giovedì 19 giugno 2008

Nel nome di Villa


20 giugno 1923. Nella cittadina di Parral, a un tiro di Springfield da Chihuaua, Pancho Villa cade sotto i colpi di un improvvisato plotone d'esecuzione. Un finale annunciato, per un uomo che nei suoi 42 anni di vita si è fatto un sacco di nemici. E forse, anche un modo per entrare nella leggenda.
Difficile entrare nella testa del personaggio che suo malgrado ha creato lo stereotipo del bandido messicano. Ma provarci in compagnia di Paco Ignacio Taibo II è stata un'avventura esaltante. Il libro si chiama "Un rivoluzionario chiamato Pancho", è edito da Marco Tropea, ed è pieno di voltafaccia, fucilazioni, battaglie, agguati, matrimoni, mitragliatrici, fughe, leggende, invasioni, misteri, cavalli. Per finirlo mi ci sono voluti sette mesi, ma ne è valsa la pena. Anche perché mi sono guadagnato il diritto di portare le T-Shirt di Mis Nopales con cognizione di casual. Viva la revolucion, cabrones!

1 commento:

Fabrizio ha detto...

Che figo!!!

Fab