mercoledì 5 novembre 2014

Un, due, tre , stellar





Ora tutti diranno che il nuovo Nolan è scombiccherato, sovrabbondante come un maritozzo troppo farcito, derivativo, prevedibile. Che si prende un sacco di tempo per costruire una trama sommessa e intrigante e poi la spreca in un sottofinale action della peggior specie. Che coltiva ambizioni alte e crudeli, e poi svacca nel volemosebbene. Che il cast è troppo fighetto e i colpi di scena troppo telefonati. Sia come sia, "Interstellar" i soldi del biglietto li vale tutti. Perché con tutti i eccessi e tutti i suoi difetti resta comunque un film visivamente magnifico, il proseguimento naturale dei discorsi sul tempo, la memoria e la soggettività  già esplorati in "Memento" e "Inception". Un film esteticamente impeccabile, con un design mozzafiato in quanto ad ambienti e intelligenze artificiali. Un film di cui non si è intravisto già tutto on line. Un film che non si vergogna di citare classici della fantascienza utopistica come "2001", "Solaris" o "Silent Running" riscrivendole per la nuova generazione. E cosa ancor più rara, un film miliardario che parla anche agli spettatori sopra i quindici anni. Magari, senza la pulizia formale delle sue opere precedenti, ma con più sentimento. Da vedere al più presto, possibilmente sullo schermo più grosso del circondario. Per i ragionamenti e il replay value, meglio aspettare la seconda visione: la prima lascia un tantinello sbomballati.

3 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Nelle sale lo stesso giorno di Doraemon e Ficarra & Picone. In un Paese dove il pubblico del fine settimana è influenzato dalla top ten del botteghino. Cattivi. Tra l'altro Crepascola mi ha già detto che, considerato che lei si è sorbita Peppa Pig Il Film, a me toccherà il simpatico gattone alieno. E non sto parlando di Matthew McConaughey. Cattivi. Tutti.

andrea voglino ha detto...

E, sì.

andrea voglino ha detto...
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