giovedì 27 maggio 2010

Pentitevi


Nel caso qualcuno non l'avesse notato: è uscito il quarto e ultimo fascicolo di "La dottrina", l'avventura distopica coprodotta non senza polemiche da Magic Press e SaldaPress. Chi dice che l'amore non è bello se non è litigarello ci ha ragione: Bilotta e Di Giandomenico ci lasciano con un prodottino decisamente sopra la media nazionale (e diciamocelo, una buona volta, va': anche internazionale).
Ci sono voluti otto anni per arrivare a fondo corsa, ma dopotutto anche Alan Moore e David Lloyd ci hanno messo sei anni a finire V for Vendetta: è il totalitarismo che te lo chiede, come dimostra la persistenza del Banana e della sua banda bassotti. Ma sto divagando: quello che volevo dire è che è valsa la pena di aspettare lo scazzo finale fra il Nocchiero e la Smorfia. Altroché.
Ora da bravi, in ginocchio e cacciate l'obolo: fanno otto euro.
Per un fumello di questa caratura, trattasi di pinzillacchere.
Per la cronaca: se ne parla anche qui. Leggete e moltiplicatevi.

3 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Chi ha le tempie argentate come la stagnola dei Ciocorì ricorderà i cloni partenopei dei saggi di De Crescenzo - fenomeno che lo scrittore, sorridendo, archiviò come un tributo. E siamo d'accordo, fino ad un certo punto. Se acquisto un Bellavista farlocco identico fino all'ultimo dettaglio ad un Bellavista Mondadori, forse sono conntento di versare le mie lire ad un artigiano che si industria per sgonfiare le gomme dell'industria che dell'arte ha fatto una cosa sgonfia. Più o meno. Ed in anni in cui Mondadori era di Mondadori.
Le cose cambiano se compero un albo saldamente magico, ingannato dalla copertina, e mi ritrovo a sfogliare un fumetto che NON è la quarta parte della Dottrina. Non può esserlo. Premetto che è l'ultima volta che acquisto un fumetto in quel magazzino all'ingrosso, dieci metri sotto il lastricato di via Bramante, mentre la signora Crepascolo esulta per aver trovato uno wok originale che paga con il riscatto di un re, ma sto divagando. Desidero mettere in guardia altri fans di Bilotta e Giandomenico che bazzichino il quartiere Isola di Milano e che siano soliti fare shopping in botteghe prese di peso dal film Gremlins o da un Indiana Jones. Come avviso ai naviganti, ecco la sintesi di cosa ho letto: solita ucronia, un paese che potrebbe essere l'Italia, una monarchia assoluta temperata da un totale disprezzo per tutto quello che non piace al leader, Bo Nana, irritante come il cattivo di un pulp, giallo come il cattivo di un pulp ( o come una banana ), ma temperato da una smorfia che lo rende accattivante. L'effetto serra è sci-fi di cattivo gusto nella nostra storia - il clima è eternamente temperato, come in Liguria, ma senza tutti quei cantautori musoni.
Il popolo non chiede nulla a Bo perchè nulla ha da chiedere. Le conversazioni nelle piazze non hanno nulla di sedizioso, ma Bo le ascolta di nascosto come un cattivo smorfioso e giallo in un pulp e scopre che nessuno parla del tempo - come consigliato in qualsiasi manuale di buone maniere british - perchè il clima è mite e temperato. Questo per duecento pagine - la signora Crepascolo nel frattempo è riuscita a cucinare un ettaro di riso e verdure al vapore - poi quando la storia era tanto stagnante da essere sublime, sono incappato nella prevedibile svolta narrativa. Bo Nana si innamora di Bo Nocchia, allevatrice di bassotti impiegati in gare clandestine dove i quadrupedi sono immersi in una soluzione di panna acida e sciolina scaduta ed impiegati al posto delle bocce in un grottesco bowling. Nocchia ha qualcosa del commendatore e qualcosa del contrabbandiere raguseo fine ottocento. Shelley Winters e Robert Shaw. Irresistibile per Bo. Ed anche per me. La colonna di fumo che si alzava dalla mia cucina era visibile da parecchie nazioni europee anche non confinanti,quando mi sono imbattuto nella seconda, immancabile, svolta narrativa:
un player disonesto, tale Bo Trino, vince le semifinali, truccando un carlino da bassotto - il clone di Bilotta prende la palla al balzo e somministra al lettore un pistolotto sul minor attrito dei canidi sbavanti - ed un rivale della Nocchia imbastisce una campagna di stampa che spinge la bellezza over size a lasciare baracca e burattini.
Nana la segue e presto sono raggiunti anche da Trino che non ama il clima temperato. I tre vivono felici e contenti e quando uno dei tre chiede se pioverà, gli altri due rispondono in coro: Bo ?
Ora sapete, a grandi linee, in cosa sono incappato. Diffidate dalle imitazioni !

Andrea V. ha detto...

Ladies and gentlemen, Crepascolo:
una penna Bi lotta e Bi governo.

saldaPress ha detto...

CREPASCOLO!
Cazzo se ci eri mancato. Ma dove eri finito?