giovedì 16 settembre 2010

Whodunit


Da quando Flaviano ha compiuto il gran rifiuto, rimbalzando Massimo Caviglia del Male sul principio che chi cerca braccianti per vigne e vignette dovrebbe pagarli, nel cortiletto del fumetto è tutto un frullare di stracci. Le posizioni interessanti abbondano, e per passarle in rassegna basta scavare fra blog e siti specializzati. Finora, però, l'impressione è che gran parte degli aventi diritto abbiano concentrato le loro attenzioni su autori ed editori, lasciando sullo sfondo chi fa materialmente girare il mondo dell'editoria a strisce dettando la linea, selezionando le proposte, contattando gli autori, suggerendo filosofie e spunti creativi.
Parere puramente personale: in Italia c'è (anche) un gran bisogno di editor con i controcazzi. Editor cioè che oltre alla professionalità vantino creatività, tenacia e argomentazioni che vadano al di là della mera sopravvivenza.
Certo, nelle piccole case editrici, spesso l'ufficiale pagatore porta anche i galloni di direttore editoriale e curatore redazionale. Ma al di là dei rischi del superlavoro e dei limiti oggettivi di chi se la canta e se la suona in beata solitudine, in Italia a spartirsi il mercato sono una manciata di editori con le spalle larghissime. E in quel contesto si potrebbe e si dovrebbe far di meglio.
Quando gli editor con i controcazzi pascolavano felici nelle redazioni, si tentava di differenziare autori e testate, non di omologarle al best seller del momento. Quando gli editor con i controcazzi cercavano spunti, non si fermavano al cinema o ai serial tv, ma battevano il terreno a 360°: a volte era merda, a volte tuberi, a volte diamanti. Quando gli editor con i controcazzi erano razza padrona, si lavorava gomito a gomito con gli autori, non con i marketing manager e contro gli autori. Quando gli editor con i controcazzi battezzavano un libro a fumetti, i nomi anglo tipo Thomas David Lee o Graphic Novel non contavano. A fare la differenza era la ciccia. Quando gli editor con i controcazzi colavano a picco con le loro testate, salutavano educatamente i lettori, pronti ad affondare con onore, invece di dire che è tutta colpa del pubblico che non capisce, della congiuntura internazionale, del buco nell'ozono.
Potrei continuare a parlare di editor con i controcazzi, ma credo di aver reso l'idea. Sarebbe bello capire se le Compagnie delle indie e i cacciatori di giornalini che bazzicano edicole e librerie li stiano ancora cercando, o preferiscano considerarli estinti. Come le tigri dai denti a sciabola, le mezze stagioni e le buone maniere.
Una cosa però l'ho capita: chi scrive o disegna fumetti continua a scrutare l'orizzonte.
È già qualcosa.

6 commenti:

Antonio ha detto...

Una cosa però l'ho capita: chi scrive o disegna fumetti continua a scrutare l'orizzonte.
Purtroppo, non so se sia (sempre) vero.
In ogni caso, ottimo post.

A.

smoky man ha detto...

lo spunto è ottimo... ma anche per editor con controcazzi serve la ciccia... e la ciccia è che gli editori li cerchino (se hanno appunto, eidtor ed editori i controcazzi) e nel caso li facciano crescere, ma con un po' di ciccia...
di ciccia si vive tutti... ;)

salut fumos
smok!

Andrea V. ha detto...

Grazie.
E sì, dalla mia tana intravedo una gran voglia di mettersi in gioco. Alle giuste condizioni, s'intende.

Andrea V. ha detto...

@ smoky: tutto giusto: l'importante è coniugare ciccia, passione e razionalità. E questo vale anche per gli editor.

Ketty Formaggio ha detto...

Ho citato questo post nel forum di kinart nella discussione a tema. Hai ragione.

Ciao!
k

Andrea V. ha detto...

Onoratissimo e coloratissimo. ricambio con un link nella colonna qui a destra.