tutto questo. Una sera chiese al ''capitan' di seguire un posto di blocco - per ragioni di sicurezza lo travestimmo da maggiore e partimmo. Alle due del mattino - dopo una lunga teoria di semi- articolati così trash da far arrossire l'ultimo Elvis, fermammo una Argenta nero seppia ripiena di ragazzini alticci. Come nei cartoons, dal veicolo scesero sette bipedi, un paio dei quali del sesso che Mel ha sempre preferito.
In fila indiana, come in un grottesco défilé, i teenager passarono davanti al maggiore Brooks che si avvicinò e chiese qualcosa in inglese ad un clone di Betty Boop che lo guardò senza proferire verbo. Io mi avvicinai e spiegai che il maggiore era in visita come previsto da una esercitazione NATO e che stava cercando di capire se il piano Marshall fosse qualcosa da replicare anche a Palookaville.
Betty doveva aver bevuto + di un cocktail perchè anuì e disse che anche una sua amica, che si chiamava Marscia, aveva un fidanzato americano nato a Nashville che si era trasferito in Sicilia perchè amava il country.
Mel era entrato troppo nel ruolo e stava perquisendo l'altra pulzella, praticamente Cath Ross vesita come la bambola di quel film con Tognazzi, quando uno dei giovini, praticamente Greggio adolescente pettinato come Palminteri, lo prese per le mostrine e lo richimò ad una condotta consona al grado. La situazione stava diventando ingestibile - ho letto che David Niven, durante la guerra passò in rassegna una divisione nazista, parlando un tedesco perfetto, ma Mel non è di quella scuola e temevo che saremmo arrivati ad un incidente diplomatico. Anche nella vita vissuta, fortunatamente, possiamo contare sul deus ex machina: il probabile alterco fu stroncato sul nascere dal sopraggiungere di una seconda macchina nera da cui scesero Greggio, il Gabibbo e Ricci. Pare che il bullpen di Striscia viaggi su veicoli neri come la notte, similmente ai M.I.B.
Ezio caricò in macchina Brontolo Palminteri ( un suo lontano nipote ), la Ross e Betty e gli altri e chiese scusa a Mel, senza riconoscerlo.
Anni dopo, Brooks, ospite del fan club italiano della Bancroft, si stava assopendo davanti ad un nerd da antologia che gli stava spiegando quanto negli ultimi 15 anni avesse cercato invano una piacente 40enne disillusa ed alcolizzata, quando alzando gli occhi dal suo sedano condito ( sedadavo ? ) incrociò Ezio ed il Gabibbo, vecchia coppia di feticisti. Il resto è storia: Greggio è comparso in qualche pellicola del regista di Blazing Saddles. Una curiosità: nelle scene più pericolose, al posto di Ezio è impiegato un pupazzone rosso.