lunedì 25 marzo 2013

Bryan Singer, il cacciatorino

Lo zombie di "Warm Bodies", Stanley Tucci e un Ewan McGregor di nuovo tirato a lucido scalano una pianta di fascioli alta come il nuovo grattacielo della regione Lombardia.
Arrivati dove l'aria è sottile, trovano l'isola del teschio di Peter Jackson. Solo che al posto del sensibile gorillone c'è Kratos di "God of War" con tutto un entourage di ceffi urèndi.
Ne consegue la consueta lotta del bene contro il male. Davide ci ha il ciuffetto sgualdrino, ma a questo giro la fionda ce l'ha Golia, e figurati i casini. Singer dirige con leggerezza, sense of humour e un garbo un tantino demodé una fiaba semplice, ma non priva di afflato epico, sfruttando con efficacia la gigantosità dei giganti e la piccineria degli uomini: lo scontro ad armi impari, tutto sommato, vale il prezzo,del biglietto. Sorpresina finale con vista sul presente e su un possibile sequel, che però non ci sarà, visto il box-office. Bruttissimi i costumi raccattati dal,set di "Narnia". Di Boorman, d'altronde, ce n'è uno solo. Titoloni di codona.

2 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

La sua idea originale ( " non mi lasciano lavorare, come dice il Tale ! " )per Jack the Giant Slayer era molto + interessante: Stan Tucci è un attor giovane che vivacchia facendo i commercials per i jeans, ma la sua meta è scrivere e dirigere un film sulla vita della sua famiglia di migranti che apre un ristorante italiano a NY. Keyser Söze - un produttore senza scrupoli - mette le mani sullo script e cerca di farne una combo di Il mondo di Suzie Wong e I viaggi di Gulliver con Stan T. nei panni di un tagliatore di pantaloni che si innamora di una gigantessa che pratica il mestiere + vecchio del mondo ( dopo il produttore senza scrupoli ndr ). Stan mette in piedi una vera e propria Operazione Valchiria per scollare i piedoni della sua bella oversize dal marciapiede: il punto + brillante del suo piano consiste nel trasformare il pappa Ewan McGregor in un globetrotter che ricavi dai viaggi in moto un romanzo intitolato Ghost Rider su di un biker che attraversa l'America in fiamme ( non è chiaro se stia bruciano il protagonista o gli States: un 'ambiguità che piacerà molto ai critici ).
Peccato.

andrea voglino ha detto...

Davvero. È che qui ognuno si fa i keyser soze.