martedì 30 novembre 2010

Del perché il detto "A tavola non si invecchia" è decisamente sopravvalutato


Domanica mattina, la parete della cucina di casa dei miei ha ceduto di botto. Un effetto collaterale di un'infiltrazione dovuta all'allagamento di un'attico al piano di sopra. Quello in cui Guido Crepax creò Valentina, per intenderci.
I pensili sono venuti giù tutti insieme, spiattellando al suolo tutto quello che c'era a tiro.
Compresa la mia mammetta.
Che ora è al Policlinico, con un trauma cranico, un braccio rotto malamente e vari altri acciacchetti di contorno.
Poteva andare peggio, molto peggio: se gli stipetti non avessero avvertito, cominciando a scricchiolare sinistramente, probabilmente la mia mammetta sarebbe finita a bere il caffè con Bonolis e Laurenti.
Invece -fortunona- può continuare a degustare bevande più terra terra. Tipo il semolino dell'ospedale.
Questo per dire che se in questi giorni sono un po' laconico ci ho i miei guai.
E comunque, per capirci, non era a questo che mi faceva pensare il ben noto adagio secondo cui a tavola non si invecchia.

3 commenti:

MicGin ha detto...

mi dispiace per tua mamma!
DavideO mi ha segnalato la coincidenza. E' capitato qualcosa di analogo anche a casa nostra il mese scorso. per fortuna ce la siamo cavata solo con uno spavento!
http://sonoioche.blogspot.com/2010/10/trambusto-in-casa.html

Andrea V. ha detto...

Letto anch'io. Incredibile!
In ogni caso, la mia mammetta è minuta, ma coriacea. Per fortuna.

Anonimo ha detto...

ciao Andrea e un abbraccio a mammà!! (con buona pace di Valentina e soci)
Loris