venerdì 22 febbraio 2013

Piccole italiane

Le donne di Berlusca sono un po' come i lavoratori a contratto atipico: come collettività non esistono. Esistono solo come monadi, ognuna con la sua vita i suoi problemi le sue scelte, a volte comode, a volte dolorose. E, ovviamente, la sua libertà.
Guai a chiamarle bambole e mancar loro di rispetto.
Un titolo ridicolo da hit Sanremese. Un testo sciatto, interminabile, aggrovigliato di parentesi e circonvoluzioni. Una foto teribbbile, vecchia nella composizione da catalogo Postal Market e nel look da tinello meneghino.
È tutto sul Corriere di oggi. Ma è roba di ieri, come chi l'ha concepita e realizzata. Speriamo che da qui a Domenica finisca dove merita, a incartare il pesce.

4 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Il giornale con la notizia della scoperta della ruota il giorno dopo incartava un trilobite. Non illudiamoci.
Mi spiace di leggere che tu non hai apprezzato il lavoro del ns think tank e non ti dico quanto sia stato vicino da aggiungere anche qualcosa come " Siamo donne / oltre le gambe c'è di più " , ma altri non erano d'accordo. Pazienza. Io sono particolarmente fiero della stilettata " Ci sono donne che considerano stupidi gli uomini e li combattono e ci sono donne che sfruttano al meglio la stupidità degli uomini svestendosi in televisione. "
La versione non censurata
( qualcuno dei ragazzi mi tarpa sempre le ali ) era qualcosa come
" donne che sfruttano al meglio la stupidità degli uomini vestendosi da infermiera o da leader politico europeo con i fianchi importanti ". Mi è stato detto che non era il caso. Ancora pazienza. Ne riparliamo lunedì.

CREPASCOLO ha detto...

La barzelletta nella barzelletta è che le tre bambole in basse sono prese da dei photobook... http://www.wittgenstein.it/2013/02/21/chi-e-causa-della-sua-bambola

CREPASCOLO ha detto...

Io ero per prenderle dalla sigla della prima serie di Charlie's Angels, ma non sono stato ascoltato. Pazienza.

andrea voglino ha detto...

@ Crepascolo ha detto...: la mia solita vista a raggi X. Deformaz. Professionale, credo.