venerdì 20 febbraio 2015

Sarti mortali

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Come il fumetto originale di Millar & Gibbons, anche il cinefumetto di Kingsman - The Secret Service si gioca tutto nei confini di una trama che è un accumulo di citazioni, una vertigine di dejà vu che fa di queste due ore e spiccioli di pellicola un frullato di ingredienti già collaudati altrove. In primis, ovviamente, vengono in mente i vari 007 e Mission: Impossible e Bourne Identity. Ma anche MIB - Men in Black, e My Fair Lady, e Lock & Stock, e World War Z, e Kick Ass… Finché regge l'equilbrio fra azione e parodia, il risultato risulta godibile: il contrasto fra i sapori decisi da blockbuster americano tutto botti e product placement e il retrogusto legnoso da commedia proletaria british funziona piuttosto bene, soprattutto durante i primi capitoli di questo romanzo di formazione per aspiranti poliziotti globali. I nodi vengono al pettine alla lunga, quando Kingsman - The Secret Service segue Millar nello spirito e diventa una copia carbone più volgare e imbarbarita dei modelli di riferimento. Man mano che si procede verso l'ormai immancabile easter egg sui titoli di coda, quindi, i virtuosismi diventano manierati, i colpi sotto la cintura gratuiti, le strizzate d'occhio stucchevoli, i sorrisi più stiracchiati. E quello che poteva essere un bel saggio di meta-narrativa pop impreziosito dall'ottimo cast british scade in un filmetto efficace ma rozzo, proprio come il giovine spione al centro della vicenda. Morale meta-narrativa: puoi pure portare un tronista dal miglior sarto di Savile Row: ma per farne un perfetto gentlemen ci vuole ben altra classe.

2 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

My Fair Lady. Non May.
A meno che La Signora della Fiera di Maggio sia un graphic novel di Voglino/Milazzo che racconta di un Ivan Graziani di un Altroquando che, componendo Signora Bionda dei Ciliegi, precipita in un mondo Vertigo in cui naniti infettati con il dna di Charles Vess ridisegnano il mondo come fosse un sogno di Neil Gaiman ( o Sogno di Gaiman che è l'istess ).
Se è così, bravo, xchè Millar è bravo e può continuare a propinarci le 50 sfumature di grigio del romanzo di formaz da Wanted a questa cosa con Dave Gibbons, ma noi duri e puri sentiamo la mancanza di cose come The Extremist di Milligan/McKeever ed Enigma di Milligan/Fegredo e siamo lieti di vedere una risposta tricolore. Mi raccomando il b/n: con le tavole di Ivo il colore è un errore. Ciao ciao

andrea voglino ha detto...

Le idi di Maggio mi hanno sempre portato male.