lunedì 13 maggio 2013

Mi ricordo Carpinteri


Ogni tanto, a guardare nello specchietto retrovisore della propria collezione di fumetti si notano dei dettagli interessanti.
Tipo che qualche giorno fa mi casca l'occhio sullo scaffale dei giurnalètt anni ottanta e mi accorgo di non avere niente dei valvolinici. Niente. Un po' di roba del prima, per es. Mattioli, ce l'ho. Un po' di roba del dopo, per es. Cyborg, che è un po' l'evoluzione naturale di quell'esperienza, ce l'ho. Ma dei valvolinici themselves, niente. Lo zero assoluto. il vuoto.
Tiro indietro l'orologio di trent'anni, e ricordo il senso di questa voragine: gli è che in quei giorni, i valvolinos mi stavano un po' qua. Se la menavano quanto Paz Scòzzari Liberatore & soci, ma al il mio occhio astigmatico-pasdaràno di diciottenne non pareva producessero altrettante squisitezze. Surfavano l'onda elettro-glam degli Anni ottanta con compiacimento irritante: comics come tagli di Orea Malià, come sfilate di Vivienne Westwood, come dischi dei Propaganda, come mobili del gruppo Memphis. Stravolgevano le regole del fumetto d'avanguardia anche nel format: per colpa LORO, Alter-Alter trasformossi in un accrocchio mezzo giornale mezzo poster che leggerlo senza farlo a brandelli e capendoci qualcosa era una bella impresa. Per fortuna. inseguito dai vaffanculi dei fruitori di quella memorabile stagione, l'esperimento sarebbe durato poco. Ma ormai il danno era fatto, e la mia bile montava come panna acidissima.
Dopodiché, dalle parti dei primi Anni 90, finalmente mi presentano Daniele Brolli, e scopro con un senso di vago stupore che se la tira molto, ma molto meno di quanto pensassi. Dopodiché, dalle parti dei primi Anni 90, Mattotti molla i fumetti, e diventa Mattotti. Dopodiché, per fortuna, anch'io a suon di bastonate finalmente cresco e smetto un po' della mia spocchietta.
Il buco resta, ma io, lentamente, dimentico.
Dopodiché, oggi, Coconino ti ristampa uno dei pièce de resistance dell'epoca, Polsi Sottili. La nuovissima ediz. dell'opera di Carpinteri conta il fumetto prodotto a suo tempo, più una storia che non ricordo di aver mai letto, più una gustosa intro con tante foto Anni 80 in cui i valvolinici sembrano gente normale, proprio come noi. Rileggo, e finalmente comprendo l'ampiezza della mia giovanile pirlaggine e della voragine nella mia libreria: perché al netto dell'esprit du temps, o forse proprio per quello, questa storia fra Orwell, mutanti Marvel, Futurismo e New Wave funziona. funziona come esercizio estetico. funziona come favola noir futuribile à la Alex Proyas prima maniera. Funziona come oggetto di arredamento. Funziona come narrazione di un'epoca che a suo tempo sembrava futile, leggerina, disimpegnata e invece aveva dentro un sacco di enzimi che, oggi, averceli.
L'unico limite di questa ricca, curatissima e giustamente cara edizione cartonata con rilegatura in tela e pelle umana di Coconino sta nell'assenza di bonus cartacei: a riguardarli oggi, i fumetti di Carpinteri, vien voglia di appenderli subito al muro. Quindi, direi che Coconino ci deve una litografia.
Firmata.
Per il resto, ventiquattro euro da spendere benissimo.

6 commenti:

Daniele ha detto...

