sabato 15 agosto 2009

È stato bello


Sono tornato.

Fosse stato per me, me ne sarei rimasto fra le colline umbre fino ai primi freddi, ma ovviamente non era possibile. Settimana prossima si torna in pista. E nell'attesa, ho il mio bel daffare: casa da riordinare, contatti di lavoro e/o cazzeggio da resettare, una intervista a Jessica Abel da tradurre, qualche commissione. Ce n'è abbastanza per tenersi allegri.

Cose & persone che ho scoperto nella caldazza agostana. Così, alla rinfusa.

Amelia - nel senso del paese, che poi magari qualcuno pensa male. Questo ridente centro a pochi chilometri da Narni ha dato i natali a Terence Hill, il che già basta e avanza. In più, può vantare un centro storico mica da ridere, un tot di B&B con un ottimo rapporto qualità prezzo e almeno un paio di ristoranti da visitare assolutamente. Io ed Ele ci siamo innamorati di "La locanda": ottima cucina, e un ambiente a metà fra Tolkien e Poe. Catacombe comprese. Se ci passate, pretendete di vederle.

Don Winslow. "L'inverno di Frankie Machine" era solo la prova generale: il suo nuovo libro, "Il potere del cane" (Einaudi, pag. 714, € 22), è un noir come non ne leggevo da tempo. Appena posso, recensisco nel dettaglio, ma chi ha ancora spazio e tempo per stravaccarsi a leggere prenda nota.

La Juventus 2009-2010. Mai visto tanta juve come quest'estate. A nasometro, non mi sembra ancora all'altezza della Champions e della squadretta tutta simpatia messa insieme da M&M, ovvero Moratti & Mourinho. Però ogni tanto qualche numero lo imbrocca, e finché c'è vita c'è speranza.

I Simply Red. Il "best of" che ho scaricato da Gazzamusic è stato la piccola, inaspettata colonna sonora del nostro soggiorno umbro. Con qualche provvidenziale digressione sul fu Michael Jackson -ma niente facili ironie: io, i Cd di Jacko, li ho acquistati in tempi non sospetti.

Roberto Nini. Trent'anni or sono, cazzeggiando con i compagnucci dell'oratorio, questo signore ha cominciato a scrivere una pagina di archeologia che sembra uscita da un albo di Martin Mystere. Anche in questo caso, ne riparliamo a pere mature, cioè verso fine agosto, in tempo per Narnia Fumetto.

La mia Kangoo, ovvero undici anni e non sentirli. Nonostante qualche piccola ammaccatura, la vecchia caffettiera gialla gira ancora come un orologio, e anche se sulla strada del ritorno un camion cattivo voleva farci la bibi se l'è cavata egregiamente.
Non fosse per la lancetta del tachimetro, che funziona un po' a capocchia, sarebbe perfetta.

Bomarzo. L'ingresso al Bosco Sacro - o Parco dei Mostri, fate vobis - è caruccio, soprattutto visto lo stato di abbandono in cui versano le "maraville" sparpagliate nel suddetto. Però questa Disneyland cinquecentesca vale la visita. Se non altro per l'atmosfera stile "Zardoz" dei faccioni di pietra che sbucano fra pini e cipressi.

Disney Anni d'Oro #3. Dentro il numero estivo dell'unica rivista di topi e paperi che valga il prezzo del biglietto c'è tanta robina buona firmata dai migliori autori italiani di sempre. Ve lo ricordate "Topolino contro il pesce robot"? Ecco, roba così.

Lo speco di San Francesco. È vicinissimo a Narni, ma lontanissimo dal turismo religioso tutto business souvenir e torpedoni di tante altre destinazioni spirituali. Quassù, a 440 metri, fra le pareti in pietra e i tavolacci dei refettori, ti rendi conto che fare il fraticello nel duecento non doveva essere uno sport per signorine. E la grotta in sé, brrr.
(Per inciso, ci ho lasciato il braccialetto che avevo conquistato nel mio primo viaggio in Messico, nel 1998. Sono convinto che il maya Tzotzil che me l'aveva venduto sarebbe lieto di saperlo in un luogo così sacro).

Alejandro, un artista venezuelano che ci ha cucinato una cena centroamericana con tanto di Frijoles negros e vere tortillas fatte in casa. Non l'avessi sentito parlare tanto male di Hugo Chavez, me lo sarei portato a casa come cuoco personale.
Ma Hugo non si tocca, cazzo.

La Nera. un affluente del Tevere che dalle parti di Montoro sembra l'Amazonas. Solo un po' più in piccolo. La canoa, qui, è un accessorio indispensabile: in certi punti, la fatica si fa sentire. Ma è fatica buona, fatica che non stanca.

E nel caso che qualcuno se lo stia chiedendo, sì, un po' il mio mare mi è mancato, ma comunque è stato bello.

4 commenti:

Fabrizio ha detto...

Se tutto va bene, parto sabato.
Volevo dirti che lasci le vacanze in buone mani.
E il mare te lo saluto io... ;)

Andrea V. ha detto...

Grrr.
Baci.

Diego Cajelli ha detto...

Bentornato!
Ma te lo sei portato il mio Maxi Dampyr a Bomarzo?
:-)

Andrea V. ha detto...

No, a dire il vero l'avevo lasciato a casuccia nella piluccia dei fumettucci di stagione.
A dire il vero la storiuccia di Bomarzuccio l'avevo totalmente rimossuccia, accidenti a me, ma ora mi si accende la lampadinuccia e leggiucchio, che è come tornare là in 3 sec.!

E tu, l'hai provato il Potere del cane?

;-)