giovedì 26 febbraio 2009

Come ti distruggo l'iPod



"Ho sentito i nostri pezzi in Mp3, e lasciamelo dire: suonano di merda".
Steven Wilson, 2006

Steven Wilson dei Porcupine Tree ha intrapreso una lotta senza quartiere contro l'iPod.
Che gusto c'è a farsi un mazzo così sui suoni e la dinamica dei pezzi per poi ritrovarseli stravolti dalla compressione?
A che pro mettere cura e passione nei propri album, se il buon senso comune impone ascolti facili e distratti?
Dopo lo slow food, non sarebbe ora di un po' di slow music?
A domande interessanti, risposte estreme.
Qui ce n'è una: sul Tubo, ne trovate un altro paio.

3 commenti:

RRobe ha detto...

Mah.
Il grado di compressione, alla fine, lo decide l'utente.
ITune permette anche compressioni molto meno castranti di quella di default dell'MP4.
Mi pare anacronistica come affermazione.

Andrea V. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Andrea V. ha detto...

Tutto vero.
Ma il punto di SW è tutto politico. E la provocazione punta tutta sulla filosofia "usa e getta" che oggi affligge un po' tutti i consumi culturali.
Soprattutto quelli "immateriali" nati con l'avvento del digitale.
Qualche annetto fa, quando un disco o un film implicavano un minimo di investimento economico e/o emotivo, si tendeva a consumare meno e con maggiore partecipazione.
Oggi, per scaricare la discografia completa di un gruppo o l'ultimo blockbuster uscito al cinema, bastano un paio d'ore di banda larga.
Il che, in generale, comporta standard qualitativi più bassi e una fruizione più distratta. Avessi speso dei bei soldini, magari, mi ci metterei d'impegno: ma visto che è tutto gratis, che mi frega: sento/guardo 10 min scarsi di quello che ho scaricato, e se non mi convince al primo ascolto/sguardo, cancello tutto e 'sti cazzi, avanti il prossimo.
In più: niente packaging, niente contenuti extra, niente altro.
Si tende a investire poco, insomma, per avere poco.
E in questo senso, la provocazione di SW mi sembra abbastanza condivisibile e sensata.