giovedì 30 maggio 2013

Shang Chi, ciucia chì

Pesta alla Genovese


L'altro giorno alla premiazione di Full Comics Diego Cajelli mi dice: ti mando il .pdf.
Ci ho detto: niente .pdf. esigo carta, forbice e sasso, perché la morra cinese o la giochi fino in fondo o non la giochi per niente.
E lui in questi mesi l'ha giocata fino in fondo, tritando nel calderone la sua innata suburbana milanesità, il suo perenne oscillare fra ironia e azione spaccaculi, il suo indiscutibile mestiere, le sue libidini, coinvolgendo nell'impresa un pool di artisti pronti a oscillare come giunchi sotto mulinelli impetuosi di documentazione in agrodolce.
Quindi Long Wei. Il primo eroe milanese dai tempi di Lando Trepalle. Un eroe che non a caso ha quattro palle così, e che domani dopo una lunga attesa arriva in tutte le edicole del regno pronto a dispensare mazzate sul coppino a tutti gli aventi diritto.
Domani. Tocca segnarselo. E tener sempre presente il vecchio detto cinese: prima di dire al coccodrillo che ha l'alito cattivo occorre attraversare il fiume. Non vuol dire un cazzo, ma accidenti se suona bene.

2 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Gioca con i fanti eccetera.
Shang Chi non può esser liquidato con un motto preso di peso da una partita di carte di Beppe Viola. Noi bimbi dei seventies gli vogliamo bene perchè era pubblicato in formato gigante e b/n ergo una " lettura per grandi".
Parlava poco e pensava tanto
( ricorderai le didas in modalità Sin City della gestione Moench/Gulacy ) e girava x Central Park dopo il crepuscolo ed a piedi nudi.
Affrontare Galactus armati di un nullificatore assoluto è nulla al confronto.

andrea voglino ha detto...

A pensarci bene, hai ragione. Ti devo un nullificatore assoluto.