martedì 21 settembre 2010

Bye, Bye, Byron



Prima era semplicemente Byron.
Ora possiamo chiamarlo Lord Byron. Meglio: Drug Lord Byron.
Augurandoci che il narcoslettico ecuadoriano diventi al più presto la fidanzata del carcere!

5 commenti:

saldaPress ha detto...

Io ci voglio bene a Byron Moreno: ci ha insegnato che non contiamo nulla nel panorama internazionale.

(ps: pensavo che ci avesse lasciato le penne anche lui. sai com'è...)

CREPASCOLO ha detto...

Bello il riferimento allo Drug Lion di Davide Reviati. Non credo che sia stato letto da molti in Italia.L'ineffabile Mollica non ne ha parlato quando ha recensito Morti di Sonno ( Coconino Press).

Davide non ricorda nemmeno di aver lavorato a quelle storie. In Italia non sono state un blockbuster. Meglio all'estero. In Ecuador sono state un caso. Ne parlavo con Moreno qualche tempo fa - era ospite della bocciofila, di cui sono socio, perchè parte di un programma di scambi culturali -che è entusiasta del fumetto

( '' una visone del mondo metapostcapitalista in cui è nitido un orizzonte di speranza. Un Bukowsky senza sarcasmo. Come scattare una foto sul set dei Vitelloni e stamparne il negativo '' . Ha parlato per ore. Aveva tempo perchè ha preteso che il match che stava arbitrando durasse quanto l'Amleto uncut. Più o meno all'altezza della scena prima del terzo atto ho finto un malore e sono stato portato lontano da quella mitragliatrice umana. Non amo chi non ha capacità di sintesi e penso traspaia anche dai miei scritti.
(continua )

CREPASCOLO ha detto...

Segnalo al signor V. ed ai suoi ospiti che quello nella foto non è Byron, ma Jeff Belushi, fratello dei più noti John e Jim. E non è ancora morto. Negli USA ha rifiutato il remake di 1941-Allarme a Hollywood ( '' quello che dovrebbe davvero spaventare quei capoccioni è l'overdose di teen-movies scritti da quella scimmietta che ha finito di ricopiare i volumi della Biblioteca del Congresso ! ''ha detto a Jay Leno ) per dedicarsi alla stesura del suo film sui personaggi della Mattel.

Un action movie sugli immortali Big Jim, Jeff e John. Non ci sarà Jack perchè Jeff ( Belushi, of course ) teme si consideri la pellicola come un revamp della blaxploitation. Il progetto va in una direzione totalmente diversa. Sarebbe piaciuto al compianto Chabrol che è morto senza esser passato x questo blog, tra l'altro. Cattivo. Da quello che si è letto in rete, Belushi Ter racconterà la storia di tre fratelli scartati ad un provino per un musical sui Village People che arrotondano posando per soccer zines, di nicchia negli USA.

Il direttore del periodico propone al trio di imbottirsi di steroidi perchè le splash pages colpiscano maggiormente i fans. Accettano John e Jeff, ma non Jim che se ne esce per la comune, scandalizzato.

Jim il puro sta per imbarcarsi per l'Africa dove intende cacciare rinoceronti ( chi ha la mia età avrebbe dato un polmone per il fuoristrada con la rete ed un rene per il rino modellino con le zampette snodate ), ma al porto incontra Burt Reynolds che sta acquistando una polverina bianca che ricorda la farina. Ma farina non è. O forse era troppo il talco. Burt è stecchito sul selciato, in volto la stessa espressione di Ken solo con Skipper quando Barbie è al ballo con Big Jack. Sopraggiunge Dom Deluise che scambia Jim per il suo sidekick e lo trascina sul set di un film demenziale con Dean Martin ed un nero molto + popolare di Big Jack. Jeff adora il lieto fine.
Fine infatti.

Andrea V. ha detto...

A Chabrol ci avevo pensato, è che avrei dovuto riciclarmi il post che avevo dedicato al suo amico Rohmer:

http://avsl.blogspot.com/2010/01/champagne-con-rispetto-parlando.html

CREPASCOLO ha detto...

Lo avevo letto, ma dimenticato.
Erano amici, ma tanto tanto diversi. Chabrol ha cercato fino alla fine di convincere Serrault ad interpretare un film su Tintin, ma l'attore avrebbe accettato solo se la Huppert avesse interpretato il capitano Haddock. Una cosa alla Godard. Non se ne è fatto nulla ed ora Spielberg sta pensando ad una trilogia cartoon 3D. Peccato.
Rohmer non amava la BD e non sopportava Herge ( '' il massimo dell'eversione per quel tizio è un piano americano in una storia dove prende in giro i russi o i cinesi ! Due palle così ! '' ).
Il suo amico Truffaut gli aveva detto che Coppola sr. ( il papà di quella tizia che vince sempre tutto ) avrebbe voluto girare un kolossal sulla prima Green Lantern ed il nostro si era lanciato a scrivere Il Raggio Verde . Il produttore non aveva gradito la sceneggiatura originale ( Alan Ladd è talmente ubriaco che sfonda il guard rail con la sua Torpedo Blu per evitare la Porsche di James Dean. In fondo al dirupo trova la carcassa di un alieno ed un anello che lo trasformerà in un attore carismatico ) e ne ottenne la riscrittura. Della prima idea si innamorò Sandro Ruotolo che riuscì a comperare il titolo ed una opzione per la realizzazione di una miniserie. Erano gli anni della prima stagione di Don Matteo e la RAI preferì non investire in quella direzione il budget. Ed il raggio verde diventò la solita, scomoda, provocatoria trasmissione di Mike Santoro.
So goes life.