martedì 6 ottobre 2009

Partigiano Reggiano


Matteo Casali, di suo, ha molti pregi.
Primo, assomiglia vagamente a Bonvi. Stesso sguardino sornione e vagamente allucinato.
Secondo: sta nella parte giusta dell'Emilia. Quella che non se la tira.
Terzo: scrive very interesting comics, ed essendo un fiulètt ha ampi margini di crescita.
Quarto: va al bar con Ben Templesmith. Che è sempre un bell'andare.

Matteo Casali ha aperto un blog. Vale la pena di segnarselo.

4 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Mmm. La foto induce ad un falso giornalistico degno di Mimum. Se non avessimo visto il signor Casali tra gli spettatori di tanti incontri di luchadores, dal dagherrotipo avremmo riconosciuto Dave Stewart - non il colorista, ma il tizio che suonava con Annie Lennox ed ha sposato una delle Bananarama. Tra parentesi, non è noto alle folle, ma Dave ebbe il posto perchè Bonvi stava lavorando ai cartoons di Marzolino Tarantola. Non sono pochi i gifted guys che possono contare su più di una abilità: il creatore delle Sturmtruppen era praticamente il Brian Eno della bassa, ma ha preferito spendere i suoi anni verdi crescendo Silver e Clod. Da quello che abbiamo letto, il signor Casali - oltre ad essere l'unico sceneggiatore italiano ad aver mai lavorato per una delle due Big, scrivendo direttamente nella lingua di Letterman e Azzarello - è in grado di distillare uno cherry degno di Jane Austen. Pare che sia così che ha conquistato Templesmith, ormai addicted e non in grado di reggere la matita elettronica che impiega. Ecco perchè Fell non è andato oltre il numero nove. Peccato.

Garamond ha detto...

E-RO-E!

CIC!

ps. e cmq, anche se non accreditato (ladri), il primo a sceneggiare x la Marvel (modificandone anche un elmento di continuity) è stato Carmine Di Giandomenico con la sua mini su Devil (che l'ammerigano che gli hanno appioppato, praticamente ha scritto i dialoghi e fatto scelte discutibili x modificare la sceneggiatura originale).

Andrea V. ha detto...

sappiamo, sappiamo.

Garamond ha detto...

Però, con tutto il bene che voglio a Matteo, nessuno lo dice. Mmm…

CIC!