domenica 19 giugno 2011

Mi ricordo la segretaria di piazza Duomo


E ticchetaccheticchetaccheticchetaccheticchetacchedlinnn.

3 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Cora Bosca è una dattilografa single e carina, ma senza quello shining che spinge gli uomini a rubare un fiore per lei. Sono gli anni in cui gli impiegati si pettinano e si vestono come Danny Kaye, le auto hanno le pinne e, al cinema, cadono in mare dalla scogliera nell'ultimo minuto di un episodio a cliffhanger ( appunto ), constringendo il pubblico ad aspettare prima di vedere nell'episodio successivo che l'Eroe Mascelluto aveva un paracadute sotto il doppiopetto, cosa che in seguito farà bollire il sangue - giustamente - di una infermiera letteraria.
Cora è la prima ad avvitarsi al seggiolino nel suo loculo e l'ultima ad uscire, ben oltre il crepuscolo. Una sera sente un rumore arrivare dalla cassaforte nell'ufficio di Gino Kalode, il suo capo. La combinazione è nota. La ragazza apre il portello e si ritrova a fissare una bottiglia curvilinea di Coca Cola in cui si agita un omino muscoloso e vestito come uno di quei tizi che al circo sollevano un elefante. Stappa la bibita e libera Kores il barbaro, perso tra le dimensioni a causa di un incantesimo della malvagia Cinza, che il nostro nerboruto nanetto non ha voluto sposare. E' amore a prima vista. Cora segue Kores nella dimensione elettrica dove minimacho vive. Ridotti a due dimensioni intermittenti i due vivono per sempre felici e contenti. Cinza ogni tanto si fa viva e minaccia cause per la promessa di matrimonio infranta. Kores è anche avvocato - sono tutti cimmeri in qualche modo -e risponde con diffide. Cora sbobina e batte a macchina, rapida ed efficiente.

illustrAutori ha detto...

che nostalgia canaglia! dove hai trovato quella foto in b/n?

Andrea V. ha detto...

Internette.