giovedì 9 giugno 2011

Al volo


J-Pop, la branca giappo di BD, manda in onda Attack No. 1 di Chikako Urano.
Già visto? Sì e no. Sì, nel senso che è il manga cui si è ispirata la Tokyo Movie Shinsha per un'icona dell'immaginario Tv anni '80, ovvero Mimì e la nazionale di pallavolo. No, nel senso che in Italia il manga è una prima assoluta. Se ne parla stasera dalle 18 in poi alla FNAC di Milano con lo staff J-Pop e un bel tot di ospiti specialissimi: fra gli altri, pure Stefania Sansonna, la Mimì della Asystel Novara.
E fra il pubblico ci sarò anch'io: mai perdere l'occasione per imparare la goccia di ciclone.

2 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Ho smesso di sorprendermi per il fritto misto di informazioni bizzarre che crepita nella testa del ns anfitrione parecchio tempo fa, ma non posso che rinnovare il mio plauso per chi, con stilettata aristo, accenna, ma non affonda. Invidio cbi riesce a dire tra le righe. Io -lo so, non sembra - non ho senso della misura, non so quando fermarmi e se è il caso di fermarmi. Lo sosteneva anche il mio istruttore alla scuola guida. Tamponare un torpedone ripieno di sailor moon in vacanza ( '' Milano non è così turistica ! A Pisa puoi rovesciare la torre sulla testa di un conclave di vampiri rumeni, ma qui devi stare attento ! Che farà la proloco per ricucire lo strappo ? '' ) con una Uno color ruggine in cui erano arrugginiti anche i doppi comandi è impresa da Settimana Enigmistica, ma sto divagando, sorry.
La goccia di ciclone è una citaz del cartoonist Dino Buzzati che, dopo aver scritto il Racconto Assoluto ( non Bartleby, l'altro ) su di una goccia che senza motivo procede nella sua corsa angosciosa, aveva venduto il concept a Loredana Bertè che ne fece un pezzo così intenso da raggiungere il Sol Levante dove l'idea di una stilettata simil prima pioggia che ha il potere di irritare siccome un'ape ubriaca ha portato elementi al manga di Kencoso, il tizio il cui bacio è come un rock. Tutti, ma proprio tutti, sanno che Easy Rider è un omaggio a Il Sorpasso, ma pochi, davvero pochi, legano il Deserto dei Tartari a quell'altro post-atomico. Bravo.

Andrea V. ha detto...

Sono bassotto ma contengo moltitudini, parafrasando Baldoni che parafrasava Mark Twain.