Guardare indietro sembra fatto apposta per alimentare le perplessità sul futuro dell'intero mondo del fumetto, le mie. A sensazione mi pare che stiamo assistendo ad un generale calo e non penso che ciò sia causato dall'attuale congiuntura economica, non del tutto per lo meno. Credo che la ragione primaria vada ricercata nel profondo cambiamento che questa società sta vivendo e che ci sta portando nella direzione di una "digitalizzazione" delle nostre esistenze - se mi passate il termine. Io sono relativamente giovane e quindi più affezionato e a mio agio non le nuove tecnologie, ma non posso negare che il fumetto di carta, quello che puoi toccare, odorare e sfogliare ha un fascino ineguagliabile. Al punto che mi ritrovo spesso a bazzicare nelle fumetterie e mercatini dell'usato per trovare questo o quel fumetto. Poi c'è la questione della scomparsa di alcuni fumetti più o meno noti che per ragioni di vario genere hanno dovuto chiudere la pubblicazione e che nessun'altro conoscerà mai perchè, magari, quando veniva pubblicato non ne aveva sentito parlare. Faccio un esempio emblematico. Tempo fà mentre navigavo su internet alla ricerca di siti che riportassero novità fumettistiche mi sono imbattuto in un sito che ha la seguente URL http://www.exclusivamente.it Sbircio nel sito, semi-amatoriale, e scopro che è dedicato alla prima serie di un personaggio, Jonathan Steele, creato dal soggettista e sceneggiatore Federico Memola. E chi ne aveva mai sentito parlare? Insomma, mi guardo per bene il sito, vedo le copertine dei vari numeri, e armato di santa pazienza mi sono messo a cercare nelle fumetterie e mercatini del fumetto della mia città. Cosa scopro? Questo fumetto è stato prima edito dalla Bonelli fino al 2004 circa, e poi dalla Star Comics fino al 2009 circa, dopodichè ha chiuso i battenti.. Beh, alla fine ho trovato tutta la prima serie, quella della Bonelli, ad un mercatino dei fumetti usati, tutti i 48 numeri ad un prezzo stracciato. Quindi, prendendomi il mio tempo mi sono letto l'intera serie, e cosa ho scoperto? Ho scoperto che mi sono perso qualcosa di importante e questo mi ha fatto riflettere sulla questione del futuro dei fumetti. Da un lato la crisi che sta investendo il settore e che porta alla chiusura delle testate e dall'altro l'importanza del mezzo internet per mantenere viva una cultura e offrire a tutti la possibilità trovare e sapere ciò che si era perso.

Daniele Littori

igort ha detto...

Grazie per il tuo ricordo. Per essere onesti non fummo noi i responsabili dell'alter poster, ma Del Buono, noi ancora non pubblicavamo su Alter, all'epoca. E i Propaganda li detestavamo apertamente. Ci piacevano i Devo e i Pere Ubu, casomai, passando per i residents. Gli anni Ottanta erano anni fertili e c'era superficie e profondità, come sempre.Quanto alle stampe firmate, pazienta, a novembre ci saranno, credo.
Abbracci da un altro patito del mare. Igort.

andrea voglino ha detto...

Ah, ecco, in questo caso mi prenoto. Wow.

Giorgio ha detto...

Grazie Andrea. L'evoluzione del tuo punto di vista su Valvoline mi piace molto. E' sincera e, soprattutto, a lieto fine! Pensa che Alter formato Poster l'avevo rimosso... SIAMO INNOCENTI!!!
Web = Long Tail, quindi una grande opportunità per trovare o ritrovare cose che vale la pena vedere-rivedere, sentire-risentire, leggere-rileggere (mi sto inceppando). Ultimamente mi chiedevo cosa avrebbe fatto Valvoline se, all'epoca, ci fosse stato il web. Ora mi sto chiedendo: "Cosa possiamo fare?". Grazie ancora.

andrea voglino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
andrea voglino ha detto...

Alter formato poster fu, per citare Allan Bay, "Una barbarie che non ammette perdono". Ma i responsabili hanno pagato a suo tempo, poveri. Inutile e sgarbato infierire.
Cosa potete fare? Un'altra rivista, magari. Anche in edicola c'è un bel buco grosso. E accidenti se si nota.
(Sorry, sto sognando).