mercoledì 23 febbraio 2011

Etichette


Serendipità: proprio mentre su Nuvoletta Rossa esce un nuovo post che approfondisca un po' le notizie manifeste apparse su Afnews e altrove, mi casca l'occhio su questo post del Rrobe.
E mi viene da pensare che appiccicare etichette a cose e/o persone è un esercizio un po' stucchevole. E che c'è gente che partendo dagli opposti estremismi ha rifiutato, fra gli altri, L. F. Celine, Lucio Battisti, Bob Kane, John Milius, Frank Zappa, Ken Loach, Lee & Kirby, i Freak Bros., la Renault R4 e tante altre belle cosine che rendono la vita interessante. Compresi certi giornali d'area.
Che sono troppo occupati a scrivere cose che in genere non scrive nessuno per perdersi dietro tessere di partito vere o presunte.

2 commenti:

saldaPress ha detto...

Sì, vero, però anche vero che, in molti casi, non stiamo parlando di celine e nemmeno di milius o battisti ma di mooooolto meno.
E che, ok che le etichette lasciano il tempo che trovano, però è anche vero che un minimo di attenzione a chi si prende a braccetto per fare due passi bisognerebbe averla.

Andrea V. ha detto...

Lo diceva anche Baudelaire: la critica deve essere faziosa. Ma che lo sia "a prescindere" mi garba sì e no. La provocazione di "Allarmi..." non la condivido, intendiamoci: ma a livello di competenza e passione, ad Alfatti Appetiti non si può davvero rimproverare niente. E secondo me questo conta eccome, in un mondo infestato da scribacchini mediocri e senza palle.
E quando dico di non amare le etichette, parlo anche di quelle che Rrobe si è sentito attribuire al manifesto, che magari scrive le peggio cose di tante brave personcine, ma non ama le etichette. Tranne quella con su scritto "Quotidiano comunista", che ormai è un vezzo, più che un programma.